Archivio mensile:agosto 2011

Nwo: Tecnologie per il marchio della bestia

Un piccolo dispositivo elettronico schiaffato sulla pelle come un tatuaggio temporaneo potrebbe portarci molto più vicino ad un futuro dove l’uomo si fonde con la macchina, un mondo cyborg in cui le persone avranno i cellulari integrati nelle loro gole e i browser Internet letteralmente a portata di mano.

Analizzati nel numero del 12 agosto di Science, gli aggeggi sono stati sviluppati dai ricercatori per riuscire nell’intento di creare monitor medici meno invadenti per i neonati prematuri e per altre esigenze speciali dei pazienti. Il potenziale di questa tecnologia, risulta molto vasto.

“Questo, è un enorme passo in avanti”, ci dicie Michael McAlpine ingegnere delle nanotecnologie alla Princeton University. “Questo va oltre al semplice concetto di avere il cellulare sempre con voi. In questo caso, sarà il polso stesso, a contenere il dispositivo così da avercelo letteralmente sempre con voi. ”

Sebbene i tradizionali dispositivi elettronici stiano diventando sempre più piccoli e potenti, risultano essere ancora goffi oggetti esterni che devono essere tenuti in mano o toccati. Il nuovo dispositivo elettronico, wireless promette di integrare perfettamente il corpo con il mondo elettronico circostante.

La sfida, dice il co-autore dello studio John Rogers della University of Illinois at Urbana-Champaign, è stata quella di far corrispondente componenti elettrici tipicamente rigidi e ingombranti ad una controparte che sarebbe stata “tatuata” sulla pelle. Rogers e i suoi colleghi hanno ottenuto questo risultato, rendendo molto più sottile il silicio.

I componenti elettronici – che possono includere: diodi emettitori di luce, celle solari, transistor e antenne, tra i tanti.

I ricercatori hanno intramezzato questi componenti tra due strati protettivi di poliammide, un tipo di polimero. Questi strati vengono posti sulla cima di una pellicola di silicone di gomma che aderisce alla pelle con legami chimici deboli. Il dispositivo può essere applicato anche in un tatuaggio temporaneo, che rende invisibile la griglia e la fà durare più a lungo.

Rogers si sta concentrando sulle applicazioni mediche di questo dispositivo. Gli elementi costitutivi di base del sistema, comunque, potranno essere configurati in molti modi e per usi molto diversi, dice.

“Penso che i creativi in giro per il modno concepiranno strumenti che non riusciamo ad immaginare”, dice Rogers.

Per esempio, la tecnologia ha attirato l’interesse di coloro che si occupano di sicurezza, interessati ad utilizzare la tecnologia per sviluppare un sistema di comunicazione segreta. La “CIA e altre agenzie sono interessate”, dice Rogers. Una piccola patch nascosta sulla gola, per esempio, potrebbe consentire a due agenti di comunicare segretamente tra di loro. L’elettronica sarebbe in grado di rilevare e trasmettere l’attività muscolare che rappresenta le parole, il tutto senza che la persona emetta un suono.

Il dispositivo super sottile,  si arriccia e si estende proprio come la pelle del corpo, rendendolo meno invadente rispetto ai cavi ingombranti e agli elettrodi in genere utilizzati per monitorare i segni vitali.

L’adesivo elettronico capta i segnali dei battiti del cuore della gente se attaccato sul petto, l’attività del muscolo scheletrico quando posizionato sulla gamba, e le onde celebrali quando fissato sulla fronte (pensate con che facilità potrebbero condizionarci), ci dicono i ricercatori.

Le patch raccolgono i dati con precisione fino a sei ore, e non hanno mostrato segni di degrado o di irritazione al braccio, al collo, alla fronte, alle guance e al mento dopo 24 ore. I ricercatori pensano che questa autonomia possa venire estesa, in particolare se viene utilizzato un adesivo forte. Rogers sottolinea però, che l’uso prolungato del dispositivo è limitato poichè periodicamente le cellule della pelle periodicamente si rinnovano.

Tali dispositivi potrebbero servire da tramite tra il corpo e altri dispositivi elettronici. Nella loro analisi i ricercatori hanno usato il dispositivo per controllare un videogioco. Quando fissato alla gola, il dispositivo legge l’attività elettrica dei muscoli di una persona interpretandola come parole  “su”, “giù”, “sinistra” e “destra” controllavano un cursore del computer che navigava all’interno di un labirinto cybernetico.

I ricercatori hanno in programma di migliorare la tecnologia, consentendo la comunicazione wireless e l’aggiunta di metodi per immagazzinare l’energia. Il dispositivo è già in grado di ottenere energia da bobine wireless e celle solari. In futuro, comunque si prospetta che potrà alimentarsi da solo con segnali elettromagnetici o anche con l’energia prodotta dal calore del corpo.

Questa soluzione non intrusiva potrebbe essere particolarmente utile per i neonati prematuri, dice Rogers. Gli elettrodi ora utilizzati per monitorare i segni vitali dei bambini neonati ‘sono grandi e possono irritare la pelle fragile del neonato. Tale monitoraggio non intrusivo potrebbe anche aiutare le persone in fase di studio nel sonno. Gli elettrodi ingombranti che misurano le onde cerebrali spesso interferiscono con il sonno che i medici cercano di misurare.

Le potenziali applicazioni mediche di questo flessibile dispositivo non si limitano al monitoraggio. L’elettronica può offrire un migliore controllo delle protesi, un diverso modo di comunicare per le persone affette da malattie alla laringe e nuovi trattamenti per le lesioni muscolari. Rogers e i suoi collaboratori stanno attualmente verificando se i segnali elettrici prodotti dal dispositivo possono migliorare le funzioni muscolari nei ratti dopo un infortunio.

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Fukushima: L’agenzia nucleare giapponese nasconde i dati sull’esposizione alle radiazioni

I “watchdog” nucleari giapponesi hanno negato l’accesso pubblico ai risultati dei check-up alla tiroide di 1.000 bambini esposti alle radiazioni di Fukushima.

I critici hanno accusato la Commissione di sicurezza nucleare giapponese, il voler negare una accurata informazione rispetto alla crisi.

La commissione aveva già caricato online in precedenza i risultati dei test di oltre 1.000 bambini controllati per vedere se le sostanze radioattive si stavano accumulando nelle loro tiroidi.

E’ stato rivelato però che all’inizio di questo mese la Commissione ha eliminato i dati dal suo sito, citando motivi di privacy.

Gli specialisti sanitari dal canto loro hanno additato questa decisione, accusando la commissione di temere una reazione negativa del pubblico data dai risultati degli esami sull’esposizione dei bambini alle radiazioni della centrale danneggiata.

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Mantello dell’invisibilità: Superato il problema della velocità della luce, da uno studente universitario

Uno studente universitario ha superato un ostacolo importante nello sviluppo dei mantelli dell’invisibilità con l’aggiunta di un dispositivo ottico nei loro design che non solo rimane invisibile in sé, ma ha anche la capacità di rallentare la luce.

Il dispositivo ottico, noto come ‘sfera invisibile’, rallenterebbe tutta la luce diretta verso un potenziale mantello, il che significa che i raggi di luce non avrebbero bisogno di essere accelerati a grande velocità attorno agli oggetti occultati – un requisito che ha limitato la ricerca sui mantelli dell’invisibilità unicamente ad una regione dello spettro del visibile.

Questa nuova ricerca, pubblicata il 9 agosto, presso l’Istituto di Fisica e dal New Journal of Physics della German Physical Society, potrebbe fornire la possibilità di costruire potenzialmente un mantello dell’invisibilità che permetterebbe all’utilizzatore i muoversi in svariati contesti ambientali.

Sotto la guida del professor Ulf Leonhardt, Janos Perczel, originario dell’Ungheria e grazie alla lettura di Logic, Philosophy of Science and Physics presso l’Università di St Andrews, ha riconosciuto l’enorme potenziale della sfera invisibile.

L’approccio comune nella progettazione di un mantello dell’invisibilità aveva come base la deflessione della luce – utilizzando materiali altamente specifici – intorno ad un oggetto che si voleva nascondere, impedendo così alla luce di colpire l’oggetto e rivelando la sua presenza all’occhio dell’osservatore.

Quando la luce viene piegata e avvolge l’oggetto, assomiglia all’acqua che copre una roccia seduta sul letto di un fiume e prosegue il suo percorso facendo sembrare che non via sia nulla sotto di essa.

La luce, tuttavia, può solo essere accelerata ad una velocità maggiore di quanto avrebbe viaggiato nello spazio, a determinate condizioni, e questo limita il lavoro sui mantelli dell’invisibilità ad una parte limitata dello spettro – essenzialmente ad un solo colore.

Perchè concretamente il “vecchio” principio del mantello invisibile funzioni, bisognerebbe stare costantemente in tuta mimetica, ma, al momento in cui ci si inizia a muovere il paesaggio inizierebbe a distorcersi, rivelando la persona sotto il mantello.

Rallentando tutta la luce con una sfera invisibile, non c’è bisogno di accellerarla a velocità così elevate potendo quindi lavorare in tutte le parti dello spettro del visibile.

Perczel afferma: “iniziai a lavorare sul problema della propagazione superluminale come studente estivo del professor Leonhardt, con una sovvenzione dell’EPSRC. Una volta che l’idea affiorò, lavorai per più di otto mesi per superare le barriere tecniche e per rendere praticabile la proposta”.

Un portavoce dell’Istituto di Fisica ha affermato: “Questo nuovo sviluppo apre ulteriori possibilità per la progettazione di un mantello dell’invisibilità – superare il problema della velocità della luce, è molto impressionante, sapendo anche che questo significativo progresso è stato raggiunto da uno studente non graduato. ”

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Il farmaco dei “miracoli”

La maggior parte delle infezioni batteriche possono essere trattate con antibiotici tipo la penicillina, scoperta ormai decenni fa. Tuttavia, questi farmaci sono inutili contro le infezioni virali, tra cui l’influenza, il raffreddore comune, e le letali febbri emorragiche come l’Ebola.

Ora, in una ricerca che probabilmente cambierà il modo in cui vengono affrontate le infezioni virali, un team di ricercatori del MIT Lincoln Laboratory ha progettato un farmaco in grado di identificare le cellule infettate da qualsiasi tipo di virus, uccidendole poi in modo da interrompere l’infezione.

In un articolo pubblicato il 27 luglio sulla rivista PLoS One, i ricercatori testarono il loro farmaco contro 15 virus, e riscontrarono la sua efficacia contro tutti – compresi i rinovirus che causano il raffreddore, l’influenza H1N1, un virus dello stomaco, il virus della polio, la dengue e molti altri tipi di febbre emorragica.

Il farmaco va ad agire specificatamente su un RNA prodotto solo dalle cellule che sono state infettate dai virus. “In teoria, dovrebbe funzionare contro tutti i virus”, dice Todd Rider, uno scienziato anziano del personale del Lincoln Laboratory’s Chemical, Biological, and Nanoscale Technologies Group che ha inventato la nuova tecnologia.

Poiché questa nuova scoperta risulta di così ampio spettro, potrebbe potenzialmente essere utilizzata anche per combattere le epidemie provocate da “nuovi” virus, come ad esempio nel 2003, con il focolaio di SARS (sindrome respiratoria acuta grave), continua Rider.

Altri membri del gruppo di ricerca sono Wick Scott, Cristina Zook, Tara Boettcher, Jennifer Pancoast e Benjamin Zusman.

POCHI ANTIVIRALI DISPONIBILI

Rider ebbe l’idea di sviluppare una terapia ad ampio spettro antivirale circa 11 anni fa, dopo aver inventato la CANARY (Cellular Analysis and Notification of Antigen Risks and Yields), un biosensore in grado di identificare rapidamente gli agenti patogeni. “Se si rileva un batterio patogeno per l’ambiente, esiste, probabilmente, un antibiotico che potrebbe essere utilizzato per curare la persona in questione, mi resi conto però che i trattamenti antivirali scarseggiavano”, dice.

Ci sono una manciata di farmaci per combattere virus specifici, come gli inibitori della proteasi usati per controllare l’infezione da HIV, ma rimangono comunque relativamente poco numerosi e suscettibili a resistenza virale.

Rider si ispirò, per la creazione dei suoi agenti terapeutici, soprannominati Dracos (Double-stranded RNA Activated Caspase Oligomerizers), dai sistemi di difesa delle cellule stesse ‘.

Quando il virus infetta una cellula, si impossessa dei meccanismi cellulari per i propri interessi – cioè la creazione di altre copie del virus. Durante questo processo, i virus creano lunghe stringhe di RNA a doppio filamento (dsRNA), che non si trovano nelle cellule umane o di altri animali.

Come parte del loro meccanismo di difesa naturale, le cellule umane utilizzano proteine ​​che si attaccano al dsRNA, scatenando una cascata di reazioni che impedisce al virus di replicarsi. Tuttavia, molti virus possono superare in astuzia questo sistema, bloccando a monte una delle fasi della cascata.

Rider ha avuto l’idea di combinare una proteina dsRNA legante con un’altra proteina che induce le cellule all’apoptosi (suicidio cellulare programmato) – per esempio, quando viene determinato che una cellula sta diventando cancerogena. Pertanto, quando una parte del DRACO si lega al dsRNA, segnala all’altra estremità del DRACO di avviare il suicidio cellulare.

Combinare questi due elementi è una “grande idea” e rappresenta un approccio molto romanzato, dice Karla Kirkegaard, professore di microbiologia e immunologia presso la Stanford University. “I virus sono molto bravi a sviluppare resistenza agli antivirali, che utilizziamo contro di loro, ma in questo caso, sarà molto difficile che essi sviluppino una resistenza di qualche tipo”, dice.

Ogni DRACO include anche un “tag di consegna”, tratto da proteine ​​naturali, che gli permette di attraversare le membrane cellulari e di entrare in qualsiasi cellula umana o animale. Tuttavia, se non è presente il dsRNA, DRACO lascia la cellula illesa.

La maggior parte dei test riportati in questo studio sono stati fatti nelle cellule umane e animali in coltura in laboratorio, ma i ricercatori hanno anche testato DRACO nei topi infettati con il virus dell’influenza H1N1. Quando i topi vennero trattati con DRACO, guarirono completamente dall’infezione. I test dimostrarono anche che DRACO non è tossico per i topi.

I ricercatori stanno attualmente testando DRACO contro più virus nei topi e, cominciano ad ottenere risultati promettenti. Rider spera di ottenere la licenza per sperimentare la tecnologia su animali più grandi e per eventuali prove cliniche umane.

Per maggiori informazioni: Rider TH, et al. (2011) Broad-Spectrum Antiviral Therapeutics. PLoS ONE 6(7): e22572. doi:10.1371/journal.pone.0022572

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Una domanda sorge spontanea…chi potrà permettersi una medicina del genere?

Che speculazionee economica (delle cause farmaceutiche) causerà questa nuova invenzione?

 

Una storia alchemica: La caduta degli dei (Parte II)

Introduzione: Ragazzi che si impiccano per un voto a scuola, ragazzi che si uccidono per la ragazza, ragazzi che ad ogni minima stronzata si ammazzano. Perchè questa dilagante fragilità che incrina sempre più fino a distruggere generazioni su generazioni di ragazzi a cui non è stata mai data la possibilità di avere ali per volare “da solI”. Vittime di un sistema in generale e di una famiglia in particolare incapace di trasmettere quella forza che contraddistingue ogni vero uomo e vera donna di questo pianeta. E’ l’incapacità di comprendere quel demone di anima quando ti mette alla prova e cerca di trascinarti verso il fallimento. Oh, lettori non fraintendete, per demone intendo quella forza negativa che “serve” ad attivare quel processo di crescita necessario ad ogni essere umano. Più volte anima verrà smentita più saremo in grado di trarne forza ed accrescere la nostra interezza.

Siamo di fronte ad una città bella e maestosa, formata da tutte le nostre esperienze e concezioni apprese o apprese male nel corso della nostra giovane vita. Nel silenzio di una innocente perfezione, ecco i primi grattacieli che cadono, le chiese che crollano…il nostro mondo interiore brucia, quando la “cupola” familiare comincia a venir tolta. La maggior parte di noi non subirà o subirà solo in parte questo processo, perchè si viene abituati fin da subito alla depersonalizzazione: Ho un problema – Lo evito non assumendomene la responsabilità: “Si vive una volta sola”, “Pensarci troppo ti fa male”, “Non è colpa mia” e avanti in questa maniera.

Ad un certo punto, coloro che sono fortunati, cominciano a mettere in dubbio molte cose della loro vita, i modi di farle o il modo di proporle. Dalle piccolezze, il dubbio si espande andando a colpire radicalmente tutto quello che facciamo e in cui crediamo.

Spazzare via tutte le concezioni e i pregiudizi

IL DILUVIO UNIVERSALE

Quasi tutte le tradizioni antiche dei popoli parlano di un diluvio universale che ha spazzato via un’era e ha dato inizio ad un’altra.

A mio parere il diluvio va visto in maniera più figurata…si ha un momento nei cicli delle ere, nel quale, come un adolescente, la popolazione umana, DEVE diventare adulta. Il cambiamento è preceduto da un periodo di forte agitazione sia all’interno che all’esterno della Terra, così la nostra personale “trasformazione” sarà un processo che in molti noteranno e che si dovrà stare attenti a gestire, perchè l’equilibrio fisico e psicologico deve essere ancora completamente raggiunto.