Gli insegnamenti segreti di tutte le ere: Le meraviglie dell’antichita`

Era una pratica comune tra i primi egizi, greci e romani installare
lampade accese nei sepolcri dei loro morti come offerte al Dio della Morte. Forse si credeva anche che il defunto potesse usare queste luci per trovare la sua strada attraverso la Valle delle Ombre. Più tardi, quando l’usanza divenne diffusa, non solo le attuali lampade ma anche miniature in terracotta delle stesse venivano sepolte con i morti. Alcune delle lampade venivano messe in vasi circolari per proteggerle; in alcuni casi e` stato anche ritrovato l’olio, in perfetto stato di conservazione, dopo più di 2.000 anni. Vi è ampia prova che molte di queste lampade erano accese quando i sepolcri vennero sigillati, ed è stato dichiarato che rimasero funzionanti anche quando i sepolcri vennero aperti centinaia di anni dopo. La possibilità di preparare una sostanza infiammabile che si rinnova appena veniva consumata è stata una fonte di notevole polemica tra gli autori mediovali. Dopo aver debitamente considerato le prove a disposizione, sembra rientrare nel reame delle possibilità che gli antichi preti-chimici abbiano fatto fabbricare lampade che bruciavano, se non indefinitamente, almeno per periodi considerevoli di tempo.
Numerose autorità hanno scritto sul tema di queste lampade perenni:. W. Wynn Westcott stima il numero di scrittori che hanno preso in considerazione l’argomento in più di 150, e H.P. Blavatsky pone la sua stima a 173. Mentre le conclusioni raggiunte dai diversi autori sono in disaccordo, la maggioranza ammette l’esistenza di queste lampade fenomenali. Solo pochi sostenevano che le lampade avrebbero bruciato per sempre, ma molti erano disposti a concedere
che potessero rimanere accese per diversi secoli senza ricaricare il liquido infiammabile. Alcuni consideravano le cosiddette luci perpetue come meri artifici dei furbi sacerdoti pagani, mentre un gran numero di persone, ammettendo che le lampade effettivamente bruciavano, affermarono che fosse il diavolo a compiere questo apparente miracolo per irretire il credulo conducendo così la sua anima alla perdizione. Su questo argomento il dotto gesuita, Athanasius Kircher, di solito affidabile, esibisce una sorprendente incoerenza. Nel suo Edipo Ægyptiacus scrive: “Non poche di queste lampade perenni sono state trovate e considerate un artificio demoniaco, E credo che le
lampade trovate nelle tombe dei Gentili dedicate al culto di alcuni dei, erano di questo tipo, perché probabilmente il diavolo le ha messi lì, in modo da ottenere una falsa adorazione ”
Avendo ammesso che le autorità affidabili difendono l’esistenza delle lampade perpetue, e che anche il diavolo si presta alla loro fabbricazione, Kircher dichiarò successivamente che l’intera teoria era disperata e impossibile, e che doveva essere classificata nella stessa categoria del moto perpetuo e della Pietra Filosofale. Avendo già risolto il problema una volta, Kircher lo risolve di nuovo – ma in modo diverso – con le seguenti parole: “In Egitto ci sono ricchi depositi di asfalto e petrolio. Che cosa fecero questi bravi compagni [i preti], quindi, se non collegare un deposito di olio ad un condotto segreto collegato ad una o più lampade, fornite di stoppini di amianto! In che modo queste lampade possono bruciare perpetuamente? Secondo me questa è la soluzione dell’enigma dell’eternità soprannaturale di queste antiche lampade. ” Montfaucon, nelle sue Antichità, concorda principalmente con le successive deduzioni di Kircher, ovvero credere che le leggendarie lampade perpetue dei templi fossero astuti congegni meccanici. Aggiunge inoltre che la credenza che le lampade bruciassero indefinitamente nelle tombe era il risultato del fatto degno di nota che in alcuni casi i fumi si riversarono fuori dagli ingressi dei caveau di recente apertura. I gruppi che successivamente scoprirono le lampade sparse per il pavimento credettero che fossero la fonte dei fumi.
Ci sono diverse storie interessanti riguardanti le scoperte di lampade perenni in varie parti del mondo. In una tomba sulla via Appia che fu aperta durante il papato di Paolo III venne ritrovata una lampada accesa che era rimasta in funzione in una volta sigillata ermeticamente per quasi 1600 anni. Secondo un resoconto scritto da un contemporaneo, un corpo – quello di una ragazza giovane e bella con lunghi capelli d’oro – è stato trovato mentre galleggiava in un
liquido trasparente sconosciuto e ben conservato come se la morte fosse avvenuta solo pochie ore prima. All’interno della volta erano un numero di oggetti significativi, che includevano diverse lampade, una delle quali illuminata. Coloro che entravano nel sepolcro dichiararono che l’apertura della porta ha spento la luce e che non si sarebbe piu` riuscito a riaccendere la luce. Kircher riprodusse un epitaffio, “TULLIOLAE FILIAE MEAE”, presumibilmente trovato nella tomba, ma che Montfaucon dichiara non essere mai esistito,, il corpo era generalmente ritenuto di Tulliola, la figlia di Cicerone.
Lampade sperenni sono state scoperte in tutte le parti del mondo. Non solo nei Paesi mediterranei ma anche in India, Tibet, Cina e Sud America. Gli esempi che seguono sono stati selezionati a caso dall’elenco imponente di lampade perpetue trovato in
età diverse.
Plutarco scrisse di una lampada che ardeva sulla porta di un tempio a Giove Ammone; i sacerdoti dichiararono che era rimasta acceso per secoli senza carburante. Sant’Agostino descrisse una lampada perpetua, custodita in un tempio in Egitto sacro a Venere,
che né vento né acqua potrebbero estinguere. Credeva che fosse il lavoro del Diavolo.
Una lampada sempre ardente fu trovata a Edessa, o Antiochia, durante il regno dell’Imperatore Giustiniano. Era in una nicchia sopra la porta della città, elaboratamente chiusa per proteggerla dagli elementi. La data dimostro` che la lampada stava bruciando per più di 500
anni. È stata distrutta dai soldati.
Durante l’alto Medioevo fu trovata una lampada in Inghilterra che era bruciata dal terzo secolo dopo Cristo. Il monumento che la contiene è stato creduto essere la tomba del padre di Costantino il Grande.

La lanterna di Pallade fu scoperta nei pressi di Roma nel 1401 d.C.
nel sepolcro di Pallade, figlio di Evandro, immortalato da Virgilio nella sua Æneide. La lampada era posta alla testa del corpo e aveva bruciato con una luce fissa per più di 2.000 anni.
Nel 1550 d.C. sull’isola di Nesis, nel golfo di Napoli, c’era una magnifica volta in marmo aperta nel quale fu trovata una lampada ancora accesa che era stata posta lì prima dell’inizio dell’era cristiana.
Pausania descrisse una bella lampada d’oro nel tempio di Minerva che bruciava costantemente per un anno senza rifornimento o con lo stoppino tagliato. La cerimonia del riempimento della lampada ebbe luogo ogni anno e il tempo fu misurato dalla cerimonia.
Secondo la Fama Fraternitatis, la cripta di Christian Rosencreutz all’apertura 120 anni dopo la sua morte fu trovata brillantemente illuminata da una lampada perpetua sospesa nel soffitto.
Numa Pompilio, re di Roma e mago di considerevole potenza, costrui` una luce perpetua nella cupola di un tempio che aveva creato in onore di un essere elementale. In Inghilterra è stata trovata una tomba curiosa contenente un automa che si muoveva quando alcune pietre nel pavimento della volta venivano calpestate da un intruso.

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BASE DI UN TREPPIEDI DELFESE.
Dalle antichità di Montfaucon.
Gli avvolgimenti di questi serpenti formavano la base, e le tre teste sostenevano i tre piedi del treppiede. E` impossibile ottenere informazioni soddisfacenti sulla forma e le dimensioni del celebre tripode delfiano. Le teorie che lo riguardano si basano (in gran parte) su piccoli treppiedi ornamentali scoperti in vari
templi.

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Secondo Beaumont, la figura sopra è la forma più autentica del treppiede delfico esistente; ma in quanto
il treppiede deve essere cambiato considerevolmente durante la vita dell’oracolo, le conclusioni affrettate non sono prudenti. Nella sua
descrizione del treppiede, Beaumont lo divide in quattro parti: (1) una cornice a tre (2), una bacinella o ciotola incastonata nel telaio; (e) un piano piatto o un tavolo su cui sedeva la Pizia; e (4) un cono
a coprire il tavolo, che nascondeva completamente la sacerdotessa che serviva a comunicare le previsione dell’oracolo

A quel tempo la polemica rosacrociana era al culmine, così venne deciso che la tomba era quella di un iniziato rosacrociano. Un connazionale, scoprendo la tomba ed entrando, trovò l’interno brillantemente illuminato da una lampada che pendeva dal soffitto. Mentre camminava, il suo peso deprimeva alcune pietre del pavimento. Subito la figura vestita con una armatura pesante cominciò a muoversi. Meccanicamente si alzò in piedi e colpì la lampada
con un bastone di ferro, distruggendola completamente, e quindi prevenendo efficacemente la scoperta della sostanza segreta che ha mantenuto la fiamma. Per quanto tempo la lampada stesse bruciato è sconosciuto, ma certamente lo è stato per un considerevole numero di anni.
È stato riferito che tra le tombe vicino a Menfi e nei templi bramini dell’India furono ritrovate luci in camere e serbatoi sigillati, ma l’esposizione improvvisa all’aria le estingueva e faceva evaporare il loro combustibile. Si ritiene ora che gli stoppini di queste lampade perpetue fossero fatti di treccia o tessuti d’amianto, chiamato lana di salamandra degli alchimisti, e che il combustibile era uno dei
prodotti della ricerca alchemica. Kircher tentò di estrarre il petrolio dall’amianto, essendo convinto che se il fuoco non cosumasse la sostanza un olio estratto da essa fornirebbe la lampada con un combustibile altrettanto indistruttibile. Dopo aver trascorso due anni lavorando sperimentalmente in maniera infruttuosa, ha concluso che il compito era impossibile.
Sono state conservate diverse formule per la produzione del combustibile per le lampade. In Iside Svelata, H. P. Blavatsky ristampa due di queste formule dai primi autori – Tritenheim e Bartolomeo Korndorf.

GLI ORACOLI GRECI

Il culto di Apollo includeva l’istituzione e il mantenimento di luoghi di profezia per mezzo del quale gli dei potevano comunicare con l’umanità e rivelare l’avvenire come meritato beneficio. La storia antica della Grecia abbonda di resoconti di alberi parlanti, fiumi, statue e caverne in cui ninfe, driadi o demoni avevano occupato le loro dimore
e da cui consegnarono oracoli. Mentre gli autori cristiani hanno provato a dimostrare che le rivelazioni oracolari furono consegnate dal Diavolo allo scopo di ingannare l’umanità, non hanno osato attaccare la teoria degli oracoli, a causa del ripetuto riferimento ad essi nei loro scritti sacri. Se le pietre di onice sulle spalle del sommo sacerdote di Israele rendevano nota attraverso i lampi, la volontà di Geova, allora una colomba nera, temporaneamente dotata della facoltà di parola, potrebbe davvero pronunciare oracoli nel tempio di Giove Ammone. Se la strega di Endor avrebbe potuto invocare l’ombra di Samuel, che a sua volta diede profezie a Saul, non poteva una sacerdotessa di Apollo chiamare lo spettro del suo signore per predire il destino della Grecia? I più famosi oracoli dell’antichità erano quelli di Delfi, Dodona, Trophonius e Latona, di cui le querce parlanti di Dodona erano le più antiche. Sebbene sia impossibile risalire alla genesi della teoria della profezia oracolare, è noto che molte delle grotte oracolari riconosciute da parte dai greci erano sacre molto prima dellao svilupparsi della cultura greca. L’oracolo di Apollo a Delfi rimane uno dei misteri irrisolti degli antichi. Alexander Wilder deriva il nome Delphi da delphos, l’utero. Questo nome fu scelto dai greci a rappresentazione della forma della caverna. Il nome originale dell’oracolo era Pytho, così chiamato perché le camere erano state la dimora del grande serpente Python, una creatura temibile che era sgattaiolata fuori dal limo lasciato dall’ondata che aveva distrutto tutti gli esseri umani tranne Deucalione e Pyrrha. Apollo, salendo il fianco del monte Parnaso, uccise il serpente dopo un combattimento prolungato, e gettò il corpo lungo la fessura dell’oracolo. Da quel momento il Dio Sole, soprannominato l’Apollo Pizio, diede oracoli da quel luogo.
Con Dioniso condivise l’onore di essere il dio protettore di Delfi.
Dopo essere stato sconfitto da Apollo, lo spirito di Python rimase a Delfi come il rappresentante del suo conquistatore, ed è stato con l’aiuto del suo effluvio che la sacerdotessa è stata in grado di entrare in relazione con il dio. I fumi che salgono dalla grotta si supponeva che provenissero dal corpo in decomposizione di Python. Il nome Pythoness, o Pythia, dato alla donna ierofante dell’oracolo, significa letteralmente colui che è stato gettato in una frenesia religiosa inalando i fumi derivanti dalla decomposizione della materia. È di
ulteriore interesse notare che i Greci ritenevano che l’oracolo di Delfi fosse l’ombelico del mondo, dimostrando così che consideravano il pianeta un immenso essere umano. La connessione tra il principio della rivelazione oracolare e il significato occulto dell’ombelico è un importante segreto appartenente agli antichi Misteri. L’oracolo, tuttavia, è molto più vecchio di quanto indicato nell’account precedente. Una storia del genere è stata probabilmente inventata dai sacerdoti per spiegare i fenomeni alle persone che non consideravano degne di illuminazione per quanto riguarda la vera natura esoterica dell’oracolo. Alcuni credono che la grotta delfica sia stata scoperta da un Sacerdote ipoboreano, ma nel lontano passato della storia la grotta era sacra, e arrivarono persone provenienti da tutte le parti della Grecia e dei paesi circostanti per far domande al Demone che ci dimorava. Sacerdoti e sacerdotesse custoridirono e si curarono dello spirito che illuminò l’umanità attraverso il dono della profezia.
La storia della scoperta dell’oracolo originale è in qualche modo la seguente: i pastori che portavano a pascolare le loro greggi sul lato del monte Parnaso rimasero meravigliati dalle capre che vagavano vicino ad una grande voragine sul suo sperone sud-occidentale. Gli animali saltavano quasi come se cercassero di ballare ed emettevano strane grida diverse da qualsiasi altra cosa prima udita. Alla fine uno dei pastori, curioso di apprendere la causa del fenomeno, si avvicinò, allo sfiato dal quale si alzavano fumi nocivi. Immediatamente fu preso da una estasi profetica; ballò selvaggiamente, cantò, farfugliò suoni inarticolati, e predisse eventi futuri. Altri si avvicinarono alla fessura, con lo stesso risultato. La fama del luogo si diffuse e molti vennero a sapere del futuro inalando i fumi mefitici.
Alcuni di coloro che arrivarono, non essendo in grado di controllarsi, e avendo temporaneamente ila forza di un folle si divincolarono da coloro che cercavano di trattenerli e, saltarono nella bocca, perendo. Al fine di impedire agli altri di fare allo stesso modo, fu eretto un muro
intorno alla fessura e una profetessa fu nominata per fungere da mediatore tra l’oracolo e quelli che sono venuti a porgergli domande. Secondo le autorità successivamente, fu posto un treppiede d’oro,
ornato con intagli di Apollo nella forma di Pitone, il grande serpente,
sopra la fenditura, e su questo è stato sistemato un sedile appositamente preparato,costruito in modo tale che la persona avrebbe avuto difficoltà a cadere mentre era sotto l’influenza dell’oracolo. proprio prima di quel momento, era stata fatta circolare una storia che i fumi dell’oracolo sorsero dal corpo in decomposizione di Python. È possibile che l’oracolo abbia rivelato la propria origine.
Per molti secoli, durante la sua storia antica, le vergini sono state consacrate al servizio dell’oracolo. Erano chiamate le Phoebade o Pythiæ e costituivano quel famoso ordine ora conosciuto come sacerdozio di Pythian. È probabile che le donne fossero scelte per ricevere gli oracoli perché la loro natura sensibile ed emotiva rispondeva più rapidamente e completamente a “i fumi dell’entusiasmo”

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Apollo, il fratello gemello di Diana, era figlio di Giove e Latona. Apollo era completamente adulto al tempo della sua nascita. Era considerato il primo medico e l’inventore della musica e della canzone. Anche i greci lo acclamavano come padre dell’arco e della freccia. Il famoso tempio di Apollo a Delfi fu ricostruito cinque volte. Il primo tempio era formato solo da rami di alloro; il secondo era in qualche modo simile; il terzo era d’ottone e il quarto e il quinto erano probabilmente di marmo, di notevoli dimensioni e di grande bellezza. Nessun altro
oracolo in Grecia equivaleva in magnificenza a quello di Delfi nello zenit del suo potere. Gli scrittori dichiararono che conteneva molte statue di oro massiccio e argento, ornamenti meravigliosi e oggetti di valore materiale e bella fattura, donati da principi e re venuti da tutte le parti del mondo civilizzato per consultare lo spirito di Apollo che dimora in questo santuario.

Tre giorni prima del tempo impostato per ricevere le comunicazioni da Apollo, la sacerdotessa vergine iniziava la cerimonia
di purificazione. Si lavava nel pozzo castaliano, si asteneva dal mangiare, e beveva solo dalla fontana di Cassotis, che fu portata nel tempio attraverso tubi nascosti, e poco prima di montare il treppiede, masticava alcune foglie dell’albero sacro della baia. Si diceva che l’acqua veniva drogata per provocare visioni distorte, o i sacerdoti di Delfi erano in grado di produrre un gas esaltante e inebriante, distribuito da condotti sotterranei e rilasciato nel pozzo dell’oracolo parecchi piedi sotto la superficie. Nessuna di queste teorie è stata dimostrata, tuttavia, né spiega in alcun modo l’accuratezza delle previsioni. Quando la giovane profetessa aveva completato il processo di purificazione, era vestita con abiti sacri e condotta al treppiede, sul quale si sedeva, circondata da vapori nocivi che si alzano dalla fessura. A poco a poco, mentre inalava i fumi, avveniva un cambiamento in lei. Era come se uno spirito diverso entrasse nel suo corpo. Lottava,
le strappava i vestiti e pronunciava grida inarticolate. Dopo un po ‘le sue lotte cessavano. Diventava calma e una grande maestà sembrava possedeva la giovane, ed aveva gli occhi fissi nello spazio e il corpo  era rigido, pronunciava quindi le parole profetiche. Le previsioni erano solitamente sotto forma di esametro, ma le parole erano spesso ambigue e talvolta incomprensibili. Ogni suono che faceva, ogni movimento del suo corpo, veniva accuratamente registrato dai cinque
Hosii, o uomini santi, che sono stati nominati come scribi per preservare i minimi dettagli di ogni divinazione. Gli Hosii furono nominati a vita, e furono scelti dai diretti discendenti di Deucalione.

Dopo che veniva fatta la previsione, la Pizia cominciava a lottare di nuovo, e lo spirito se ne liberava. Veniva poi trasportata o sostenuta in una camera di riposo, dove rimaneva fino a che l’estasi nervosa non fosse passata. Iamblichus, nella sua dissertazione su The Mysteries, descrive come lo spirito dell’oracolo – il demonio di fuoco, o anche Apollo stesso, prendessero il controllo della Pitonessa e si manifestassero attraverso di lei: “Ma la profetessa di Delfi, sia che donasse i suoi oracoli all’umanità attraverso un spirito attenuato e ardente, che fuoriusciva dalla bocca della caverna; sia che fosse
seduta nell’adyum su un treppiede di bronzo, o su uno sgabello a quattro piedi, diventava sacra al Dio; qualunque sia il caso, si concedeva interamente a un divino spirito, e veniva illuminato con un raggio di fuoco divino. E quando, in effetti, il fuoco ascendente da
la bocca della caverna la investiva circolarmente, lei si riempieva
di esso con uno splendore divino.

Tra le celebrità che hanno visitato l’oracolo di Delfi sono stati l’immortale Apollonio di Tyana e il suo discepolo Damis. Ha fatto le sue offerte e, dopo essere stato incoronato con una corona di alloro e dato un ramo della stessa pianta da portare in mano, passò dietro
la statua di Apollo che si trovava di fronte all’ingresso della grotta e discese nel luogo sacro dell’oracolo. La sacerdotessa era anch’essa incoronata di alloro. Apollonio chiese all’oracolo se il suo nome sarebbe stato ricordato dalle generazioni future. La Pitonessa rispose in senso affermativo, ma dichiarò che sarebbe sempre stato calunniato Apollonio lasciò la caverna per la rabbia, ma il tempo ha dimostrato
l’accuratezza della predizione, in quanto i primi padri della chiesa perpetuarono il nome di Apollonio come quello dell’Anticristo. (Per i dettagli della storia vedi Histoire de la Magie.)
I messaggi dati dalla vergine profetessa furono consegnati ai filosofi dell’oracolo, il cui compito era quello di interpretarli e applicarli. Le comunicazioni erano allora consegnate ai poeti, che li traducevano immediatamente in odi e testi, esortando in forma squisita le affermazioni fatte presumibilmente da Apollo e rendendole disponibili
per la popolazione.
I serpenti erano molto in evidenza nell’oracolo di Delfi. La base del treppiede sopra al quale Pizia sedeva era formato dai corpi contorti di tre giganteschi serpenti. Secondo alcune autorità, uno dei processi utilizzati per produrre l’estasi profetica era costringere la giovane sacerdotessa a guardare negli occhi un serpente. Affascinata e
ipnotizzata, parlava poi con la voce del dio.
Sebbene le prime sacerdotesse pitiche fossero sempre fanciulle – alcune erano ancora adolescenti – in seguito fu promulgata la legge che solo le donne oltre i cinquant’anni dovevano essere le portavoce
dell’oracolo. Queste donne anziane vestite da giovani ragazze attraversavano lo stesso cerimoniale come la prima Pythiæ. Il cambiamento è stato probabilmente il risultato indiretto di una serie di assalti fatti di profani nei confronti delle sacerdotesse.
Durante la prima storia dell’oracolo di Delphian il dio parlava solo ad ogni settimo compleanno di Apollo. Col passare del tempo, tuttavia, la richiesta divenne così grande che la Pizia era costretta a sedersi sul treppiede ogni mese. I tempi selezionati per la consultazione e le domande da porre venivano determinate a sorteggio o con il voto degli abitanti di Delfi. È generalmente ammesso che l’effetto dell’oracolo delfico sulla cultura greca fosse profondamente costruttivo. James Gardner riassume la sua influenza nelle seguenti parole: “Le risposte rivelarono molti tiranni e predissero il loro destino. Attraverso i suoi mezzi molti furono salvati dalla distruzione e molti mortali perplessi guidati nel modo giusto. Ha incoraggiato le istituzioni utili e ha promosso il progresso delle scoperte utili. La sua influenza morale era dalla parte della virtù, e la sua influenza politica in
favore del progresso della libertà civile. “(vedi The Faiths of The World.)
L’oracolo di Dodona era presieduto da Giove, che profetizzò oracoli attraverso la quercia gli alberi, gli uccelli e i vasi di ottone. Molti scrittori hanno notato le somiglianze tra i rituali di Dodona e quelli dei druidi sacerdoti di Britannia e Gallia. Il famoso oracolo colomba di Dodona, scendendo sui rami delle querce sacre, non solo discuteva sulla lingua greca e sulla filosofia e religione, ma ha anche rispose alle domande di quelli che provenivano da luoghi lontani per consultarlo.
Gli alberi “parlanti”, formando un bosco sacro. Quando i sacerdoti desideravano rispondere a domande importanti, dopo attente e solenni purificazioni si ritiravano nel boschetto. Quindi si accostavano agli alberi, supplicando una risposta dal dio che vi dimorava. Quando facevano le loro domande, gli alberi parlavano con le voci degli esseri umani, rivelando ai sacerdoti l’informazione desiderata. Alcuni affermano che c’era solo un albero che parlava – una quercia o un faggio in piedi nel cuore stesso dell’antico boschetto. Il motivo era perche`si credeva che Giove abitasse questo albero che a volte era chiamato Phegonæus. I più curiosi degli oracoli di Dodona erano i vasi “parlanti” o i bollitori. Questi erano fatti di ottone e così accuratamente modellati che quando colpiti emettevano suoni per ore. Alcuni scrittori hanno descritto una fila di questi vasi e hanno dichiarato che se uno di loro veniva colpito, le sue vibrazioni sarebbero state comunicate a tutti gli altri e un frastuono terrificante
ne sarebbe derivato. Altri autori descrivono un grande vaso singolo, in piedi su un pilastro, vicino al quale si ergeva un’altra colonna, che sosteneva la statua di un bambino con in mano una frusta. Alla fine della frusta c’erano un numero di corde oscillanti munite di piccole sfere di metallo e il vento che soffiava incessantemente attraverso l’edificio aperto, faceva si che queste sfere colpissero il vaso. Il
numero e l’intensità degli impatti e il riverbero del vaso erano tenuti in estrema considerazione, ed i sacerdoti consegnarono i loro oracoli di conseguenza. Quando i sacerdoti originali di Dodona – i Selloi – scomparvero misteriosamente, l’oracolo fu servito per molti secoli da tre sacerdotesse che interpretarono i vasi e a mezzanotte interrogavano gli alberi sacri. Ci si aspettava che i clienti degli oracoli portassero offerte e dessero contributi. Un altro notevole oracolo era la Grotta di Trofonio, che stava sul lato di una collina con un’entrata così piccola che sembrava impossibile per un essere umano entrare. Dopo che il consulente aveva fatto la sua offerta alla statua di Trofonio e aveva indossato gli abiti santificati, scalava la collina fino alla grotta, portando in una mano una torta di miele. Sedendosi sul bordo dell’apertura, abbassava i piedi nella caverna. e a quel punto
tutto il suo corpo precipitava nella caverna.

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Giove era chiamato Dodoneo riprendendo il nome della città di Dodona in Epiro. Vicino a questa città c’era una collina fittamente coperta con alberi di quercia che dai tempi più antichi erano stati sacri a Giove. Il boschetto era più lontano e venerato perché si credeva che le driadi, i fauni, i satiri e le ninfe dimorassero nelle sue profondità. Alle antiche querce e faggi erano appese molte catene con piccole campane di bronzo che tintinnavano giorno e notte mentre il vento
oscillava tra i rami. Alcuni affermano che la celebre colomba parlante di Dodona era in realtà una donna, perché in Tessaglia entrambe le profetesse e le colombe venivano chiamate Peleiadi. Si suppone che il primo tempio di Dodona fu eretto da Deucalione e quelli che sopravvissero alla grande alluvione. Per questo motivo
l’oracolo di Dodona era considerato il più antico della Grecia

Quando l’oracolo completava la sua rivelazione, il consulente, di solito delirante, veniva espulso con forza dalla grotta.
Vicino alla caverna dell’oracolo due fontane gorgogliavano dalla terra a pochi metri l’una dall’altra. Quelli che stavano per entrare nella grotta bevevano prima da queste fontane, le acque delle quali sembravano possedere peculiari proprietà occulte. La prima conteneva l’acqua dell’oblio e tutti quelli che ne bevevano dimenticavano i loro dolori terreni. Dalla seconda fontana scorreva l’acqua sacra di Mnemosine, o ricordo, perché in seguito permetteva
a coloro che partecipavano di ricordare le loro esperienze mentre erano nella grotta. Sebbene il suo ingresso fosse segnato da due obelischi di ottone, la grotta, circondata da un muro di
pietre bianche e nascosto nel cuore di un boschetto di alberi sacri, non presentava un aspetto imponente. Non c’è dubbio che coloro che vi entrano facessero strane esperienze, perché erano obbligati a lasciare nel tempio adiacente un resoconto completo di quello che avevano visto e sentito mentre si trovavano nell’oracolo. Le profezie furono date sotto forma di sogni e visioni, accompagnati da forti dolori alla testa; alcuni non si riprendevano mai dai postumi del delirio. Le recite confuse deile loro esperienze sono state interpretate dai sacerdoti secondo la domanda a cui dovevano rispondere.
Mentre i preti probabilmente usavano qualche erba sconosciuta per produrre i sogni o le visioni della caverna, la loro abilità nell’interpretazione confinava con il soprannaturale. Prima
consultando l’oracolo, era necessario offrire un ariete al demone della caverna, e il prete deciva in termini gerarchici e se il tempo scelto fosse propizio e sacrificio.

LE SETTE MERAVIGLIE DEL MONDO

Molti degli scultori e architetti del mondo antico furono iniziati dei Misteri, in particolare ai riti eleusini. Dall’alba dei tempi, i tagliatori di pietra e quelli di legno hanno costituito una casta divinamente oscurata. Mentre la civiltà si diffondeva lentamente sulla terra, città furono costruite e abbandonate; monumenti furono eretti agli eroi di un presente sconosciuto; i templi furono costruiti per dei che giacciono nella polvere delle nazioni. La ricerca ha dimostrato non solo che i costruttori di queste città e monumenti e gli scultori che hanno cesellato i volti imperscrutabili degli dei erano maestri dei loro mestieri, ma che nel mondo di oggi non ci sono eguali. La profonda conoscenza della matematica e dell’astronomia incarnata nell’architettura antica, e l’altrettanto profonda conoscenza dell’anatomia rivelata nelle statue greche, dimostra che gli stilisti di entrambi erano menti illuminate, profondamente colte nella saggezza che costituiva l’arcano dei Misteri. Così fu fondata la Gilda dei Costruttori, progenitori dei moderni massoni. Quando vengono impiegati per costruire palazzi, templi o per scolpire statue per i ricchi, quegli architetti e artisti iniziati nascondevano nei loro lavori la dottrina segreta, così che ora, molto tempo dopo che le loro ossa sono tornate alla polvere, il mondo si rende conto che quei primi artigiani erano effettivamente iniziati e meritevoli di ricevere i salari dei maestri massoni.

Le Sette Meraviglie del Mondo, sebbene apparentemente pensate per diversi motivi, erano davvero monumenti eretti per perpetuare gli arcani dei Misteri. Erano strutture simboliche, poste in punti particolari, e il vero scopo della loro erezione può essere percepito solo dagli iniziati. Eliphas Levi ha notato la marcata corrispondenza tra queste
Sette meraviglie e i sette pianeti. Le sette meraviglie del mondo sono state costruite dai figli della vedova in onore dei sette geni planetari. Il loro simbolismo segreto è identico con quello dei sette sigilli dell’Apocalisse e delle sette chiese dell’Asia.

1. Il Colosso di Rodi, una gigantesca statua in ottone di circa 109 piedi di altezza che richiese più di dodici anni per essere costruira, è il lavoro di un artista iniziato, Carete di Lindo. La teoria popolare – accettata da diverse centinaia di anni – che la figura stava con i piedi davanti alle entrate del porto di Rodi e che le navi completamente armate passavano tra i suoi piedi, non è mai stata provata. Sfortunatamente, la figura è rimasta in piedi, cinquantasei anni, essendo stata abbattuto da un terremoto nel 224 a.C. Le parti frantumate del Colosso rimasero sparse sul terreno per oltre 900 anni, quando furono finalmente vendute a un mercante ebreo, che portò via il metallo sulle
schiene di 700 cammelli. Alcuni credevano che l’ottone fosse stato convertito in munizioni e altri che fosse stato trasformato in tubi di drenaggio. Questa gigantesca figura dorata, con la sua corona di
raggi solari e la sua torcia alzata, significarono occultamente il glorioso Uomo solare dei Misteri, il Salvatore Universale.

2. L’architetto Ctesifonte, nel V secolo a.C., presentò alle città ioniche un piano per erigere un monumento comune alla loro dea protettrice, Diana. Il posto scelto fu Efeso, una città a sud di Smirne. L’edificio era costruito in marmo. Il tetto era supportato da 127 colonne, ciascuna alta 60 piedi e del peso di oltre 150 tonnellate. Il tempio fu distrutto dalla magia nera intorno al 356 a.C., – da un uomo mentalmente squilibrato chiamato Herostratus. In seguito è stato ricostruito, ma il simbolismo è stato perso. Il tempio originale, progettato come una miniatura dell’universo, era dedicato alla luna, il simbolo occulto della
rigenerazione.

3. Durante il suo esilio da Atene, Fidia – il più grande di tutti gli scultori greci – andò a vivere ad Olimpia nella provincia di Elide e lì progettò la sua colossale statua di Zeus, capo degli dei della Grecia. Non c’è nemmeno una descrizione accurata di questo capolavoro oggi; solo alcune vecchie monete danno un’idea inadeguata del suo aspetto generale. Il corpo del dio era ricoperto di avorio e le vesti erano d’oro battuto. In una mano si suppone tenesse un globo a sostegno di una figura della Dea della Vittoria, nel’altra uno scettro sormontato da un’aquila. La testa di Zeus era arcaica, pesantemente barbuta,
e incoronata con una corona d’ulivo. La statua era seduta su un elaborato trono decorato. Come suggerisce il nome, il monumento è stato dedicato allo spirito del pianeta Giove, – uno dei sette Logi che si inchinano davanti al Signore del Sole.

4. Eliphas Levi include il Tempio di Salomone tra le Sette Meraviglie del Mondo, dandogli il posto occupato dal Pharos, o Faro, di Alessandria. Il Pharos, che prende il nome dall’isola in cui si trovava, fu progettato e costruito da Sostrato di Cnido durante il regno di Tolomeo (283-247 a.C.). È descritto come costituito di bianco marmo e alto oltre 600 piedi.
I fuochi accesi nella parte superiore potevano essere visti per miglia in mare. È stato distrutto da un terremoto nel XIII secolo, ma i resti di esso furono visibili fino al 1350 d.C. Essendo la più alta di tutte le Meraviglie, era naturalmente assegnata a Saturno, il Padre degli dei e il vero illuminatore di tutta l’umanità.

5. Il Mausoleo di Alicarnasso era un magnifico monumento eretto dalla regina Artemisia in ricordo del suo defunto marito, re Mausolo, dal cui nome deriva la parola mausoleo. I progettisti dell’edificio erano Satiro e Pythis e quattro grandi scultori furono impiegati per ornare l’edificio. L’edificio, che era lungo 114 piedi e largo 92 piedi, era diviso in cinque sezioni principali (i sensi) e sormontato da una piramide (la natura spirituale dell’uomo). La piramide era alta 24 gradini (un numero sacro), e sull’apice c’era una statua del re Mausolo in un carro. La sua figura era alta 9 piedi e 9½ pollici. Molti tentativi sono stati fatti per ricostruire il monumento, che. è stato distrutto da un terremoto, ma nessuno ha avuto un successo totale. Questo monumento
era sacro al pianeta Marte e fu costruito da un iniziato per l’illuminazione del mondo.

6. I giardini di Semiramide a Babilonia – sorgevano all’interno del parco del palazzo di Nabucodonosor, vicino al fiume Eufrate.
Si alzavano in una piramide simile a un terrazzo e in cima c’era un serbatoio per l’irrigazione del giardini. Sono stati costruiti intorno al 600 a.C., ma il nome del paesaggista non e` stato preservato Simboleggiavano i piani del mondo invisibile e vennerp consacrati
a Venere come la dea dell’amore e della bellezza.

7. La Grande Piramide era suprema tra i templi dei Misteri. Per essere
fedele al suo simbolismo astronomico, deve essere stata costruito circa 70.000 anni fa. Era la tomba di Osiride e si credeva che fosse stata costruita dagli dei stessi, e l’architetto potrebbe essere stato l’immortale Ermes. È il monumento di Mercurio, il messaggero degli dei e il simbolo universale della saggezza.

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Trophonius e suo fratello Agamede erano famosi architetti. Mentre costruivano una struttura contenente un tesoro, pensarono di lasciare una pietra mobile in modo che potessero entrare segretamente e rubare gli oggetti di valore ivi conservati.
Una trappola fu posta dal proprietario, che aveva scoperto la trama e Agamede fu catturato. Per impedire la scoperta, Trophonius decapitò suo fratello e fuggì, inseguito ferocemente. Si nascose nel boschetto di Lebadia, dove la terra si aprì e lo inghiottì. Lo spirito di Trophonius da allora in poi ha consegnato gli oracoli nel boschetto e nelle sue caverne. Il nome Trophonius significa “essere agitati, eccitati o frenetici”. E ‘stato dichiarato che le terribili esperienze attraverso le quali i consultanti passavano nelle caverne oracolari gli influenzavano così tanto che non sorrisero mai piu`. Le api che accompagnano la figura di Trophonius erano sacre perché guidavano i primi inviati dalla Boetia al sito dell’oracolo.

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Non fidatevi dei vostri occhi, sono facilmente ingannabili, ricercate in voi stessi quella forza che vi permette di distinguere il vero dal falso. Il mondo così come è non va. Mi basta questo.

Pubblicato il 17 dicembre 2018, in Uncategorized con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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