Red Bull licenzia i due direttori per la diversita` che spingevano perche` l’azienda supportasse Black Lives Matter

La Red Bull ha licenziato due “direttori della diversità” che hanno cercato di costringere l’azienda a supportare Black Lives Matter eliminando allo stesso tempo dei team che spingevano l’azienda ad assumere posizioni piu` woke”.

Stefan Kozak, amministratore delegato del Nord America, e Amy Taylor, presidente e amministratore delegato del Nord America, hanno entrambi lasciato la società austriaca di bevande dopo aver tentato di creare uno scisma all’interno dell’azienda per la sua presunta “inazione sul movimento Black Lives Matter “.

Secondo il Wall Street Journal, “Ms. Taylor lavorava sulla diversità e gli sforzi di inclusione all’interno dell’azienda con il supporto di Kozak per diversi anni, ma ha incontrato opposizione quando ha iniziato a volere che la Red Bull mostrasse piu` palesemente il suo sostegno alla giustizia razziale nell’ultimo mese, secondo fonti interne. “

Citando gli addetti ai lavori, il Business Insider riferisce che i licenziamenti sono stati una rappresaglia contro gli sforzi di Kozak e Taylor per creare tensioni interne su “questioni relative alla diversità” e fare pressioni sull’azienda affinché le assunzioni vengano fatte seguendo un criterio di diversita` (e non di talento n.d.r.).

Red Bull ha anche “tagliato o sciolto i team culturali in Canada, Regno Unito e Austria e ha annullato la maggior parte dei loro principali eventi culturali”. Secondo i dipendenti, queste “squadre della cultura” erano “le più vocali in materia di giustizia razziale” e sono state quindi licenziate come punizione per aver cercato di forzare la Red Bull in una direzione politica che non voleva prendere.

“Red Bull ha appena mostrato la strada da seguire per tutti coloro che vogliono impedire una totale acquisizione in stile marxista di business e governance in America”, commenta Revolver News.

“Non è possibile placare queste persone, l’unica via da seguire è licenziarle il più rapidamente possibile e senza pietà.”

I licenziamenti non sorprendono, dato che Red Bull è di proprietà del miliardario Dietrich Mateschitz, 76 anni, che in precedenza si è pronunciato contro la correttezza politica e ha mostrato simpatia per Donald Trump.

Mateschitz ha anche criticato in precedenza la cancelliera tedesca Angela Merkel per aver incoraggiato oltre un milione di “rifugiati” a inondare la Germania al culmine della crisi dei migranti.

In breve, Red Bull ha scelto la pillola rossa. Se vi piacciono le bibite energetiche scegliete red bull.

Fonte


 

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Pubblicato il 22 luglio 2020, in Uncategorized con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Ogni tanto una buona notizia!

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