La nuova versione “politicamente corretta” di Wonder Woman sembra abbia smesso di combattere il crimine per affrontare una nuova battaglia: La dipendenza dal cibo fritto

La DC Comics ha ceduto ancora una volta alla politica identitaria guidata dall’agenda e ha trasformato una supereroina in una bruttona sovrappeso e mal vestita. Si può solo sperare che stiamo raschiando il fondo del politicamente corretto.

La scorsa settimana, la DC Comics ha pubblicato una variante della copertina del fumetto di Wonder Woman 1984 n. 1 a ristampa parziale. Hanno twittato: “Only one word for the Wonder Woman 1984 #1 … variant cover by Robin Eisenberg: rad.”

L’immagine esemplifica tutto ciò a cui l’industria ha dovuto piegarsi negli ultimi anni: i temi classici dell’eroismo e del sacrificio sono stati sostituiti dai temi della diversità, dell’inclusione e dall’evitare tutto ciò che potrebbe essere interpretato come problematico.

Su uno sfondo di sgargianti tonalità del tramonto, la Wonder Woman in questa nuova copertina ha un tono della pelle ambiguo ma approvato dalla mafia della diversità, bozzi appena distinguibili come seno e capelli castani che sembrano racchiudere un’intera costellazione, evocando, tuttavia, allo stesso tempo il dubbio che la protagonista abbia un serio attacco di forfora.

Al posto di un costume dinamico e fluente, il suo vestiario consiste in un top arancione e il tipo di jeans da mamma indossati dalle ragazze mid-western di mezza età ai concerti di Shania Twain. In uno spirito di positività per il corpo, le sue cosce sono state rese così grandi che è come se la performer Lizzo avesse trascorso l’intera quarantena abbuffandosi di Mars fritti ed evitato qualsiasi regime di fitness oltre quello di spostarsi dal frigorifero al divano.

In effetti, l’unica cosa “meravigliosa” di questa iterazione di Wonder Woman è il fatto che sia riuscita la taglia quintupla-XL per quei jeans.

L’artista, Robin Eisenberg (i cui altri lavori sono stati descritti come simili al soft-porn, e presenta donne con tre seni impegnate nel sesso con altre donne), ha spiegato le sue scelte creative in un post su Instagram: “Recentemente mi è stato chiesto di creare un pezzo ispirato a Wonder Woman, nel mio stile, per un’imminente collaborazione artistica. Adoro disegnare alieni con corpi realistici, vivere le loro vite, a proprio agio con se stessi. Quindi, ho disegnato un personaggio alieno con un corpo realistico, che indossava una versione più quotidiana dell’abito di Wonder Woman “.

Prima di tutto, perché dovrebbe esserci una correlazione ideale tra alieni e corpi realistici? Questi immaginari alieni lottano anche loro contro il fat-shaming? E questo è un corpo “realistico”? Persino Sir Mix-a-lot, compositore di “Baby’s Got Back”, penserebbe che questo sia esagerato.

Per quanto riguarda la nozione di “una versione più realistica dell’abito di Wonder Woman”, cio puo` essere realizzato visitando il Comic-Con e osservando le ragazze fan plus-size incapaci di costruirsi un abito decente con un budget limitato. I personaggi dei fumetti sono pensati per essere più che umani, non rappresentativi, relazionabili e omogeneizzati in modo che nessuno rimanga offeso.

Naturalmente, Twitter e entrato in azione, ridicolizzando l'immagine. Un commentatore si e` chiesto se Wonder Woman avesse smesso di combattere il male e avesse deciso di combattere invece il gelato.

Un susseguirsi di illustratori e grafici ha pubblicato reinterpretazioni semi-genuine e semi-sarcastiche della variante di copertina. Alcuni erano ancora più sciatti dell’originale.

Tutto questo e` l’ennesimo capitolo di una politica identitaria, diversa e inclusiva guidata dall’agenda nei fumetti. La Marvel ha prodotto “New Warriors” all’inizio di quest’anno, con nuovi personaggi chiamati “Safe-Space” e il suo gemello non binario, “Snowflake”. Successivamente, la DC ha prodotto un romanzo grafico, Gotham High, che ha preso la tradizione di Batman e la ha imbastardita in un dramma al liceo con un adolescente Bruce Wayne, il cui maggiordomo, Alfred, è sposato con un uomo del sud-est asiatico.

L’unico conforto che potremmo trarre da un’immagine come la nuova Wonder Woman è la speranza che questo sia il fondo, un punto di svolta.

Fonte

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Pubblicato il 24 agosto 2020, in Uncategorized con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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