Articolo del Guardian afferma che siamo di fronte ad una “pandemia dei non vaccinati” – Eppure i dati mostrano che il 71% degli adulti ricoverati in ospedale con Covid è vaccinato

Un articolo apparso sul Guardian questa settimana scritto da un anonimo consulente del SSN afferma che “in ospedale, il COVID-19 è diventato in gran parte una malattia dei non vaccinati”.

Certo, ci sono persone che sono vaccinate ma si ammalano comunque. Queste persone possono essere anziane o fragili o avere problemi di salute di base. Quelli con malattie che colpiscono il sistema immunitario, in particolare i pazienti che hanno avuto la chemioterapia per i tumori del sangue, sono particolarmente vulnerabili. Anche alcune persone sane sfortunate finiranno nei nostri reparti con Covid dopo essere state vaccinate, di solito necessitano di una modesta quantità di ossigeno per alcuni giorni.

Ma la storia è diversa nella nostra unità di terapia intensiva. Qui, la popolazione dei pazienti è composta da poche persone vulnerabili con gravi problemi di salute di base e una maggioranza di persone in forma, sane e più giovani non vaccinate per scelta. … Se tutti si vaccinassero, gli ospedali sarebbero molto meno sotto pressione; questo è fuori discussione. L’attesa per un appuntamento in clinica/operazione/test diagnostico/pronto soccorso sarebbe più breve. La tua ambulanza arriverebbe prima. I resoconti sulla pressione a cui e’ sottoposto l’SSN non sono esagerati, te lo prometto. … La maggior parte delle risorse che stiamo dedicando al Covid in ospedale ora vengono spese per i non vaccinati.

Questo mi sembra un palese tentativo di stigmatizzare i non vaccinati come egoisti, un peso per la società e una minaccia per i vaccinati. (L’indizio è nel titolo: “ICU è piena di non vaccinati – la mia pazienza si sta esaurendo.”

La cosa più frustrante di questo articolo scritto in modo anonimo è che non cita alcun dato anche se i suoi argomenti si basano su affermazioni che solo i dati possono convalidare. Consiste invece solo nelle impressioni soggettive di un singolo medico, senza fonti per vedere se le sue affermazioni tengono banco.

I ricoverati sono per lo più non vaccinati? Non secondo i dati ufficiali dell’UKHSA. Ecco la ripartizione dei ricoveri per stato vaccinale in Inghilterra per le quattro settimane fino al 14 novembre dall’ultimo rapporto di sorveglianza sui vaccini.

Sommando queste cifre troviamo che 3.200 di 9.831 o il 33% dei ricoveri Covid sono di persone non vaccinate, lasciandoci con un 67% dei pazienti ospedalieri Covid vaccinati, la maggior parte con due dosi. Concentrandosi solo sugli adulti, troviamo 2.692 su 9.278 o il 29% dei ricoveri Covid rappresentato dai non vaccinati, il 71% invece e’ completamente vaccinato. Visto che solo il 68% della popolazione del Regno Unito è vaccinata completamente, il 67% dei pazienti dell’ospedale Covid che ha ricevuto almeno una dose difficilmente sembra un risultato importante. In effetti, suggerisce che i non vaccinati sono a malapena sovrarappresentati negli ospedali.

Che dire delle morti per Covid: i non vaccinati sono sovrarappresentati in questo ambito? Ecco la tabella dello stesso rapporto.

Sommandoli troviamo che 675 di 3.676 o 18% dei decessi Covid nel mese fino al 14 novembre sono di persone non vaccinate, mentre il restante 82% sono di vaccinati, la maggior parte con due dosi. Solo negli under 40 i decessi tra i non vaccinati superano quelli tra i vaccinati.

È difficile quadrare questi dati con l’immagine dipinta dal medico anonimo. Lungi dall’essere “in gran parte diventato una malattia dei non vaccinati” il COVID-19, con la maggior parte delle risorse ospedaliere Covid “ora spese per i non vaccinati”, una grande maggioranza di ricoveri e decessi si verificano nei vaccinati, non nei non vaccinati.

Ma per quanto riguarda i ricoveri in terapia intensiva? Ed è vero che i malati vaccinati hanno tutti problemi di salute sottostanti mentre i malati non vaccinati sono tutti sani?

Il problema nell’affrontare queste affermazioni è che non abbiamo i dati per verificarle. I dati sui ricoveri in terapia intensiva per stato vaccinale non sono aggiornati da luglio per quanto posso vedere (se siete a conoscenza di un aggiornamento più recente fatemelo sapere), e non sono a conoscenza di dati sulle comorbilità (sempre , se ne sei a conoscenza, per favore scrivimelo).

Lo scrittore anonimo afferma: “Non riesco a pensare a un singolo caso di una persona che in precedenza era in buona salute e che e’ finita per aver bisogno di cure intensive dopo essere stata completamente vaccinata. Potrebbe non impedirti di prendere il Covid. Ma può salvarti la vita.” Ma ancora una volta, questo è aneddotico e quindi non molto utile.

È giusto notare che molti dati sembrano dimostrare che i vaccini proteggono bene le persone contro malattie gravi e morte, almeno per diversi mesi, anche se alcune analisi recenti hanno messo in dubbio se tale efficacia sia stata sopravvalutata.

Ma per quanto bene i vaccini proteggano dalle malattie gravi, questa non è una scusa per trasformare i non vaccinati in paria o capri espiatori e incolparli per le pressioni sul servizio sanitario.

Fonte

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Pubblicato il 23 novembre 2021, in Uncategorized con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

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