Il CEO di Pfizer fa marcia indietro, dice di aver subito pressioni per produrre vaccini mRNA

“In realtà, l’mRNA era una tecnologia che non aveva mai fornito un singolo prodotto completo, né un vaccino, né nessun altro tipo di medicinale”, afferma il CEO Albert Bourla.

“E` stato molto controintuitivo e sono rimasto sorpreso quando mi hanno suggerito che questa era la strada da percorrere, e ho cercato di esprimere i miei dubbi”.

Il CEO di Pfizer Albert Bourla ha provato a prendere le distanze dai vaccini COVID mRNA venerdì, suggerendo di aver sviluppato una tecnologia “controintuitiva” solo sotto la pressione dei colleghi.

In uno speciale del Washington Post Live intitolato “Moonshot: Inside Pfizer’s Nine-Month Race to Make the Impossible Possible“, il conduttore Jonathon Capehart ha chiesto giovedì a Bourla perché Pfizer ha deciso di perseguire vaccini a mRNA sperimentali nonostante la non maturita’ della tecnologia in questione.

“Quando tu e i tuoi colleghi stavate cercando di decidere quale strada seguire, (la via del vaccino tradizionale o la via di quello ad mRNA) hai scritto che è stato “più controintuitivo” seguire la strada del vaccino a mrNA. Eppure, hai comunque seguito quella strada…quali sono state le ragioni che ti hanno spinto a farlo?”, ha detto Capehart.

Bourla ha spiegato che la decisione sull’mRNA “è stata controintuitiva perché la Pfizer stava padroneggiando, o diciamo che avevamo un’ottima esperienza e competenza con molteplici tecnologie che avrebbero potuto fornire un vaccino, come uno a base proteica”.

“L’mRNA era una tecnologia, ma avevamo meno esperienza, solo due anni di lavoro, e in realtà, l’mRNA era una tecnologia che non ha mai fornito un singolo prodotto completo, né un vaccino, né nessun altro medicinale”, ha ammesso Bourla.

“Quindi è stato molto controintuitivo e sono rimasto sorpreso quando mi hanno suggerito che questa è la strada da percorrere, e ho cercato di esprimere i miei dubbi a riguardo”, ha continuato. “E ho chiesto loro di giustificare le loro motivazioni: per loro questa era la strada giusta da percorrere”.

“Pensavano che i due anni di lavoro sull’mRNA dal 2018 insieme a BioNTech per sviluppare il vaccino antinfluenzale fossero abbastanza per la realizzazione di un prodotto finito”.

“Così mi hanno convinto. Erano bravi con le parole e in quel momento prendemmo questa difficile decisione”, ha aggiunto.

Bourla ha anche ammesso che, nonostante abbia utilizzato la “più rischiosa” tecnologia a mRNA sul pubblico, Pfizer ha ritenuto che avesse “tutte le caratteristiche necessarie” per combattere la pandemia di COVID.

CAPEHART: E’ dovuto al fatto che l’MRna, essendo di origine sintetica, rende molto più facile riadattare, rimontare, risistemare contro qualsiasi virus per cui stai cercando di creare un vaccino o che stai cercando di affrontare?

BOURLA: Esattamente. Questo è uno dei tanti vantaggi che la tecnologia porta. Il motivo per cui hanno suggerito di utilizzare una tecnologia piu` rischiosa, rispetto a quelle classiche, era dovuto alle sue grandi possibilita’. Abbiamo analizzato molto bene la situazione e sapevamo di essere in una pandemia. Probabilmente sarebbero emerse nuove varianti. Volevamo avere, quindi, una tecnologia che, nel caso fosse stato necessario un vaccino, fosse in grado di produrlo molto rapidamente e l’mRNA può fare in settimane ciò che altre tecnologie fanno in mesi.

E la seconda cosa è che volevamo essere in grado di utilizzare una tecnologia che non limiti le capacità di aumentare le risposte immunitarie con iniezioni aggiuntive se ce n’è bisogno, e l’mRNA e’ molto funzionale in questo ambito. A differenza, ad esempio, degli adenovirus, ci sono problemi quando si tenta di eseguire una seconda o terza dose. Questo crea problemi.

Quindi, per questo e per molti altri motivi, abbiamo scelto di abbracciare qualcosa palesemente più rischioso, ma che se fossimo riusciti a controllare con successo, ci avrebbe fornito l’arma definitiva per combattere la pandemia su larga scala.

Invece di prendersi il merito per lo sviluppo della tecnologia mRNA, Bourla sembra prendere le distanze dalla decisione di perseguire i vaccini mRNA, attribuendo invece la responsabilità ai suoi “colleghi”.

Bourla ha quindi anche suggerito che il vaccino era stato reso inefficace dalla debole variante Omicron e ha affermato che le “vaccinazioni annuali” erano “l’obiettivo finale”.

“Sentivo e avevo espresso la convinzione secondo cui con la terza dose, avremmo una protezione immunitaria dalla durata di un anno, e dovremmo essere in grado di transizionare verso richiami annuali, ovvero l’obiettivo finale”, Bourla disse.

In particolare, il presidente della Bayer Pharmaceuticals Division Stefan Oelrich ha ammesso durante il vertice mondiale sulla salute lo scorso novembre che era necessaria una pandemia globale per convincere la popolazione mondiale a sottoporsi a sieri sperimentali ad mRNA.

“Mi piace sempre far notare questa cosa: se due anni fa avessimo intervistato un gruppo di persone chiedendo – ‘saresti disposto a farti iniettare una terapia genica o cellulare?’ – probabilmente avremmo avuto un tasso di rifiuto del 95%, Oelrich ha confessato, aggiungendo: “Penso che questa pandemia abbia aperto gli occhi di molte persone all’innovazione”.

Fonte

el-ceo-de-pfizer-albert-bourla.r_d.597-250

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Pubblicato il 14 marzo 2022, in Uncategorized con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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