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Wikileaks: Vantaggi a Mediaset, censure al Web

Critiche alla legge Romani. Il cable della diplomazia Usa pubblicato da El Pais.

Il messaggio confidenziale diffuso da Wikileaks, è stato inviato a Washington dall’ambasciatore degli Stati Uniti a Roma, david Thorne, il 3 febbraio 2010 e contiene giudizi molto pesanti sulla legge Romani, approvata a marzo scorso. La norma che prende il nome dal ministro dello Sviluppo economico, collaboratore di Berlusconi da una vita, stabilisce le regole per l’uso di internet e della tv a pagamento.

Secondo la nota scritta dal diplomatico americano, on line sul sito di El Pais, la legge “dà la possibilità di bloccare o censurare qualsiasi contenuto”, e “favorirà le aziende di Silvio Berlusconi rispetto ai suoi competitori”. E il giudizio sul governo Berlusconi non era meno critico: “Rappresenta un modello familiare”, dal momento che “Berlusconi e Mediaset hanno usato il potere del governo in questo nodo già ai tempi del primo ministro bettino Craxi” negli anni ottanta.

Un precedente per la Cina

Il dispaccio contiene pesanti critiche e sottolinea la gran confusione che fa Berlusconi tra pubblico e privato, fa anche riferimento alla strana relazione tra il premier italiano e il presidente russo Putin. Ma i giudizi più severi vengono dati proprio alla legge Romani. L’ambasciatore Usa a Roma nel dispaccio scrive, “rappresenta un precedente per nazioni come la Cina che possono copiarla o citarla come giustificazione per i propri attacchi alla libertà d’informazione”.

Poco credibile

Il diplomatico non sembra fidarsi delle promesse del governo italiano, secondo il quale questa legge serve soltanto a proteggere il copyright, a combattere la pirateria e a recepire la direttiva europea 65 del 2007. E poi la nota sostiene che la nuova norma “faciliterà il ricorso alle azioni legali contro i media che si esprimeranno in modo critico nei confronti di Berlusconi e del suo governo”.

Fonte

11 Settembre 2001: Le connessioni nascoste

La seguente è una compilation di rapporti di ricerca e di indagini disponibili sul web e nei media convenzionali.(Vedi anche Paul Thompson, The Terror Timeline, 2004) Molte delle seguenti sono indizi, che raramente sono stati divulgati e soprattutto collegati:

– Il World Trade Centernecessitava di riparazioni dal 1980, una cosa come 200 milioni di dollari in ristrutturazioni e miglioramenti, soprattutto necessari alla rimozione e / o sostituzione di materiali da costruzione dichiarati rischiosi per la salute dopo che le torri vennero costruite. Il WTC è stato etichettato una “bomba di amianto”. In effetti, il WTC veniva valutato un “dinosauro”, e più volte si è cercato di ottenere i permessi per demolire gli edifici, per motivi di pericolosità. La proposta fù respinta. Il problema amianto non era un segreto. La sola ragione per cui il complesso era ancora in piedi l’11/9/2001 fù per il costo che occorreva a demolire le torri piano per piano. Fonte

– Larry Silverstein, un magnate di proprietà di New York ha firmato un contratto di 99 anni per l’intero complesso del WTC solo 6 mesi prima dell’attaco dell’11 settembre. Quella era la prima volta nei suoi 33 anni di vita, che il complesso cambiava di proprietà. Mr. Silverstein, che doveva essere a conoscenza del problema amianto, effettuò un acconto di 124 milioni dollari su questo complesso da 3,2 miliardi dollari, assicurandolo prontamente per 3,6 miliardi di dollari. L’assicurazione copriva anche da eventuali “attacchi terroristici”. Nel contratto di Mr. Silverstein è stato anche specificamente concesso il diritto di ricostruire le strutture, se fossero state distrutte.Il primo ordine di Mr. Silverstein come nuovo proprietario fù quello di cambiare la società responsabile della sicurezza del complesso. La nuova società di sicurezza assunta era la Securacom (ora Stratasec). Il fratello di George W. Bush, Marvin Bush, era nel suo consiglio di amministrazione, e il cugino di Marvin, Wirt Walker III, è stato suo CEO. Secondo i registri pubblici, non solo la Securacom fornì i dispositivi elettronici per il World Trade Center, ma era anche responsabile della sicurezza al Dulles International Airport e al United Airlines – entrambi coinvolti nel disastro dell’11 settembre. A seguito degli attacchi, il signor Silverstein presentò due richieste di assicurazione per l’importo massimo concesso dalla polizza (7.2 miliardi di dollari), a causa dei due – a parere di Mr. Silverstein – attacchi separati che colpirono le torri gemelle. La compagnia assicurativa Swiss Re, pagò a Mr. Silverstein 4,6 miliardi di dollari, cifra principesca a confronto dei 124 milioni di dollari di investimento. Per inciso, vale la pena notare che uno dei più stretti amici di Mr. Silverstein, una persona con la quale parla ogni giorno al telefono, non è altro che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Signor Netanyahu, che nel 1986 coniò la frase “guerra al terrorismo”…Fonte

– Tornando indietro al mese di ottobre 2000, circa 11 mesi prima del 11 settembre 2001, un ex membro della Difesa israeliano e veterano della guerra del Yom Kippur del 1973  ascoltò una conversazione in ebraico nel New Jersey, “Gli americani impareranno che cosa significa vivere con i terroristi dopo che gli aerei colpiranno le torri gemelle nel mese di settembre … Gli arabi sono così stupidi. Non immaginano nemmeno che li stiamo usando. ” Fonte

– L’11 settembre 2001 almeno due dipendenti Israeliani del servizio di messaggistica istantanea Odigo ricevettero avvertimenti di un imminente attacco a New York più di due ore prima che il primo aereo colpisse gli edifici. Odigo aveva il suo quartier generale negli USA a due isolati dal World Trade Center. I dipendenti della Odigo, tuttavia, non trasmisero l’avvertimento alle autorità di New York City. (Washington Post, 27/9/01). La Odigo, come molte società di software israeliane, si basa e ha il suo centro di Ricerca e di Sviluppo a Herzliya, la cittadina a nord di Tel Aviv, che risulta essere la sede del Mossad, il servizio di Intelligence Israeliano.

– Sempre l’11/09/2001 cinque “uomini del Medio Oriente”, sono stati arrestati nel New Jersey dall’FBI dopo che furono trovati a festeggiare il crollo del WTC. “Sembrava che sapessero quello che stava per accadere.” (Bergen Record,12/09/01) Si è poi confermato che i cinque uomini arrestati erano in realtà agenti dell’intelligence militare israeliana, cioè del Mossad. In una società di trasporti chiamata Urban Moving Systems, un dipendente riferì che la maggior parte dei suoi collaboratori erano israeliani ed erano felici il giorno dell’attentato. Le parole del dipendente: ‘Io ero in lacrime, e questi ragazzi ci scherzavano sopra, e ciò mi dava fastidio.’ I colleghi Israeliani sembravano voler dire: “Ora l’America sa che quello che facciamo.” Fonte

Dominic Suter, il proprietario israeliano di Urban Moving Systems, fuggì in fretta dopo l’attentato dell’11/9/2001, o gli è stato permesso di farlo, in Israele prima che gli agenti dell’FBI potessero interrogarlo. (Forward, 15/03/02)

I cinque israeliani arrestati furono rilasciati dopo aver trascorso 71 giorni sotto custodia. Il procuratore generale incaricato delle indagini penali, al tempo era Michael Chertoff, l’attuale capo del Dipartimento della Homeland Security. Chertoff, figlio di alcuni dei primi agenti del Mossad israeliano, facilitò l’insabbiamento delle prove sull’11 settembre, si pensa possieda la doppia nazionalità. Fonte

Uno degli agenti israeliani rilasciato disse alla radio israeliana che era stato inviato per documentare “l’evento” …
(ABC News, 1/06/02)

– Carl Cameron della Fox News, scrisse una relazione dettagliata in 4 parti sulla Urban Moving Systems e sui cinque israeliani. Mentre non è più disponibile presso il sito della Fox, è stato salvato in vari archivi sul web. Fonte

Gli fù riferito da un anonimo funzionario degli Stati Uniti che “le prove che collegano questi israeliani all’ 11 settembre sono classificate. Non posso parlarti delle prove raccolte. Sono informazioni classificate”.

– Il senatore Bob Graham (D-FL) dichiarò: “Penso che ci siano prove molto convincenti che almeno alcuni dei terroristi sono stati assistiti e non solo nel finanziamento,tutto ciò diverrà pubblico ad un certo punto quando verrano svuotati gli archivi fra 20 – 30 anni. ”
Fonte

– Gli investigatori all’interno della DEA, dell’ FBI e dell’INS hanno detto a quelli di Fox News che, perseguire o anche suggerire che vi sia stato dello spionaggio israeliano … è considerato un suicidio per la carriera ‘… (Fox News, 12/12/01)

– Un altro funzionario dell’FBI ha detto a Cameron: “Pur essendo d’accordo con te, non posso dire nulla sugli interessi geopolitici degli Stati Uniti con Israele, se lo facessi potrei anche dire addio alla mia scrivania”. Infatti, Carl Cameron di Fox News stesso, non è più disposto ad affrontare il problema, commentare o anche parlare di questi argomenti

Quanto al video sulla “confessione” di Osama Bin Laden, Hani Sebai, uno specialista di elettronica britannico ha rilasciato delle dichiarazioni alla BBC, definendolo un falso evidente, un lavoro classico di “taglia e incolla” con un video del matrimonio di Osama. In un’intervista concessa al giornale pakistano Umat poi trasmessa dalla BBC, Bin Laden negò qualsiasi coinvolgimento negli attacchi dell 11 settembre. Ci sarebbero davvero pochi motivi nello sconfessare un atto di questa portata, poichè verrebbero intessute lodi a una persona in grado di compiere un simile gesto (Ralph Schoenmann,Taking Aim, 12/7/2005)

L’inchiesta ufficiale sotto il controllo del neoconservatore Philip Zelikow ha contrastato ogni tentativo per scoprire la verità dietro gli attacchi. Qualsiasi domanda sulla versione ufficiale, sia che essa provenisse dai parenti delle vittime, o dagli architetti, o dagli ingegneri, o dai fisici o di altri americani patriottici vennero semplicemente messe a tacere etichettandole come teorie della cospirazione.
(www.911truth.org, patriotsquestion911.com, www.ae911truth.org)

L’implicazione degli arabi negli attacchi dell’11 settembre, attraverso il pieno appoggio dei mass media sionisti controllati gli israeliani hanno dato l’occasione ideale per imprimere l’immagine del ‘terrorista arabo’ nella psiche degli americani.

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, fù interrogato, il giorno dopo l’attentato, su cosa avrebbe significato tutto ciò per le relazioni USA-Israele. Ha detto: “E’ positivo”. Poi si corresse, aggiungendo: “Beh, non è una cosa buona, ma genererà immediatamente simpatia per Israele” … (New York Times, 12/9/01)

Il movente per l’attentato fù correttamente identificato da Neil Mackay il 2 Novembre 2003 dopo una intervista della Sunday Herald:

“Imprigionare l’America nel sangue e nella sofferenza reciproca per la causa israeliana”.

Questo è esattamente il motivo per cui non vedrete questi collegamenti nei media, questa è la cruda verità…

(Nota: Essere critici nei confronti di Israele non è anti-semita o addirittura anti-ebraico, fate un giro per http://www.jewsnotzionists.org, molti Israeliani credono che lo sionismo sia contrario agli insegnamenti della vera Torah)

Le ultime bugie di Hillary Clinton

La BBC ha riferito che il 4 luglio, il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton ha detto che la base di missili balistici americana in Polonia non ha lo scopo di deterrente contro la Russia. Lo scopo della base, ha detto, è quello di proteggere la Polonia dalla minaccia iraniana.

Perché l’Iran è una minaccia per la Polonia? Cosa succede alla credibilità degli Stati Uniti, quando il Segretario di Stato fa una affermazione tanto stupida? Hillary pensa di ingannare i russi? C’è qualcuno che sulla terra le crede? Qual è il significato di una tale menzogna così cristallina? Serve forse a coprire un atto di aggressione americana nei confronti della Russia?

Nella stessa dichiarazione Hillary parla di una “morsa d’acciaio” che sta colpendo con la repressione la democrazia e le libertà civili di tutto il mondo. I giornalisti statunitensi si potrebbero benissimo chiedere se stava per caso parlando degli Stati Uniti. Glenn Greenwald riporta sul Salon, il 4 luglio, che la guardia costiera statunitense, che non ha alcuna autorità legislativa, ha imposto che i giornalisti che si avvicinassero a 20 metri dalle operazioni di pulizia della BP nel Golfo del Messico senza permesso, siano puniti con una multa di 40.000 $  e con 1-5 anni di carcere. Il New York Times e numerosi giornalisti riferiscono che la BP, la Guardia costiera Usa, la sicurezza nazionale, e la polizia locale hanno vietato ai giornalisti di fotografare il danno massiccio e il continuo flusso di petrolio e di sostanze chimiche tossiche nel Golfo.

Il 5 luglio Hillary Clinton è stata a Tbilisi, in Georgia, dove, secondo il Washington Post, ha accusato la Russia “dell’invasione e dell’occupazione della Georgia.” Qual è il punto di questa bugia? Anche gli stati europei, marionette Americane, hanno pubblicato rapporti che documentano che la Georgia ha iniziato la guerra contro la Russia che però ha perso rapidamente invadendo l’Ossezia meridionale nel tentativo di distruggere i secessionisti.

Sembrerebbe che il resto del mondo e il Consiglio di sicurezza dell’ONU abbiano dato agli americani un pass per mentire senza limiti, al fine di promuovere l’obiettivo di Washington di egemonia mondiale. Che cosa sta succedendo?

Dopo che il presidente Clinton ha travisato il conflitto tra la Serbia e gli albanesi in Kosovo e la NATO è stata ingannata sull’aggressione militare contro la Serbia e dopo che il presidente Bush, il vicepresidente Cheney, il segretario di Stato, il consigliere per la sicurezza nazionale e quasi tutti i membri del regime di Bush hanno ingannato le Nazioni Unite e il mondo dicendo che Saddam Hussein aveva armi di distruzione di massa, così come con l’invasione dell’Iraq, perché il consiglio di sicurezza dell’ONU è di nuovo caduto  nell’inganno di Obama sul programma di armamento nucleare dell’Iran?

Nel 2009 tutte e sedici le agenzie di intelligence degli Stati Uniti hanno pubblicato un rapporto unanime sul quale si affermava che l’Iran aveva abbandonato il suo programma di armamento nel 2003. Il consiglio di sicurezza non sapeva di questo rapporto?

L’Agenzia internazionale dell’energia atomica ha ispettori sul campo in Iran, essi hanno sempre riferito che non esiste alcuna minaccia atomica in Iran. Il consiglio di sicurezza non era a conoscenza neppure delle relazioni dell’AIEA?

Se lo si sapeva, perché il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato le sanzioni contro l’Iran per aver aderito ad un programma sull’energia nucleare e NON sulla prolificazione delle armi atomiche? Le sanzioni dell’ONU sono senza legge. Violano i diritti dell’Iran in quanto firmatario del Trattato. E ‘questa la “morsa d’acciaio” di cui ha parlato Hillary?

Perché il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha dato il via libera al regime di Obama per iniziare un’altra guerra in Medio Oriente?

Perché la Russia si è fatta da parte? Su insistenza di Washington, il governo russo non ha emesso il sistema di difesa aerea che l’Iran aveva richiesto.

Perché la Cina si è fatta da parte? La Cina un’economia in crescita e ha bisogno di risorse energetiche. La Cina ha esteso gli investimenti energetici in Iran. È politica degli Stati Uniti negare l’acceso alle fonti energetiche, per contenere l’espansione cinese. La Cina è il banchiere dell’America. Se volesse potrebbe distruggere il dollaro in pochi minuti.

Che la Russia e la Cina abbiano deciso di lasciare che gli americani facciano quello che vogliono fino a che non si autodistruggano?

La risposta?

WikiLeaks:Julian Assange e il video che fa tremare i servizi segreti

Dopo parecchi giorni passati a fuggire, il fondatore del sito Wikileaks ha informato di essere in possesso di un video  classificato del Pentagono di un attacco aereo Usa in Afghanistan l’anno scorso, che ha ucciso ben 140 i civili, la maggior parte erano bambini e ragazzi .

In una e-mail ottenuta dal The Daily Beast  inviata ai fan di Wikileaks negli Stati Uniti Martedì, Julian Assange, fondatore di origine australiana del sito web, difende anche lo specialista dell’ intelligence dell’esercito che è ora in stato di arresto in Kuwait con l’accusa di essere stato la talpa che ha rubato i video classificati del Pentagono, così come 260.000 rapporti del Dipartimento di Stato, a Wikileaks.

“Il signor Manning avrebbe inoltre inviato 260 mila rapporti classificati dell’US Department, che riportano informazioni sull’US Embassy e sul suo piano di intraprendere azioni abusive in tutto il mondo “, queste le parole di Assange . “Ci hanno negato l’accusa, ma il governo americano sta agendo come se l’affermazione fosse vera”.

I funzionari americani sono desiderosi di sapere dove si trova Assange, che hanno annullato una sua apparizione Venerdì scorso a Las Vegas, per scoraggiarlo nel postare altre informazioni classificate sul suo sito, che ha nominalmente base in Svezia e promuove se stesso come una risorsa globale per gli informatori.

Nel mese di aprile, nel sito è statata inserita un copia di un video classificato del Pentagono di un attacco del 2.007 in cui un elicottero americano a Baghdad ha ucciso una dozzina di persone innocenti, anche questo video si pensa sia trapelato grazie all’analista dell’ intelligence dell’Esercito, Bradley Manning di Potomac, Maryland.


Assange nella mail spiega che il video è in sua custodia dal Maggio del 2009 esso mostra un’attacco aereo sul villaggio afghano di Garani, 
, da quando gli Stati Uniti invasero il paese nel 2001. Assange scrive che “ci stanno ancora lavorando”  i preparativi per il rilascio del video comunque sono quasi finiti.

Il Dipartimento di Stato e il Pentagono non hanno commentato subito  il messaggio di Assange.

I funzionari americani sapevano che il video di Garani era stato rilasciato in passato ,essi temono che possa pregiudicare il sostegno pubblico per la campagna militare americana in Afghanistan. I funzionari del Pentagono erano indignati dal rilascio del video di Baghdad da parte di Wikileaks.

I funzionari del Dipartimento di Stato sono particolarmente allarmati per le potenzialità che i 260.000 documenti avrebbero se venissero postati in blocco unico su WikiLeaks. Il dipartimento ha confermato che si tratta di condurre un esame sulle attrezzature informatiche di Manning per capire ciò che egli può avere scaricato.

Nella e-mail, Assange non conferma alcun rapporto tra il sito e Manning, descrivendolo come “una delle nostre fonti”.

Ma egli suggerisce che Manning viene trattato ingiustamente-“spedito e detenuto in un carcere militare Usa in Kuwait” senza processo.

WIKILEAKS

Energia libera?Non scherziamo…

Il dottor Kiril Chukanov è uno scienziato che è l’ inventore di un metodo per la creazione di fulmini globulari per la generazione di elettricità e idrogeno. Visse nello Utah negli Stati Uniti per oltre 16 anni,  ha conosciuto molti colleghi e scienziati di tutto il mondo, che visitavano il suo laboratorio per vedere i suoi esperimenti. Ha condiviso liberamente le sue scoperte, ma ancora nessuna azienda negli Stati Uniti ha fatto un’offerta per finanziare i suoi esperimenti. Nel 2006 gli è stato offerto un budget enorme per finanziare il suo progetto (così come un casa e automobile) per sviluppare un generatore di energia quantica per la commercializzazione (questo è stato nel 2006).Approfondendo la ricerca si scopre che li fu chiesto di non discutere gli ulteriori progressi del suo progetto poichè era sotto contratto con un grosso fornitore. Pochi giorni fa ha fatto un significativo intervento sul suo sito: “Cospirazione ufficiale dell’energia quantica e di me in Canada “.

Ci sono state molte segnalazioni di persone che scompaiono quando si interessano dello sviluppo dell’  ‘energia libera”, in quanto, ovviamente, le imprese del petrolio, le industrie e i governi hanno un interesse enorme nel settore. Ma nessuna di queste storie sembra avere alcuna prova o collegamenti diretti a quello che è successo a queste persone. La canadese Stock Exchange ha negato al dottor Chuacanov e alla sua società il diritto di diventare una società pubblica, affermando che: “è pericoloso per il sistema politico “ Finora sembra essere la prova più grande e di azione controinformativa internazionale per fermare l’ ‘energia libera’.

DAL SUO BLOG:

Alla luce della grande fuoriuscita di petrolio/disastro nel Golfo del Messico, numerose esplosioni (con molte vittime),nelle miniere di carbone in tutto il mondo, decine di miliardi di dollari spesi per estrarre il petrolio dalla sabbia bitumosa, l’ elevato prezzo del petrolio, monopolio assoluto dei paesi produttori  e delle grandi compagnie petrolifere è un danno mortale per l’ambiente.Sembra molto strana e criminale la decisione della Canadian Stock Exchange di respingere la nostra azienda come società pubblica. E questo è successo dopo che un team indipendente di  esperti ha provato all’unanimità che l’energia quantica è gratuita e pulita. La spiegazione dei dirigenti della canadese Stock Exchange è che non possono accettare la nostra società nello scambio a causa del “Pericolo per il sistema politico”. Per i dirigenti di Exchange, non sono importanti gli effetti che potrebbe avere sull’economia Canadese e sul suo sviluppo!L’importante per loro è uccidere questa rivoluzionaria tecnologia, perché non sono una persona “giusta”. Non sono un terrorista:); sto postando nel mio sito le rivelazioni che mi da dio.Dove sono la democrazia e la libertà di parola e di scrittura in Canada? Il Popolo canadese è uno dei più grandi nazioni del mondo! Con il miei
amici canadesi costruimmo (con pochi soldi  e in breve tempo) il generatore di energia quantica industriale di quest’anno. Le forze oscure, che sono in difesa dell’ esistente status  quo dell’energia nel mondo, verranno sconfitte!

Il gruppo Bilderberg

Con “Bilderberg” ci si riferisce a una riunione internazionale, per lo più annuale, a cui partecipano più di cento personaggi della politica e finanza mondiali, esclusivamente su invito.
Sono invitati anche alcuni nomi di rilievo del giornalismo internazionale, come direttori o editorialisti di alcune fra le testate più diffuse americane ed europee (anche italiane).

Il gruppo prende il nome dall’hotel della loro prima riunione, avvenuta nel 1954: l’Hotel Bilderberg a Oosterbeek, in Olanda, dove una settantina di alte personalità si incontrarono il 24 maggio.

La riunione si tenne, così come avviene ancor oggi, nel più stretto segreto, dietro una cortina di silenzio mediatico e privacy garantita da un servizio d’ordine d’eccezione.

Tra i fondatori del gruppo Bilderberg si annoverano:
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– Joseph Retinger, economista polacco di famiglia ebrea, cattolico, conosciuto come ‘Sua Eminenza Grigia’. Fu tra i fondatori e segretario generale fino al 1952 dell’United European Movement presieduto da Winston Churchill e finanziato dall’ACUE (American Committee for United Europe). La visione di Retinger era costruire un’Europa Unita per arrivare ad un Mondo unito in pace, guidato da Organizzazioni Sovranazionali che avrebbero garantito più stabilità ai singoli governi nazionali.
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– Bernard di Lippe-Biesterfeld, Principe d’Olanda (foto a destra e nota in calce),presidente del Bilderberg fino a quando nel 1976 diede le dimissioni per lo scandalo di una tangente da 1,1 milioni di dollari dalla Lockheed Corporation, per la vendita di aerei caccia all’aviazione olandese.
E’ stato presidente del WWF (Worldwide Fund for Nature) dalla fondazione nel 1961 fino al 1971, ex affiliato al NSDAP (il partito nazista, tessera No. 2583009 del 1 maggio 1933) fino al suo matrimonio con la regina d’Olanda.
Secondo le rivelazioni della rivista Newsweek del 5 Aprile 1976, le attività di spionaggiodi von Lippe a favore delle unità speciali delle SS (o Schutzstaffel) nella industria chimica IG Farben (la stessa che fabbricò lo Zyklon-B) sono documentate dalle testimonianze del Processo di Norimberga.
Nel dopoguerra assunse importanti posizioni nell’industria petrolifera, in particolare con la Royal Dutch Petroleum (Shell Oil) e nella Société Générale de Belgique.
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– David Rockefeller, referente per la sponda americana e presidente del gruppo dal 1976; direttore della Chase Manhattan Bank, membro del Council on Foreign Relations (CFR), membro del Business Council e fondatore della Commissione Trilaterale.
Tra le sue dichiarazioni ricordiamo:
“Siamo sull’orlo di una traformazione globale. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la “giusta” crisi globale e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale”.

“Il mondo è pronto per raggiungere un governo mondiale. La sovranità sovranazionale di una elite intellettuale e di banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale praticata nei secoli passati”.
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In sostanza dunque stiamo parlando di un organismo decisionale a carattere sovranazionale, così come lo sono alcuni altri enti o gruppi di cui abbiamo trattato, come il CFR, la Commission on Global Governance e la WFA (World Federalist Association).
Nessuno di noi ha dato mandato a costoro di decidere le nostre sorti, anzi fino a poco tempo fa ben pochi conoscevano l’esistenza e il potere di questi gruppi sovranazionali.
Non vedo dunque perché mai queste menti illuminate si siano arrogate il diritto di pilotare a loro piacimento gli eventi mondiali e di conseguenza la vita, e la morte, di miliardi di persone.
Ma passiamo oltre, perché ci sono altre informazioni interessanti e preferisco concentrarmi sui dati di fatto piuttosto che sulle mie opinioni personali.
Ogni anno, lo Steering Commettee, il ristretto gruppo che gestisce gli incontri segreti del Bilderberg (tra cui spiccano molti nomi di re e principi europei), invita un certo numero di personaggi legati al mondo della finanza, dell’economia e della politica a livello mondiale.

L’ultima riunione tenutasi in Italia risale al 2004, quando politici, banchieri e altri personaggi, legati per esempio alla Rothschild Europe e alla Goldman Sachs, si incontrarono a Stresa, sul Lago Maggiore.
Non si accede alle riunioni del Bilderberg senza invito, e non sono previste conferenze stampa ne’ tantomeno vengono stilati precisi rapporti finali degli incontri.

Qualche giornalista può riuscire ad ottenere informazioni, ma non certo perché si presenta nella hall dell’hotel di turno e intervista i partecipanti… La security non fa sconti, anzi.
Diamo un’occhiata alla lista parziale dei partecipanti stilata da Daniel Estulin, riferita all’incontro tenutosi dal 31 maggio al 3 giugno 2007 a Istanbul (Turchia): citerò tutti i nomi italiani che compaiono, più qualche altro interessante nominativo.
Partecipanti italiani al Bilderberg 2007 secondo la lista di Daniel Estulin:
– Franco Bernabé, Vice Chariman, Rothschild Europe
– John Elkann, Vice Chairman, Fiat S.p.A
– Mario Monti, President, Universita Commerciale Luigi Bocconi
– Tommaso Padoa-Schioppa, Minister of Finance
– Giulio Tremonti, Vice President of the Chamber of Deputies
Ecco ora una selezione di altri interessanti nomi:
– Henry A. Kissinger, Chairman, Kissinger Associates (USA)
– David Rockefeller (USA)
– Robert B. Zoellick, Deputy Secretary of State (USA) (attuale presidente della Banca Mondiale)
– José M. Durão Barroso, President, European Commission (Portugal/International)
– Timothy F. Geithner, President and CEO, Federal Reserve Bank of New York (USA)
– Nicolas Beytout, Editor-in-Chief, Le Figaro (France)
– Paul A. Gigot, Editor of the Editorial Page, The Wall Street Journal (USA)
– Donald E. Graham, Chairman and CEO, The Washington Post Company (USA)
– Victor Halberstadt, Professor of Economics, Leiden University; Former Honorary Secretary General of Bilderberg Meetings (the Netherlands)
– Jaap G. Hoop de Scheffer, Secretary General, NATO (the Netherlands/International)
– Josef Joffe, Publisher-Editor, Die Zeit (Germany)
– Anatole Kaletsky, Editor at Large, The Times (UK)
– Frank McKenna, Ambassador to the US, member Carlyle Group (Canada)
– Craig J. Mundie, Chief Technical Officer Advanced Strategies and Policy, Microsoft Corporation (USA)
– Peter D. Sutherland, Chairman, BP plc and Chairman, Goldman Sachs International (Ireland)
– Jean-Claude Trichet, Governor, European Central Bank (France/International)
– John Vinocur, Senior Correspondent, International Herald Tribune (USA)
– Martin H. Wolf, Associate Editor and Economics Commentator, The Financial Times (UK)
– Adrian D. Wooldridge, Foreign Correspondent, The Economist
Diamo invece uno sguardo ai partecipanti italiani dal 1982 al 2000: questi personaggi sono stati invitati almeno una volta alle riunioni segrete del Bilderberg.
Romano Prodi, Prof of Industrial Economics, Univ of Bologna (membro dello Steering Committee del Bilderberg, Presidente UE, Presidente del Consiglio italiano, consulente Goldman Sachs)
Mario Monti, Commissioner ; ex-Bocconi Univ; ex-Banca Commerciale Italiana
Umberto Agnelli, Chair IFIL – Finanziaria di Partecipazioni SpA
Stefano Silvestri, Istituto Affari Internazionali; former Undersecretary of Defence
Paolo Zannoni, Vice President, Fiat SpA
Renato Ruggiero, Vice-Chair, Schroder Salomon Smith Barney; ex-WTO, ex-Trade Mnstr
Giovanni Agnelli, Honorary Chairman, Fiat SpA
Alfredo Ambrosetti, Chairman, Ambrosetti Group
Franco Bernabè, Special Rep. of Italy for Reconstruction Initiatives in the Balkans (attualmente presidente e azionista di maggioranza di FB Group, vice presidente di Rothschild Europe, consigliere d’amministrazione di PetroChina. Tra il 1998 e il 1999 è stato amministratore delegato di Telecom Italia, tra il 1992 e il 1998 amministratore delegato dell’Eni)
Emma Bonino, Member of the European Commission
Giampiero Cantoni, Chairman, Banca Nationale del Lavoro
Luigi Cavalchini, Permanent Representative to the European Union
Innocenzo Cipolletta, Director General, Confindustria (attualmente presidente delle Ferrovie dello Stato)
Mario Draghi, Treasury Director (attualmente Governatore della Banca d’Italia)
Paolo Fresco, Chairman, Fiat S.p.A.
Francesco Giavazzi, Professor of Economics, Bocconi University, Milan
Giorgio La Malfa, National Secretary, PRI (nell’ambito del “processo Enimont” ha subito una condanna definitiva a 6 mesi e 20 giorni per finanziamento illecito)
Rainer Masera, Director General, I.M.I. S.p.A.
Gianni de Michelis, Minister of Foreign Affairs (attualmente segretario nazionale del Nuovo PSI)
Tommaso Padoa-Schioppa, Member of the Executive Board, European Central Bank (attualmente Ministro dell’Economia e delle Finanze. E’ stato direttore generale per l’economia e la finanza dell’Unione Europea e vice direttore generale della Banca d’Italia. Dal 1998 al 2006 ha fatto parte del consiglio di amministrazione della Banca Centrale Europea)
Alessandro Profumo, CEO, Credito Italiano
Gianni Riotta, Deputy Editor, La Stampa
Virginio Rognoni, Minister of Defence
Sergio Romano, columnist, La Stampa, former Italian Ambassador to USSR
Carlo Rossella, Editor, Editrice La Stampa S.p.A. (poi direttore del TG5)
Domenico Siniscalco, Prof. Econs; Director of Fondazione ENI Enrico Mattei (Ministro dell’Economia e Finanze succeduto a Tremonti)
Barbara Spinelli, Editorialist and European Correspondent, La Stampa, Paris (e compagna di Tommaso Padoa-Schioppa)
Ugo Stille, Editor-in-Chief, Corriere della Sera
Giulio Tremonti, Member of the Finance Commission, Chamber of Deputies (è stato vicepresidente del Consiglio dei Ministri e ministro dell’Economia e delle Finanze)
Marco Tronchetti Provera, Executive VP and CEO Pirelli SpA (Presidente di Telecom dal 2001 al 2006)
Walter Veltroni, Editor, L’Unità (ex sindaco di Roma)

Ricordiamocene, quando questi signori intoneranno di nuovo l’inno del buon cittadino che deve votare, e la retorica della “stampa libera” italiana…
A proposito di stampa, ecco cosa capitò al giornalista inglese C. Gordon Tether.

Il 6 maggio del 1975 scrisse in una colonna del Financial Times:

“Se il gruppo Bilderberg non è una cospirazione di un qualche tipo, è condotta in modo da darne un’imitazione notevolmente buona”.
L’anno seguente, il 3 marzo 1976, scrisse:
“Il Bilderberg ha insistito sempre sul coprire i loro incontri nella più stretta segretezza. Fino ad alcuni anni prima, questo è stato realizzato a tal punto che il loro conclave annuale è stato totalmente ignorato dalla stampa mondiale. Nel più recente passato, questo velo è stato alzato quel tanto che bastava perché oggi si sappia che quelle riunioni stavano avvenendo. Ma è rimasto in vigore il divieto totale di segnalare che cosa avviene… Ogni “complottista” che tiene d’occhio gli eventi legati al Bilderberg, continuerà a chiedere perché, se c’è così poco da nascondere, ci si sforzi tanto a nasconderlo”.

Questo commento non apparve mai sulle colonne del Financial Times: fu censurato dall’editore Mark Fisher (membro della Commissione Trilaterale), mentre il giornalista fu licenziato dalla sua mansione di columnist nell’agosto dello stesso anno.

Torniamo al Bilderberg, perché a questo punto potreste esservi fatti un paio di domande fondamentali:
1. Perché, nonostante il fatto che queste riunioni siano segretissime, da qualche tempo sembra che il gruppo Bilderberg non si preoccupi più di tenere nascosto il fatto stesso della sua esistenza?
2. E queste persone che vi partecipano, sono i reali manovratori del mondo?

Rispondo a queste domande secondo quanto ho appurato finora:

1. Perchè questi gruppi di potere stanno emergendo pubblicamente? Perché siamo giunti al “Finale di Partita”: quando non è più necessaria una segretezza estrema perché non vi è più alcun inganno negli intenti dei pezzi chiave in posizioni strategiche.

Provate a farci caso: fino a non molto tempo fa, anche su internet erano sconosciute ai più realtà come il Bilderberg o il Bohemian Grove, mentre ora si inzia a parlarne anche in Italia senza troppi problemi.

Potrebbero essere due le motivazioni principali:
(A) perché tanto ormai il loro potere è così consolidato che non temono rovesciamenti di sorta;
(B) perché si sta spingendo a una “normalizzazione” di questi gruppi di potere sovranazionale, cioè si vuole assuefare la gente all’idea che queste dinamiche siano del tutto normali; e anzi, addirittura che sia cosa buona e giusta che un ristretto manipolo di menti illuminate, nemmeno conosciute dalla gente, guidi gli eventi mondiali (“per il nostro bene”,  perché le persone sono bestie selvagge incapaci di badare a sè stesse… Assioma indimostrato su cui il potere fonda la propria esistenza).

2I partecipanti al Bilderberg non sono i “grandi manipolatori”: rappresentano invece il “braccio” dei veri manipolatori, quello finanziario e politico. Sono cioè coloro che “ci mettono la faccia”, portati al potere quando serve e destituiti quando non servono più.
Non credo neppure che i “burattinai” siano i vari Rockefeller o Kissinger: anch’essi sono manovrati, da qualcuno di cui non credo conosceremo mai la faccia, anche se comunque stanno vicino al vertice della piramide di potere.

Resta il fatto che il Nuovo Ordine Mondiale ha già preso il suo avvio, in silenzio, un gradino per volta, attraverso una serie di gruppi di potere sovranazionali che eseguono precise direttive dall’alto, ognuno nel proprio ambito di competenza (competenza e ambito che si sono presi senza chiedere nulla a nessuno, auto-nominandosi guide illuminate per il bene dell’umanità…)

Nota:
Il successore del Principe d’Olanda alla guida del WWF fu il Duca Filippo di Edimburgo, il quale sosteneva con forza il progetto di depopolazione mondiale (leggi: genocidio di massa), ed ebbe a dichiarare idee di questo tenore:
Non puoi tenere un gregge che non riesci a nutrire. In altre parole la conservazione può esigere la cernita e l’eliminazione per mantenere l’equilibrio tra il numero di ciascuna specie in rapporto ad un dato habitat. Mi rendo conto che si tratta di un argomento scottante, ma resta il fatto che l’umanità è parte del mondo vivente”.
“Nel caso in cui mi reincarnassi, mi piacerebbe tornare sottoforma di un virus mortale, in modo da poter contribuire in qualche modo a risolvere il problema della sovrappopolazione”.
INCONTRO NEL 2009:
Location per la riunione del 2009
Da l 14 al 17 maggio del 2009 si è tenuta, in Grecia, lontano dagli occhi dei media internazionali, la conferenza annuale del gruppo Bilderberg. Circa 130 degli individui più potenti del mondo si sono incontrati per affrontare le questioni più incalzanti e pianificare le politiche da attuare nel 2010. Il quotidiano inglese “The Guardian” è stato l’unico organo d’informazione a dare copertura mediatica alla conferenza, e l’inviato Charlie Skelton ha spiegato: “il Bilderberg è una questione di controllo. Verte sul ‘che facciamo adesso?’. Mandiamo avanti già un sacco di cose, e se ne mandassimo avanti più? Perché non rendiamo più facile la gestione? Più efficienza. L’efficienza è positiva. Sarebbe così talmente più facile con un’unica banca, un’unica valuta, un mercato unico, un governo unico. Che ve ne pare anche di un esercito unico? Sarebbe davvero fico. Non ci sarebbero più guerre, allora. Che ve ne pare di un unico modo di pensare? Di un internet controllato?”. Oltre a personaggi politici come Henry Kissinger, noti filantropi come Bill Gates e George Soros, la conferenza comprendeva anche numerosi monarchi, come la regina Beatrice d’Olanda, che non a caso è la maggiore singola azionista della Royal Dutch Shell, una delle più grandi corporazioni del mondo. A chi legge la relazione viene il sospetto che le decisioni più importanti e influenti sulla gestione di politiche enrgetiche, finanziarie e belliche siano prese al di fuori delle assemblee democraticamente elette. La sensazione è che l’economia e la finanza abbiano ormai in mano le redini del mondo. All’ordine del giorno dell’incontro c’era infatti la ristrutturazione dell’economia politica globale a causa della crisi economica in atto: la direzione è quella di un accentramento verticistico del potere economico, politico e monetario nelle mani degli stessi personaggi che, con la creazione di nuovi strumenti finanziari, hanno scatenato la crisi del debito con cui ogni nazione sta facendo ora i conti.(Coincidenza che la Grecia ora sia moribonda?)
INCONTRO NEL 2010:
Location per la riunione del 2010
Il gruppo Bilderberg condurrà la sua consueta riunione annuale, 3-6 giugno a Sitges, Spagna (un piccolo ed esclusivo resort a circa 20 chilometri da Barcellona) dietro un muro di guardie armate che servirà a sigillare il resort in un futile tentativo di mantenere segreto l’evento.

La riunione del Bilderberg seguirà quella di suo gruppo gemello, la Commissione trilaterale, che si riunirà presso il Four Seasons Resort a Dublino, in Irlanda, 6-10 maggio. I dirigenti del gruppo Bilderberg partecipano anche alla riunione “trilateralista”, per mappare la loro agenda comune. Saranno circa 300 i presenti agli incontri della Commissione trilaterale, che verranno condotte dietro i sigillati e custoditi piani dell’albergo. Saranno circa 100 invece i presenti al Bilderberg, per cui l’intero resort verrà blindato dietro a plotoni di polizia e guardie di sicurezza privata.

Il gruppo Bilderberg spera di mantenere la recessione globale per almeno un altro anno, secondo un consulente finanziario internazionale che si occupa personalmente di molti di loro. Questo perché, tra i diversi motivi, il gruppo Bilderberg spera ancora di creare un “servizio di tesoreria” globale nell’ambito delle Nazioni Unite (O.N.U.). Il gruppo Bilderberg intraprese questa missione nella primavera scorsa durante la riunione in Grecia, ma lo sforzo fu bloccato dai nazionalisti in Europa e Stati Uniti. “Nazionalisti” (una parolaccia per il Bilderberg) hanno contestato la cessione della sovranità monetaria all’O.N.U.

Fonti dell’A.F.P. (American Free Press) hanno sottolineato le parole del Presidente francese Nicolas Sarkozy, che in un discorso il 29 marzo nella notoriamente di sinistra Columbia University disse, “Noi dobbiamo inventare un nuovo ordine monetario mondiale”.

Chiaramente si riferiva al recentemente proposto al mondo: “dipartimento di tesoreria”.

L’obiettivo finale del Bilderberg rimane invariato: trasformare l’O.N.U. in un governo mondiale con “gli Stati-nazione” ridotti al ruolo di riferimenti puramente geografici. L’Unione europea sta diventando un’unica entità politica, sarà seguita dall'”Unione americana” e, infine, dall'”Unione di Asia-Pacifico”. L'”Unione americana” si prefigge di includere l’intero emisfero occidentale, tra cui Cuba e altre isole al largo.

Come l’Unione europea, L'”A.U.” avrà un legislatore, una Commissione esecutiva e un capo dello stato, che potrà imporre le leggi sui paesi membri. Ci dovrà essere una valuta comune simile all’Euro, oltre alla rimozione dei simboli di ciascun Stato membro attestanti la sovranità. L'”Unione Asia-Pacifico”, o “A.P.U.” dovrà seguire un percorso simile.

Ma la crescente percezione, da parte dell’opinione pubblica, dell’agenda del male del Bilderberg e della trilaterale, è emersa come un ostacolo significativo. Per decenni, fino al 1975, quando emerse The Spotlight, il black-out della popolazione mondiale rispetto a queste entità sovranazionali era completo al 100% in tutto il mondo. (The Spotlight fu l’antenato dell’attuale A.F.P.).

Oggi, in Europa, i maggiori networks parlano di entrambi i gruppi in maniera decisa, dedicando loro anche l’attenzione della prima pagina.
Negli Stati Uniti, giornali indipendenti e stazioni danno ampia copertura al gruppo Bilderberg.

Ma i principali quotidiani e le emittenti di rete mantengono un sostanziale e completo blackout informativo negli Stati Uniti. Ecco perché i loro dirigenti hanno frequentato questi incontri promettendo la durata del segreto. I proprietari ipocriti del Washington Post hanno frequentato il Bilderberg dal 1954. Il presidente del Post’s, Donald Graham e l’editore associato, Jimmy Lee Hoagland, hanno frequentato ogni riunione per anni.

Ma al crescere della sensibilizzazione dell’opinione pubblica, cresce la resistenza patriottica. C’è forte resistenza in tutta Europa per l’aumento dei poteri dell’UE a discapito delle sovranità nazionali. Negli Stati Uniti vi è crescente resistenza al proposto accordo di libero scambio nordamericano, che eliminerebbe i confini tra Stati Uniti, Messico e Canada. Il NAFTA è in espansione, nell’ambito dei piani Bilderberg-trilaterale, per includere l’intero emisfero e diventare “Unione americana”.

Negli anni ’90, il gruppo Bilderberg era fiducioso che l'”Unione americana” sarebbe stata realizzata entro l’anno 2000. Un decennio più tardi, stanno ancora combattendo — e perdendo — la battaglia.

Lista BilderBerg 2010:
Paese: Nome: Occupazione
BEL Davignon, Etienne F. Honorary Chairman, Bilderberg Meetings; Vice Chairman, Suez Tractebel
DEU Ackermann, Josef Chairman of the Management Board and the Group Executive Committee, Deutsche Bank AG
USA Alexander, Keith B. Director, National Security Agency
GRC Alogoskoufis, George Member of Parliament
USA Altman, Roger C. Chairman and CEO, Evercore Partners, Inc.
GRC Arapoglou, Takis Chairman and CEO, National Bank of Greece
TUR Babacan, Ali Minister of State and Deputy Prime Minister
GRC Bakoyannis, Dora Minister of Foreign Affairs
NOR Baksaas, Jon Fredrik President and CEO, Telenor Group
PRT Balsemão, Francisco Pinto Chairman and CEO, IMPRESA, S.G.P.S.; Former Prime Minister
FRA Baverez, Nicolas Partner, Gibson, Dunn & Crutcher LLP
ITA Bernabè, Franco CEO Telecom Italia SpA
SWE Bildt, Carl Minister of Foreign Affairs
SWE Björklund, Jan Minister for Education; Leader of the Lìberal Party
CHE Blocher, Christoph Former Swiss Counselor; Former Chairman and CEO, EMS Group
FRA Bompard, Alexandre CEO, Europe 1
USA Boot, Max Jeane J. Kirkpatrick Senior Fellow for National Security Studies, Council on Foreign Relations
AUT Bronner, Oscar Publisher and Editor, Der Standard
FRA Castries, Henri de Chairman of the Management Board and CEO, AXA
ESP Cebrián, Juan Luis CEO, Grupo PRISA
BEL Coene, Luc Vice Governor, National Bank of Belgium
USA Collins, Timothy C. Senior Managing Director and CEO, Ripplewood Holdings, LLC
GRC David, George A. Chairman, Coca-Cola Hellenic Bottling Co. (H.B.C.) S.A.
GRC Diamantopoulou, Anna Member of Parliament
ITA Draghi, Mario Governor, Banca d’Italia
USA Eberstadt, Nicholas N. Henry Wendt Scholar in Political Economy, American Enterprise Institute for Public Policy Research
DNK Eldrup, Anders President, DONG Energy A/S
ITA Elkann, John Chairman, EXOR S.p.A.; Vice Chairman, Fiat S.p.A.
DEU Enders, Thomas CEO, Airbus SAS
ESP Entrecanales, José Manuel Chairman, Acciona
AUT Faymann, Werner Federal Chancellor
USA Ferguson, Niall Laurence A. Tisch Professor of History, Harvard University
IRL Gleeson, Dermot Chairman, AIB Group
USA Graham, Donald E. Chairman and CEO, The Washington Post Company
NLD Halberstadt, Victor Professor of Economics, Leiden University; Former Honorary Secretary General of Bilderberg Meetings
NLD Hirsch Ballin, Ernst M.H. Minister of Justice
USA Holbrooke, Richard C. US Special Representative for Afghanistan and Pakistan
NLD Hommen, Jan H.M. Chairman, ING N.V.
INT Hoop Scheffer, Jaap G. de Secretary General, NATO
USA Johnson, James A. Vice Chairman, Perseus, LLC
USA Jordan, Jr., Vernon E. Senior Managing Director, Lazard Frères & Co. LLC
FIN Katainen, Jyrki Minister of Finance
USA Keane, John M. Senior Partner, SCP Partners; General, US Army, Retired
USA Kent, Muhtar President and CEO, The Coca-Cola Company
GBR Kerr, John Member, House of Lords; Deputy Chairman, Royal Dutch Shell plc
DEU Klaeden, Eckart von Foreign Policy Spokesman, CDU/CSU
USA Kleinfeld, Klaus President and CEO, Alcoa Inc.
TUR Koç, Mustafa V. Chairman, Koç Holding A.S.
DEU Koch, Roland Prime Minister of Hessen
TUR Kohen, Sami Senior Foreign Affairs Columnist, Milliyet
USA Kravis, Henry R. Senior Fellow, Hudson Institute, Inc.
INT Kroes, Neelie Commissioner, European Commission
GRC Kyriacopoulos, Ulysses Chairman and Board member of subsidiary companies of the S&B Group
FRA Lagarde, Christine Minister for the Economy, Industry and Employment
INT Lamy, Pascal Director General, World Trade Organization
PRT Leite, Manuela Ferreira Leader, PSD
ESP León Gross, Bernardino General Director of the Presidency of the Spanish Government
DEU Löscher, Peter CEO, Siemens AG
GBR Mandelson, Peter Secretary of State for Business, Enterprise & Regulatory Reform
INT Maystadt, Philippe President, European Investment Bank
CAN McKenna, Frank Former Ambassador to the US
GBR Micklethwait, John Editor-in-Chief, The Economist
FRA Montbrial, Thierry de President, French Institute for International Relations
ITA Monti, Mario President, Universita Commerciale Luigi Bocconi
ESP Moratinos Cuyaubé, Miguel A. Minister of Foreign Affairs
USA Mundie, Craig J. Chief Research and Strategy Officer, Microsoft Corporation
CAN Munroe-Blum, Heather Principal and Vice Chancellor, McGill University
NOR Myklebust, Egil Former Chairman of the Board of Directors SAS, Norsk Hydro ASA
DEU Nass, Matthias Deputy Editor, Die Zeit
NLD Beatrix, H.M. the Queen of the Netherlands
ESP Nin Génova, Juan Maria President and CEO, La Caixa
FRA Olivennes, Denis CEO and Editor in Chief, Le Nouvel Observateur
FIN Ollila, Jorma Chairman, Royal Dutch Shell plc
GBR Osborne, George Shadow Chancellor of the Exchequer
FRA Oudéa, Frédéric CEO, Société Générale
ITA Padoa-Schioppa, Tommaso Former Minister of Finance; President of Notre Europe
GRC Papahelas, Alexis Journalist, Kathimerini
GRC Papalexopoulos, Dimitris Managing Director, Titan Cement Co. S.A.
GRC Papathanasiou, Yannis Minister of Economy and Finance
USA Perle, Richard N. Resident Fellow, American Enterprise Institute for Public Policy Research
BEL Philippe, H.R.H. Prince
PRT Pinho, Manuel Minister of Economy and Innovation
INT Pisani-Ferry, Jean Director, Bruegel
CAN Prichard, J. Robert S. President and CEO, Metrolinx
ITA Prodi, Romano Chairman, Foundation for Worldwide Cooperation
FIN Rajalahti, Hanna Managing Editor, Talouselämä
CAN Reisman, Heather M. Chair and CEO, Indigo Books & Music Inc.
NOR Reiten, Eivind President and CEO, Norsk Hydro ASA
CHE Ringier, Michael Chairman, Ringier AG
USA Rockefeller, David Former Chairman, Chase Manhattan Bank
USA Rubin, Barnett R. Director of Studies and Senior Fellow, Center for International Cooperation, New York University
TUR Sabanci Dinçer, Suzan Chairman, Akbank
CAN Samarasekera, Indira V. President and Vice-Chancellor, University of Alberta
AUT Scholten, Rudolf Member of the Board of Executive Directors, Oesterreichische Kontrollbank AG
USA Sheeran, Josette Executive Director, UN World Food Programme
ITA Siniscalco, Domenico Vice Chairman, Morgan Stanley International
ESP Solbes, Pedro Vice-President of Spanish Government; Minister of Economy and Finance
ESP Sophia, H.M. the Queen of Spain
USA Steinberg, James B. Deputy Secretary of State
INT Stigson, Bjorn President, World Business Council for Sustainable Development
GRC Stournaras, Yannis Research Director, Foundation for Economic and Industrial Research (IOBE)
IRL Sutherland, Peter D. Chairman, BP plc and Chairman, Goldman Sachs International
INT Tanaka, Nobuo Executive Director, IEA
GBR Taylor, J. Martin Chairman, Syngenta International AG
USA Thiel, Peter A. President, Clarium Capital Management, LLC
DNK Thorning-Schmidt, Helle Leader ofThe Social Democratic Party
DNK Thune Andersen, Thomas Partner and CEO, Maersk Oil
AUT Treichl, Andreas Chairman and CEO, Erste Group Bank AG
INT Trichet, Jean-Claude President, European Central Bank
GRC Tsoukalis, Loukas President of the Hellenic Foundation for European and Foreign Policy (ELlAMEP)
TUR Ugur, Agah CEO, Borusan Holding
FIN Vanhanen, Matti Prime Minister
CHE Vasella, Daniel L. Chairman and CEO, Novartis AG
NLD Veer, Jeroen van der Chief Executive, Royal Dutch Shell plc
USA Volcker, Paul A. Chairman, Economic Recovery Advisory Board
SWE Wallenberg, Jacob Chairman, Investor AB
SWE Wallenberg, Marcus Chairman, SEB
NLD Wellink, Nout President, De Nederlandsche Bank
NLD Wijers, Hans Chairman, AkzoNobel NV
GBR Wolf, Martin H. Associate Editor & Chief Economics Commentator, The Financial Times
USA Wolfensohn, James D. Chairman, Wolfensohn & Company, LLC
USA Wolfowitz, Paul Visiting Scholar, American Enterprise Institute for Public Policy Research
INT Zoellick, Robert B. President, The World Bank Group
GBR Bredow, Vendeline von Business Correspondent, The Economist (Rapporteur)
GBR McBride, Edward Business Editor, The Economist (Rapporteur)

Il libro nero delle corporazioni

Dietro a ciò che definiamo governo nazionale, vi sono gruppi, chiamati multinazionali che portano denaro e ricchezze sfruttando l’ambiente, le persone povere e i paesi del terzo mondo. La multinazionale possiede una propria personalità giuridica e l’unico scopo è quello di accrescere sempre più il proprio capitale. Le multinazionali, ricattano gli Stati per far valere i propri interessi, puoi essere in U.s.a. puoi essere in Uganda, il capo di stato di turno dovrà per forza accettare i voleri di queste, altrimenti rischierebbe di essere tolto di torno.

La multinazionale si stabilisce in un paese povero garantendo di poter far crescere la città o il paese in cui si è insediata.  Effettivamente le condizioni di vita “salgono”, ma appena si fa strada una occasione di sfruttamento più economica, abbandonano il paese su cui si erano insediate lasciando in una povertà ancora più grande le persone e l’ambiente.

Così in uno stato  ricco la multinazionale farà pressioni sui governi, con appoggi finanziari, per facilitare l’approvazione di leggi che le permettano un maggior profitto.

Queste che elencherò sono la rosa delle multinazionali peggiori al mondo:

La Nestlé è stata  ripetutamente criticata e ampiamente boicottata da un gran numero
di paesi a causa della  violazione dei codici internazionali in materia di
commercializzazione di prodotti lattiero-caseari per i bambini
. Nestlé detiene circa il 50% del mercato del latte materno mondiale  e viene boicottata per le continue
violazioni del codice in materia di commercializzazione dei sostituti del latte materno dell OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), Codice in materia di
commercializzazione dei sostituti del latte materno.

Nestlé incoraggia  principalmente l’uso dei biberon dando via
campioni di latte gratuito per bambini agli ospedali, o si dimentica di raccogliere i pagamenti. La Nestlé
è stata criticata per disinformare mamme e operatori sanitari in
materiale promozionale. Nestlé postula che le madri malnutrite, le
mamme di gemelli e di bambini prematuri non sono in grado di allattare al seno, nonostante
organizzazioni sanitarie sostengono che non ci siano prove a sostegno di questa affermazione.

Prove di pubblicità diretta alle madri è stato trovato in oltre venti
paesi come il Sudafrica e la Thailandia. Le istruzioni e
le avvertenze sulle confezioni spesso sono assenti, non esposte in maniera visibile
o in un linguaggio inappropriato. Tutte queste azioni violano direttamente
il Codice che disciplina la commercializzazione di formule latte per l’infanzia.

Anche nel Regno Unito, i bambini allattati artificialmente hanno fino a dieci volte più probabilità di
sviluppare infezioni intestinali, ma nel Terzo Mondo, dove l’acqua pulita
è probabile sia assente, le madri potrebbero essere analfabete senza assistenza sanitaria e con poche informazioni, qui il biberon può essere più pericoloso.
Questo può portare a una situazione in cui i bambini risultano vulnerabili alla
dissenteria, alla malnutrizione e purtroppo vanno incontro spesso a morte
, e Nestlé così è in grado di mantenere la sua
quota di mercato stimata  a 4 miliardi dollari nel settore del latte per bambini.

Oltre 3000 bambini muoiono ogni giorno di malattie derivanti dall’uso di bottiglie (OMS).

Nestle  è stata recentemente criticata da Oxfam per il perseguimento contro il Governo Etiope per 6 milioni di dollari mentre il paese cerca di affrontare una carestia
che interessa 11 milioni di persone
. L’importo era così grande, perché fu
richiesto in dollari statunitensi non in valuta locale al tasso attuale di
scambio ma a quello del 1975. Nestlé neppure possedeva la  società quando la
fabbrica è stata nazionalizzata. Nestlé ha finalmente accettato  1,51 milioni dollari
offerti dal governo il 23/1/3 grazie alla campagna condotta da Oxfam
che ha fatto intravedere problemi futuri nelle pubbliche relazioni.

I lavoratori in un impianto di produzione della Nestlé in Caçapava, sono entrati in
sciopero nel 1989, lamentandosi delle cattive condizioni di lavoro,
discriminazione contro le donne, la mancanza di indumenti protettivi e per le inadeguate
condizioni di sicurezza. Entro due mesi dall’inizio dello sciopero la
società aveva già licenziato una quarantina dei suoi lavoratori, tra cui la maggior parte degli organizzatori dello sciopero.

Nestlè ha filiali in alcuni dei regimi più repressivi del
mondo, tra cui Cina, Colombia, Egitto, El Salvador, Guatemala, India,
Indonesia, Kenya, Libano, Messico, Papua Nuova Guinea, Filippine,
Senegal, Sri Lanka e Turchia. La società ha anche filiali in Sud
Africa che erano di sua proprietà nel corso dell’anno dell’Apartheid. L’Oreal (società madre
– Nestlé) ha filiali in Perù e Marocco.

Alias – Prodotti di proprietà Nestlè: L’Oreal, Croce e Blackwell, Branston, sci, Munch Bunch, Buitoni, Vittel, Perrier, Herta, Purina, Allenis, Maggi, Pietro, Milo, Garofano, Traiteur Blend, GoDog, Lean Cucina, Sunshine, Rowntrees, l’alito fresco, Quik Eze, Scanlens, Nesquik, Vitari, Nescafe, GoPet, International arrosto, Medallion, papà Guiseppi, il burro cacao, Dermoplast, Mighty Dog, e un numero spaventoso di tavolette di cioccolata.

L’organizzazione internazionale per il lavoro con sede negli Usa, e la United Steelworkers USA hanno  intentato una causa contro la Coca-Cola, accusando il suo impianto in Colombia di utilizzare paramilitari per reprimere le attività sindacali. Nel caso ancora irrisolto, Coca-Cola ha detto che non poteva essere ritenuta responsabile in quanto le strutture non erano direttamente sotto il suo controllo.Il verbale presentato a Miami nel 2001, ha affermato che la compagnia “mantiene relazioni aperte con gli squadroni della morte come parte di un programma per intimidire i leader sindacali. ”

La corporazione influenza, secondo un contratto stipulato nel 1997, la scuola di Colorado Springs che riceverà 8,4 milioni dollari in dieci anni in cambio del consumo di 70.000 casse di  Coca-Cola l’anno. La società ha invitato gli amministratori scolastici ad aumentare le vendite dei prodotti Coca Cola, consentendo un accesso migliore e illimitato alle macchinette e consentendo agli studenti di bere in classe. La società ha detto che prevede di diffondere questo modello in tutta l’America. Il Regno Unito sarà il prossimo?

Nel novembre 2000, Coca-Cola ha risolto una class-action pagando una multa record di 192,5 milioni dollari. La società è stata accusata di discriminazione razziale, negando agli afroamericani una retribuzione adeguata, le promozioni e i premi di produzione. La querela è stata presentata da quattro dipendenti ex e attuali, che vanno da una guardia di sicurezza a un ex dirigente, a nome di ben 2.000 dipendenti neri che attualmente lavorano o che hanno avuto posizioni di lavoro subordinato nella Coca-Cola negli Stati Uniti dall’ Aprile 1985 . I 4 che hanno fatto ricorso hanno sostenuto che  Coca-Cola pagava un dipendente medio nero quasi 27 mila dollari in meno rispetto ad un dipendente medio bianco e limitava le  possibilità dei lavoratori neri di ricevere promozioni.

La stragrande maggioranza dei lavoratori  di McDonald’s non ha un impiego a tempo pieno, non hanno alcun beneficio, non hanno alcun controllo o saranno costretti ad andarsene dopo pochi mesi. I posti di lavoro della Mc Donald’s sono appositamente de-qualificati, in modo che la multinazionale sia in grado di assumere lavoratori con un salario minimo e facilmente intercambiabili. Un terzo dei lavoratori dei fast food non parla inglese. McDonald’s e altre catene puntano ad automatismi che non richiedono alcuna formazione e ce la hanno quasi fatta. Tuttavia, essi combattono duramente per mantenere centinaia di milioni di dollari di sovvenzioni pubbliche per la “formazione” dei lavoratori. Il fatturato è del 300-400% all’anno.

Nessun operaio fa parte di un gruppo sindacale. Un solo ristorante è stato sindacalizzato di recente è stato nel 1997 a Montreal. Il ristorante è stato chiuso poco prima che l’unione fosse stata certificata.

Nel caso McLibel del 1990, la McDonald’s è stata giudicata colpevole di  sfruttare “bambini”,  “responsabiltà per crudeltà sugli animali”, e  “pubblicità, promozioni e opuscoli che hanno ingannato sui valori nutrizionali”. Il registro del lavoro,  delle condizioni di lavoro, del sindacato e della retribuzione è stato pesantemente criticato.

Il più grande venditore di Coca-Cola è McDonald’s. Gli americani bevono da soli 56 litri di soda all’anno. Coca Cola vuole aumentare il consumo dei propri prodotti del 25%  in più l’ anno, concentrandosi più sui bambini in quanto il mercato adulto è stagnante.

Ogni volta che si mangia un hamburger, si sta mangiando steroidi anabolizzanti, antibiotici, e feci.

Il bestiame è nutrito anche a brandelli di imballaggio, scatole di cartone,  cemento e segatura per aumentarne il peso.

Il bestiame che serve per la produzione di hamburger beve acqua sporca e si nutre di rifiuti alimentari e di alimenti marci.Fino al 1997, sono stati alimentati con milioni di cani e gatti morti acquistati da ricoveri per animali.Continuano a mangiare  suini morti, cavalli e pollame. (E i polli sono nutriti con i bovini morti).

I bovini sono anche alimentati con il letame di pollo, che può contenere la tenia, Giardia, residui di antibiotici, arsenico e metalli pesanti. La relazione degli ispettori federali è stata che gli animali sono visibilmente malati, bovini infettati con il morbillo, la tenia, e coperti di ascessi vengono macellati e trasformati in carne.

Un quarto delle vacche da latte bovino macellato è logoro, gli animali sono macellati con malattie, tumori, e residui di antibiotici. McDonald’s utilizza molto le vacche da latte vecchie perché sono meno grasse, meno costose e consente loro di dire che tutta la loro carne proviene dagli Stati Uniti.


Durante il boicottaggio del Sudafrica negli anni dell’apartheid, Procter &
Gamble ha mantenuto la sua licenza per vendere. Procter & Gamble oggi
opera nei nuovi regimi oppressivi; Brasile, Cina, Colombia,
Egitto, India, Indonesia, Kenya, Libano, Messico, Marocco, Perù,
Filippine e la Turchia.

Alla fine del 1991 la società è stata criticata per continuare ad inquinare
il fiume Fenholloway con fino a 50 milioni di galloni di acque inquinate ogni
giorno
dal suo impianto di cellulosa in Florida. I pesci nel fiume venivano
contaminati dalla diossina, e i pozzi d’acqua in prossimità del fiume risultavano inutilizzabili . Sorprendentemente, tutto questo inquinamento è nei limiti legali, ma
funzionari statali si dicono pronti a revisione il permesso della P & G.

Sono stati spesso accusati di inutili test sugli animali. Il numero totale degli animili usati per i testi della P & G sono 50.000.

Alias prodotti di propietà P&G – Max Factor, Clarion, Colorfast, Cover Girl, Mary Quant, Maxi, Outdoor Girl, luvs (pannolini), Pampers, passo dopo passo, sempre, Head & Shoulders, Vidal Sassoon, Clearsil, Fairy, Zest, Crest, Ariel , Grassetto, Daz, Dreft, Fata, Marea, Bounce, roverelle, Cheer, Dash, Era, Gain, Neve d’Avorio, Oxydol, Marea. Fata, Head & Shoulders, avorio, Pantene, Pert Plus, Prell, Vidal Sassoon, (range Vicks) Chloraseptic, pastiglie per la tosse, DayQuil, inalatore, NyQuil, Sinex, Vaporub, VapoSteam, Vicks 44, Vitamina C Drops.

Unilever è una società anglo-olandese con filiali in molti paesi con regimi repressivi, per esempio il Sud Africa, Brasile, Colombia, Egitto, El Salvador, Guatemala, Honduras, India, Indonesia, Kenya, Messico, Marocco, Perù, Filippine, Senegal , Sri Lanka, Turchia e Uganda. Sono stati criticati per il trattamento repressivo dei lavoratori, e gran parte dei profitti di Unilever provengono da commerci svantaggiosi per le nazioni che possiedono le materie prime  (tè, caffè e oli vegetali).

Sono ovviamente i produttori di un enorme quantità di saponi e detergenti, e sono stati ritenuti responsabili per una serie di gravi casi di inquinamento delle acque. Ad esempio, nel 1990, la Crosfield che produce prodotti chimici, è stata multata dopo aver rilasciato cinquanta tonnelate di acido solforico concentrato nei sistemi di depurazione a Warrington. Inoltre, nel 1991, l’ente scozzese per la purezza dei fiumi aveva accertato che la società aveva superato il suo limite di scarico di tre o più volte, la società è stata condanna per reati di inquinamento delle acque.

Sono stati criticati per inutili sperimentazioni di cosmetici sugli animali e accusati di fare disinformazione per quanto riguarda la loro posizione sul tema della manipolazione genetica, dicendo che le società ‘ha un’opinione positiva sull’ingegneria genetica’. L’azienda, infatti, non ha una linea unitaria sull’ ingegneria genetica, ma si attiene alle regole del paese, ad esempio Unilever Germania non utilizza tecniche di ingegneria genetica sui prodotti, mentre in altri, dove è possibile, si.

Furono accusati di marketing pubblicitario fraudolento dopo l’offerta gratuita di multivitaminici (tra cui la vitamina A) con i kit di gravidanza, dopo che il Dipartimento della Sanità consigliò alle donne in gravidanza di evitare di prendere integratori dietetici contenenti vitamina A a causa del rischio di difetti alla nascita.

Alias prodotti di proprietà – Colomba, tè Lyptons, Bertolli, Hellmann’s, Knorr, Rag, Birds Eye, Findus, Solero Magnum, Domestos, Cif, Comfort, Impulse, Organics, Sunsilk, Lux, Slim, Signal, Calvin Klein.

Wal-Mart è una società che genera un fatturato di 138 miliardi dollari, il che la rende la più grande multinazionale di vendita al dettaglio al mondo. Wal-Mart è stata accusata di distruggere le economie dei piccoli centri negli Stati Uniti, di abusare dei diritti dei suoi lavoratori nei paesi in via di sviluppo e con campagne pubblicitarie mirate, colpire il pubblico impressionabile di adolescenti americani. L’azienda è il più grande datore di lavoro negli Stati Uniti ed è stato spesso accusato di violare i diritti internazionali del lavoro.

Hanno raggiunto la saturazione del mercato in Nord America e possono solo espandere il loro impero, spostandosi verso l’Europa e gli altri “nuovi” mercati. Nel giugno 1999 hanno comprato Asda (che era la terza più grande catena di supermercati del Regno Unito) per £ 6,7 miliardi.Purtroppo la catena Asda è stata un membro della Ethical Trading Initiative, ma sarà ora Wal Mart il canale con cui verrano venduti i suoi prodotti. Il codice della Wal-Mart permette di utilizzare prodotti realizzati da bambini di 14 o 15, ma “preferisce” che lavorino non più di sessanta ore alla settimana.

Wal-Mart, come big del suo settore negli degli Stati Uniti, è anche il più grande venditore di armi. Gli attivisti per leggi più severe sul controllo delle armi accusano Wal-Mart di essere irresponsabile nella vendita delle armi da fuoco e di essere troppo lassista nel vendere armi agli adolescenti.Quando la rock star Sheryl Crow aveva accennato a questo su un disco recente, Wal-Mart magnanimamente ha vietato la loro vendita in 2.500 punti vendita.

E’ stata anche accusata di aver tentato di profanare tombe antiche. Wal-Mart vuole costruire un supermercato sulla cima di un cimitero dei nativi americani in Tennessee. I nativi americani ‘discendenti sono naturalmente furiosi per il piano.

Si tratta di una delle 17 società che deve far fronte ad una azione legale di £ 660.000.000 nei tribunali degli Stati Uniti proposto dai produttori di abbigliamento nel protettorato americano del Pacifico di Saipan. Essi sostengono di aver subito percosse, aborti forzati e quartieri infestati da parassiti al servizio del fornitore di Wal-Mart. Wal-Mart nega l’addebito. Un altro dibattito per la Wal-Mart ci fu con la celebrità Kathy Lee Gifford che decise di  togliere il suo nome da una serie di abiti Wal-Mart, quando gli attivisti del lavoro americano scoprirono che i capi furono preparati in Honduras da bambini sfruttati.

Wal-Mart ha da tempo perseguito una politica di ricerca dei piccoli centri urbani negli U.s.a. Sono in grado di creare monopoli con l’introduzione di prezzi artificialmente bassi che mettono la concorrenza fuori dal mercato e questo li lascia liberi di aumentare il prezzo di nuovo. Nonostante l’aria familiare e l’immagine della famiglia che hanno tanto sudato per ottenere, Wal Mart è in realtà un colosso senza volto, una organizzazione che sostituisce sistematicamente le piccole imprese a livello locale. I posti di lavoro “creati” da Wal-Mart pagano salario minimo e gli utili vengono inviati altrove, impoverendo l’economia locale.

Bacardi gioca sulle sue radici cubane, fuorviano i bevitori a credere che Bacardi abbia qualche tipo di collegamento con l’isola. La triste verità è che l’impero Bacardi:

1) Ha base nelle Bahamas

2) ha rotto tutti i legami con Cuba dopo che il movimento di guerriglia popolare guidata da Fidel Castro e “Che” Guevara ha portato alla Rivoluzione del 1959 che ha eliminato la dittatura di Batista.

3) Dopo la rivoluzione, ha sostenuto illegali e violenti tentativi di minare la Rivoluzione cubana, compresi i finanziamenti della Fondazione Nazionale Cubano-Americana  (FNCA), una organizzazione di destra  anti-castrista di Miami, che è stato responsabile di sistematici atti di terrorismo contro Cuba.

4) Gli avvocati di Bacardi hanno anche aiutato gli Stati Uniti in un progetto di legge l’ Helms-Burton, che estende il blocco degli Stati Uniti a Cuba ai paesi terzi, in violazione del diritto commerciale internazionale. Il senatore americano William Dengue ha detto che la legge dovrebbe essere rinominata “legge Helms-Bacardí Protection Act”. Il blocco impedisce la vendita di prodotti alimentari, medicinali e altri generi di prima necessità a Cuba e minaccia altri paesi (tra cui Gran Bretagna). È stato stimato che il blocco è costato a Cuba più di $ 40 miliardi di perdite in produzione e nel commercio.

5) Ogni anno il blocco degli Stati Uniti è condannato massicciamente dalle Nazioni Unite che è all’ origine di gravi carenze e sofferenze tra la popolazione cubana. L’Associazione Americana per la sanità mondiale (AAWH) ha riportato che dal 1997  il blocco degli Stati Uniti sta contribuendo alla malnutrizione e della scarsa qualità dell’acqua a Cuba e che Cuba sono negati l’accesso ai farmaci e alle attrezzature mediche che stanno causando ai pazienti, compresi i bambini,sofferenze  inutili e morti inutili. L’ AAWH ha concluso che una catastrofe umanitaria è stata evitata solo perché il governo cubano ha mantenuto la priorità per un sistema progettato per fornire cure primarie e la prevenzione a tutti i suoi cittadini.


6) Nel 1996, la Bacardi ha iniziato a commercializzare illegalmente proprio l’ Havana Club .Pernod Ricard fu citato in giudizio. Ma, grazie alla sezione 211 di un articolo (aggiunta al bilancio degli Stati Uniti dopo una frenetica attività da parte degli avvocati della lobby) la Bacardi vinto. La sezione 211 stabilisce arbitrariamente che nessun tribunale negli Stati Uniti può riconoscere o in qualsiasi modo convalidare lamentele per quanto riguarda i marchi e i nomi commerciali relativi alla proprietà “confiscate” al governo cubano. La sezione 211 viola i diritti sul commercio, e Pernod Ricard sta affromtamdo il caso imputato però, dall’ Organizzazione mondiale del commercio.

ExxonMobil (Esso) ha aumentato le sue emissioni di gas serra dopo che gli Stati Uniti hanno rifiutato di ratificare l’accordo di  Kyoto. Esso produce più di due volte l’inquinamento di CO2 di paesi come la Norvegia.

L’anno scorso le loro emissioni di CO2 sono aumentate del 2% a 135.6m tonnellate, e gli utili sono saliti a 17 miliardi (£ 9,4 miliardi), il più grande risultato nel mondo aziendale. Le loro emissioni sono più del 50% superiori a quelli della BP, ma la loro produzione è solo leggermente più grande.

BP – 83.3m tonnellate di gas serra per 3,8 milioni di barili di petrolio e di gas al giorno
Exxon – 135.6m tonnellate per 4,4 milioni di barili al giorno

Alcuni esperti (ad esempio il Climate Mitigation Service del Colorado) hanno dichiarato che le cifre della Exxon sono sottostimate, e il totale reale è più vicino alle 379 mila tonnellate.

Exxon ha ammesso di non avere obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2, anche se ha insistito che si trattava di lavorare sodo sull’ “efficienza energetica” per ovviamente i guadagni.
“Come molte altre società, non crediamo che Kyoto sia l’approccio giusto. Abbiamo paura che ciò richieda grandissimi sforzi economici al mondo sviluppato mentre i paesi in via di sviluppo che sfrutteranno le risorse maggiormente, non veranno colpite molto da questo accordo.
Tuttavia, questo non spiega perché siano così tanto peggio rispetto altre aziende. Una ragione è che bruciano gas in Nigeria. Questo è quello che avviene quando il gas naturale viene portato fuori dal terreno con l’olio, ma viene immediatamente bruciato. La società ammette di bruciare quasi 600 metri cubi di gas nel 2003 (da 450 nel 2002).

“Arde [in Nigeria]  la principale fonte di produzione di gas serra nell’Africa sub-sahariana. Si tratta di una violazione dei diritti umani e qualcosa che non è consentito in questo paese (Stati Uniti),”

Exxon dice che comincerà a eliminare questi gas partire dal 2006. Sostengono che questo progetto è più avanti degli ultimi obiettivi che ha il governo nigeriano su questa tematica.

Il 10 novembre 1995, dopo 17 mesi in carcere e un processo che è stato universalmente condannato come un falso, Ken Saro-Wiwa e otto altri attivisti Ogoni sono stati impiccati a Port Harcourt, in Nigeria. Il loro unico crimine è stato il loro successo nel portare alla luce il ruolo della Shell Petroleum Company nel distruggere la loro terra, la loro società, e il loro popolo.

Le operazioni della Shell in Nigeria hanno portato a livelli di inquinamento che sono 700 volte superiori a quelli consentiti in Europa. Dei livelli di inquinamento da idrocarburi in acqua potabile sono stati 360 volte superiore rispetto alle norme europee. Nonostante le ripetute smentite categoriche, Shell  a malincuore ammette sia di pagare le armi ai militari sia di importarle. Due degli accusatori al processo Saro-Wiwa hanno poi firmato una dichiarazione sotto giuramento, e risultava che erano stati corrotti dai militari nigeriani e da Shell per testimoniare contro Saro-Wiwa.

Shell ha fatto anche pressioni nella comunità autoctona U’wa della Colombia, al fine di sfruttare l’enorme provincia petrolifera di Samore lì. Il rischio ambientale è enorme. Alla stazione di servizio Cano Limon che opera nelle vicinanze della Colombia, sono stati riversati circa 1,5 milioni di barili di greggio nella foresta pluviale nel corso dell’ultimo decennio (Exxon Valdez da sola 36.000 barili). Molto di questo è dovuto al sabotaggio da parte dei guerriglieri, che rappresentano un altra grave minaccia per l’U’wa. In risposta Shell ha pagato una tassa di guerra di 1 dollaro al barile – US $ 180.000 al giorno – perchè l’esercito colombiano protegga le loro installazioni a Cano Limon. L’esercito colombiano è conosciuto per le sue violazioni dei diritti umani, e la militarizzazione del territorio U’wa introdurrà violenza organizzata nella zona.

Shell in Perù ruppe dopo neanche un anno le promesse di rispettare i diritti indigeni, di consultarsi con le comunità, e  l’operare ai più alti standard ambientali. Entro un mese, l’azienda avviò la perforazione all’interno di una riserva di nomadi Nahua e popoli Kugapakori. A metà degli anni 80 durante le prime attività esplorative della Shell, decine di Nahua sono morti dopo essere stati esposti a malattie sconosciute. In altre zone nel corso della loro concessione in Perù, la multinazionale ha cominciato le operazioni prima di consultare le comunità interessate. Infine, la Shell ha già iniziato a gettare acque tossiche in Amazzonia.

Clero: Lasciate che i bambini vengano a me

Vi è qualcosa di assolutamente psicotico nel fare il prete. La fede assoluta in credenze sbagliate può portare solo disperazione e perversione…ecco i risultati:

Il caso Bertagna

Don Pierangelo Bertagna, è l’ex abate dell’abbazia di Farneta, nel comune di Cortona (AR).

L’11 luglio 2005 il sacerdote, 44 anni, viene arrestato a seguito della denuncia di un bambino tredicenne. Nei giorni successivi don Bertagna confessa di aver abusato di 38 bambini in tutta Italia. Diventato sacerdote a 39 anni, confessa abusi dal 1988, quando non era ancora entrato in seminario, compiuti ai danni di bambini e ragazzini dagli 8 ai 15 anni.

Ordinato sacerdote nel 2000 dal vescovo di Arezzo Gualtiero Bassetti, per tre anni presta la sua opera nell’abbazia di Farneta, a cui viene messo a capo nel 2003. Don Bertagna si ispira alle ritualità dell’associazione cattolica dei Ricostruttori nella preghiera, che conducono una vita ascetica con influenze new age e attirano a loro i nostalgici del ’68.Nella confessione don Bertagna ammette che le violenze sono iniziate dapprima nella sua zona di origine, la Lombardia e il Bresciano, poi tra i Ricostruttori nella preghiera, di cui faceva parte, poi nel seminario e infine nell’abbazia di Farneta. Nel corso degli interrogatori don Bertagna confessa che i Ricostruttori nella preghiera e in particolare padre Vittorio Cappelletto, ottuagenario e carismatico gesuita a capo dell’associazione. Padre Cappelletto ha sempre smentito di essere a conoscenza delle tendenze pedofile di don Bertagna.

A seguito dell’arresto il vescovo di Arezzo sospende “a divinis” don Bertagna e trasferito nell’eremo di Valdichiana aretina, dove attende il processo. È stato condannato a otto anni di carcere nel giugno 2007 per 16 dei 38 abusi confessati.

Il caso Marchese

Ha destato particolare clamore il caso di Marco Marchese (minorenne all’epoca dei fatti), un ex seminarista che ha denunciato abusi nei suoi confronti da parte di don Bruno Puleo ; il parroco ha poi patteggiato l’accusa dichiarandosi colpevole . Marchese ha chiesto un risarcimento di 65.000 euro alla Curia di Agrigento, ma il vescovo, Carmelo Ferraro, ha risposto con una richiesta di 200.000 euro per danni di immagini alla Chiesa. Il fatto è stato reso noto attraverso la trasmissione televisiva Mi manda Raitre .

Questo caso ha assunto particolare rilevanza anche perché:

  • la vittima è stata invitata a rimanere in silenzio e non rivelare l’accaduto;
  • alla vittima è stato chiesto di perdonare chi ha perpetrato gli abusi;
  • il sacerdote colpevole degli abusi, ha subito come punizione da parte delle istituzioni ecclesiastiche il solo trasferimento in altra località, nella quale, in seguito, è stato accusato di ulteriori abusi sessuali nei confronti di minorenni.

Marco Marchese ha fondato un’associazione contro la pedofilia.

Il caso don Cantini

L’ex priore della parrocchia Regina della pace di Firenze, don Lelio Cantini, 85 anni, fu accusato nel 2004 da una ventina di fedeli e, successivamente, da alcuni sacerdoti di violenze sessuali, psicologiche e plagio con una missiva inviata alla Curia di Firenze.

La lettera fu inviata al vescovo ausiliare di Firenze mons. Claudio Maniago, già discepolo di don Cantini. Secondo gliautori della missiva don Cantini si sarebbe anche fatto consegnare denaro e beni dai suoi parrocchiani, risorse con le quali sarebbero stati ristrutturati la parrocchia di Regina della Pace e la canonica di Mucciano utilizzata per villeggiature e campi estivi.

Nell’ambito delle vicende di abusi sessuali denunciati dagli autori della denuncia, questi sostennero che all’interno delle «farneticanti visioni del futuro» don Cantini aveva costruito un «oscuro progetto» di costruzione di una «vera Chiesa contrapposta a quella di fuori corrotta e incapace», rappresentava «il primo», il «predestinato» del gruppo di giovani «eletti» da avviare al sacerdozio perché andassero poi a costituire il futuro clero della nuova Chiesa.

Una successiva missiva del 29 gennaio 2006 fu consegnata al card. Antonelli, in cui gli autori chiesero “un segno inequivocabile e definitivo“. Successivamente si rivolsero alla Santa Sede in due lettere del 20 marzo e 7 aprile 2007, con cui lamentarono “la mancanza di una chiara e decisa presa di posizione da parte del vescovo“. Una successiva missiva alla Santa Sede fu inviata il 13 ottobre 2006 da alcuni preti, venuti a conoscenza della vicenda . Alle lettere rispose il cardinale Camillo Ruini, ricordando alle vittime che don Cantini dal 31 marzo 2007 lasciò la Diocesi e augurandosi che ciò “infonda serenità nei fedeli coinvolti a vario titolo nei fatti” .

Il 2 aprile 2007 l’arcivescovo di Firenze Ennio Antonelli e il suo ausiliare Maniago furono ricevuti in Vaticano da Benedetto XVI proprio per affrontare la vicenda. Fu avviato un procedimento canonico .

A seguito dello scoppio dello scandalo, nell’aprile 2007, il card. Antonelli dichiarò che don Cantini è colpevole dei delittuosi abusi sessuali atribuitigli dal 1973 al 1987, nonché di falso misticismo di controllo e dominio delle coscienze  . Gli fu proibito per cinque anni di confessare, celebrare la messa in pubblico, assumere incarichi ecclesiastici. Gli fu ordinato di fare un’offerta caritativa e recitare ogni giorno il Salmo 51 o le litanie della Madonna .

Della vicenda si interessa la trasmissione televisiva Annozero del 31 maggo 2007 in cui due vittime raccontano alcuni dettagli degli abusi subiti da bambini.

Nel marzo 2008 si ha notizia dell’apertura di una inchiesta penale nei confronti di don Cantini. Gli inquirenti si sono soffermati sia sulle accuse di abusi sessuali sia sugli aspetti patrimoniali

Sex Crimes And Vaticans

Questo video è un documentario della BBC trasmesso all’interno dello show investigativo “Panorama” nel 2006. In Italia non è mai andato in onda. Chiama in causa anche Joseph Ratzinger, ora Benedetto XVI, accusato (quando era cardinale) di aver coperto i preti pedofilitramite l’applicazione del Crimen sollicitationis. La Chiesa ha ovviamente risposto che si tratta di falsità (ma quando mai), accusando la BBC di distorcere la realtà.

Crimen Sollecitationis

Voglio una spiegazione del Crimen Sollicitationis, il documento segreto emesso dal Santo ufficio del Vaticano nel 1962 che fornisce istruzioni ai vescovi su come trattare i casi di sacerdoti accusati di usare la segretezza del confessionale per fare avances sessuali ai penitenti e su come porsi di fronte a crimini come il coinvolgimento di un prete in rapporti sessuali con un animale, un bambino o un uomo.
Voglio una spiegazione da Papa Benedetto XVI, Joseph Ratzinger, garante dell’applicazione del Crimen Sollicitationis e responsabile della direttiva con la quale gli scandali di abusi sessuali di uomini di chiesa sono stati messi a tacere e i preti protetti e nascosti alle autorità.
Voglio una spiegazione dalla massima autorità religiosa e morale delle Cristianità riguardo a qualcosa che contraddice tutti i valori di giustizia che sono alla base del Cristianesimo.
Voglio una spiegazione in quanto credente, laico, ateo, agnostico, non cristiano. Voglio una spiegazione in quanto uomo e donna.

Le Iene in Italia

Censura anno:101….2010…Si impara dal passato giusto?

Cancella i fiori della mente umana e presto ti ritroverai nel deserto dell'ignoranza

Cancella i fiori della mente umana e presto ti ritroverai nel deserto dell’ignoranza.

L’Italia censura la diffusione di video in internet . Un decreto impone ormai un’autorizzazione per poter diffondere dei filmati sulla rete. L’opposizione critica un attacco alla libertà d’espressione. In Italia i video su internet hanno i minuti contati. Secondo un decreto adotatto dal Parlamento italiano e che entrerà in vigore il prossimo 27 gennaio, al fine di “diffondere e distribuire su internet immagini animate, accompagnate o meno dal sonoro”, è ormai obbligatoria un’autorizzazione rilasciata dal ministero italiano delle Comunicazioni. “La legge assoggetta la trasmissione di immagini sulla rete alle stesse regole caratteristiche della televisione, che richiedono ad ogni diffusione un’autorizzazione preliminare rilasciata dal ministero delle Comunicazioni, è una limitazione incredibile al modo di funzionamento di internet”, ha ricordato sul suo blog Paolo Gentiloni, ex ministro delle Comunicazioni e membro dell’opposizione. “Tale decreto è un vero e proprio scandalo”, ha aggiunto. Siti di condivisione di video, come YouTube, saranno sottoposti agli stessi obblighi a cui è sottoposta la RAI. “L’applicazione di una direttiva europea” La legge è già largamente condannata dall’opposizione, da differenti associazioni così come da aziende del digitale, che parlano di un attacco alla libertà d’espressione. Il viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, insiste sul fatto che “questa legge non è altro che l’applicazione della direttiva europea 2007/65/CE Per Nicola D’Angelo, commissario dell’autorità delle Comunicazioni, tale legislazione è contraria allo spirito della direttiva europea. L’Italia diviene “l’unico paese occidentale nel quale è necessaria un’autorizzazione preliminare del governo prima di utilizzare questo genere di servizi”, aggiunge. “Questo aspetto costituisce un rischio per la democrazia.” Dal canto suo, l’associazione per la difesa della libertà d’espressione Articolo 21 denuncia delle “restrizioni” che “impediranno la testimonianza della vita degli italiani sotto forma d’immagini animate su internet.” Paolo Romani si difende: “Il decreto non intende censurare l’informazione sulla rete, e ancora meno influire sulla possibilità d’esprimere le proprie idee ed opinioni attraverso blog, reti sociali.”  Altri puntano sul conflitto d’interessi di fronte a cui si trova Silvio Berlusconi, primo ministro italiano e proprietario della rete televisiva Mediaset. In effetti, con questa nuova legge, i siti di condivisione di filmati saranno privati degli estratti di trasmissioni diffuse sui canali del gruppo Mediaset. Mediaset ha accusato YouTube di violazione dei diritti d’autore, citandolo per 500 milioni di euro. Google, proprietario di YouTube, in un’intervista a bloomberg, si è dichiarata “un po’ inqueta” per la nuova legge italiana. Inoltre, il gruppo non ha così più da temere la concorrenza delle televisioni su internet. Per Alessandro Gilioli, giornalista e blogger di L’Espresso, questa legge mira a polverizzare la concorrenza delle TV sulla rete. “È il metodo Berlusconi […] ammazzate i vostri nemici intanto che sono piccoli. Ecco perchè tutti quelli che fanno TV-internet, devono ottenere un’autorizzazione dal Governo e superare una miriade di barriere amministrative”, osserva. In attesa, il decreto deve essere mandato dall’opposizione dinanzi il Consiglio di Stato italiano.

Per approfondimenti sulla censura ai video e facebook:

Tramaci.org