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Ricatto massonico dietro lo scandalo di Murdoch?

Chiaramente, lo scandalo Murdoch nasconde più di quanto si sia mostrato fino ad ora.

Non si chiude un giornale di 167 anni, il più grande settimanale in lingua inglese nel mondo, solo perché alcuni giornalisti sono stati troppo zelanti nella loro ricerca di notizie.

Se il giornale avesse solo violato i telefoni di Milly Dowler e delle famiglie delle vittime dell’11 settembre, dubito che mai saremo arrivati in una situazione simile.

Il giornale ha hackerato i telefoni, i computer, i conti bancari, le registrazioni telefoniche e cliniche di alcuni dei più importanti esponenti degli illuminati conosciuti: dei governatori della Banca d’Inghilterra, della famiglia reale, dei politici e delle loro mogli come Tony Blair, Gordon Brown, Jack Straw, Peter Mandelson e Alastair Campbell.

(sopra, l’ex commissario della polizia londinese, Sir Paul Stephenson.)

La mia impressione è che, con la collaborazione della polizia, Murdoch e il suo giornale abbiano condotto una operazione di raccolta delle informazioni al fine di ricattare l’élite massonica Inglese così da tenerla entro i ranghi.

L’hacking alle strutture di potere inglesi è conoscenza comune da più di una dozzina di anni, quando il The Guardian espose il fatto nel 1999. Ricordate quando il principe Carlo venne registrato nel 1989 mentre diceva di invidiare il tampone di Camilla? Nulla è stato fatto perché questo era il modo in cui era organizzato il potere.

Nel 2003, l’editrice di News of the World, Rebecca Brooks ammise davanti ad una commissione parlamentare che pagarono la polizia per le informazioni e che hanno intenzione di proseguire. Ormai questo è di dominio pubblico già da tempo!

Ma i tempi stanno cambiando. Qualcosa è andato storto. Forse Murdoch e le sue coorti hanno oltrepassato i loro limiti. Forse hanno iniziato a monitorare le persone sbagliate. Forse hanno fatto il passo più lungo della gamba.

Non so il motivo ma è giunto il momento di spodestare Murdoch e riorganizzare il sistema dei ricatti in Inghilterra.

E’ giunto il momento delle pulizie di stagione in Inghilterra, non solo all’interno di una testata giornalistica, ma anche a Scotland Yard. Resta da vedere quanto profondamente il primo ministro David Cameron sia coinvolto in tutto questo.

Questi sono tempi pericolosi per i collaboratori degli Illuminati. Nessuno è al sicuro dalla demolizione rapida: Dominique Strauss-Khan, Muammar Gheddafi, Hosni Mubarak, e ora anche Rupert Murdoch.

MASSONERIA

I commentatori che lamentano la corruzione dilagante tra gli ufficiali si rifiutano di affrontare la causa. Tutte le nostre istituzioni più importanti sono state infiltrate e sovvertite da una setta satanica, la massoneria.

Questa antica società segreta si dedica a minare le nostre istituzioni e i valori, piegando ogni nazione ad un governo mondiale tirannico controllata dai suoi sponsor, come i Rothschild.

Nel suo libro “La Fratellanza”, Stephen Knight mostrò come i massoni segretamente controllano ogni aspetto della società britannica. Ci sono 500.000 massoni in Inghilterra. Le logge sono associate con ogni governo locale, polizia, banca, unità militare, ospedale, università, chiesa, coorte e, naturalmente, con Westminster. Quello che accade in politica è fondamentalmente una contesa tra membri della stessa loggia per un ufficio e per decidere come attuare l’ordine del giorno massonico. Knight documenta come i massoni gestiscano ogni assunzione ogni promozione e il business. I non massoni vengono constantemente messi in difficoltà. Non è un eufemismo dire che il Regno Unito sia una tirannia massonica.

Date un’occhiata alla foto della ex capo di Scotland Yard Sir Paul Stephenson (sopra.) Si è dimesso perché era implicato nello scandalo. Guardate il simbolo a scacchiera sul suo cappello, indossato da ogni poliziotto britannico. E’ massonico.

Che possibilità ha una società in cui ha la leadership e le forze dell’ordine sono passate al lato oscuro, e la gente è troppo ingenua, docile (e ignorante = n.d.r) per notarlo?

JONATHAN REES

Il mese scorso, il The Guardian riferì che l’investigatore privato Jonathan Rees guadagnò $ 225.000 l’anno facendo il lavoro sporco per Murdoch:

“Anni fa, Jonathan Rees divenne un massone. Secondo i giornalisti e gli investigatori che lavoravano con lui, sfruttò poi il suo legame con le logge per incontrare gli agenti di polizia, adepti alla società segreta, che gli vendettero illegalmente informazioni da lui poi rigirate al Fleet Street.

“Come uno dei mercanti di segreti più prolifici della Gran Bretagna, Rees ampliò la sua rete di fonti reclutando come suo socio in affari Sid Fillery, un sergente detective della Polizia Metropolitana. Fillery aggiunse altri ufficiali alla loro rete. Rees vanta anche tra gli assunti doganieri corrotti , un ispettore corrotto dell’IVA e due impiegati di banca corrotti.

“… Il The Guardian ha confermato che Rees avrebbe rinforzato i suoi contatti ufficiali con i ‘blaggers’ due specialisti che avrebbero telefonato alla DVLA, a banche e a compagnie telefoniche per ingannarle al fine di sottrarre dati personali.

“… Un investigatore che ha lavorato per Rees sostiene di essere stato commissionato anche per mettere in atto alcui furi a danno dei personaggi pubblici per rubare materiale per i giornali. Il Southern Investigations fù implicato nella visione di pratiche burocratiche rubate da parte di un ladro professionista all’avvocato Paddy Ashdown, quando era il leader dei democratici liberali. Il materiale rubato, che finalmente venne ottenuto dal News of the World, registrava Ashdown mentre discuteva le sue paure riguardo al fatto che i giornali avrebbero potuto esporre una relazione con la sua segretaria.

“… Prendendo di mira la Banca d’Inghilterra, Rees credette di aver ottenuto migliaia di sterline penetrando i conti dei mutui (del passato o del presente) del governatore, Eddie George, del suo vice, Mervyn King, che ora è governatore, e di una mezza dozzina di altri membri del comitato di politica monetaria.

“Rees svolse il suo mestiere per anni. La sua carriera come venditore ambulante di pezzi di privacy risale al 1990, quando lavorò lavorato assiduamente per il Daily Mirror, il Sunday Mirror e il News of the World”.

CONCLUSIONE

Ricordate il dottor David Kelly, che venne assassinato nel 2003 per aver rivelato i veri motivi per cui Tony Blair voleva andare a combattere in Iraq?

Ora un altro whistle blower, Sean Hoare, è stato assassinato. Hoare, un ex giornalista di News of the World e amico dell’editore Andy Coulson, ha esposto lo scandalo dell’hacking. Ha inoltre aggiunto “c’è dell’altro … questa volta la cosa non passerà inosservata”.

Temette anche che il “governo” avrebbe cercato di ucciderlo. Dovremmo credere alla polizia quando dicono che la sua morte “non dovrebbe essere tratta con sospetto?”

I giornali britannici di Murdoch rappresentano meno del due per cento dei ricavi della Newscorp. Ovviamente il loro vero scopo era il potere politico, il prestigio e il ricatto.

Stiamo trattando di politica interna massonica, un sistema di ricatti che ha l’intenzione di mantenere l’elite in perfettamente in piedi. Tutto ciò che rimane da capire è la ragione per cui il boss, presumibilmente uno dei Rothschild, abbia staccato la spina, ad uno dei luogotenenti di fiducia, Rupert Murdoch.

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Anonymous: Tocca a Bernanke

Gli hacker del gruppo Anonymous hanno ora messo gli occhi su Ben Bernanke, dopo aver attaccato i server del FMI e prima ancora del Sony Playstation Network.

Gli hacker hanno caricato, ieri, un video messaggio su YouTube dove veniva richiesto a Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve, di dare le dimissioni, tra le altre cose.

Il video inizia con Bernanke, che esprime totale sicurezza nel saper controllare la disparità di reddito negli Stati Uniti.

Il video prosegue (qui parlano gli Anonymous:

“I democratici ci hanno deluso, i repubblicani ci hanno deluso … E’ giunto il momento di arrangiarci… Dobbiamo combattere contro questa classe criminale organizzata … Dobbiamo lanciare la “Empire State Rebellion”. L’operazione avrà inizio il 14 giugno … ”

Gli Anonymus chiesero a Bernanke di dimettersi dalla presidenza già il 12 marzo.


Nell’ultimo video su Youtube del gruppo, si può ascoltare questa dichiarazione: In questa nuova versione del video, “come primo passo,” Anonymous chiede che si attuino proteste pubbliche a partire dal 14 giugno e che esse continuino “fino a quando il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke si dimetterà”. Per portare acqua al loro mulino, hanno presentato una lista delle più recenti e scandalose azioni della Federal Reserve.

Il gruppo ha anche fornito una guida in Google Map delle varie proteste, mirate a “mettere la parola fine alle compagnie finanziarie e ai racket delle lobby* Scorporare la Fed e le banche “troppo grandi per fallire” * Rinforzare la legge RICO contro le classi criminali organizzate* Ordinare a Ben Bernanke le dimissioni. ”

I Dettagli della Flag Day rebellion sono descritte sul sito di Google Map:

In Questo “Flag Day”, Martedì 14 giugno, lanceremo un movimento non violento sociale con questa lista di richieste:

* Fine delle campagne finanziarie e dei racket delle lobby

* Scorporare la Fed e le banche “troppo grandi per fallire”

* Rinforzare la legge RICO contro le classi criminali organizzate

* Ordinare le dimissioni di Ben Bernanke

Il movimento è stato soprannominato, “CTRL + ALT_BERNANKE”.

Ecco il video del messaggio di anonymous:

Il video è stato pubblicato lo stesso giorno in cui “l’attacco hacker al FMI” venne pubblicato sul New York Times. Gli Anonymous avevano precedentemente avvertito che avrebbero attaccato il FMI il 1 giugno. Tuttavia il Fondo monetario internazionale dice che l’hack è avvenuto prima che il capo del FMI, DSK, fosse stato arrestato per tentato stupro il 15 maggio. Chi ha familiarità con la materia dice che un governo straniero fosse dietro l’attacco.

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CableGate: I punti chiave

Afghanistan: Karzai e la corruzione

“Cables” da Karl Eikenberry, ambasciatore statunitense in Afghanistan, rivelano preoccupazione sia da parte degli Stati Uniti che da parte degli altri capi di stato stranieri circa l’idoneità nel governare del presidente Hamid Karzai.

In un “cable” del luglio 2009 pubblicato dal Guardian, il signor Eikenberry descrive Karzai come “un individuo paranoico che non ha familiarità con le basi del “Nation-building” e che è “troppo egocentrico “, egocentrismo che avrebbe fatto perdere lui il favore della comunità internazionale.

Ma viene anche considerato un “politico scaltro che vede se stesso come un eroe nazionalista”.

Diversi funzionari afgani e stranieri reputano Karzai come un “debole” che sta perdendo la sua influenza.

Il Signor Eikenberry scrive anche di una diffusa corruzione tra i funzionari afghani, citando come esempi le grandi quantità di denaro portate fuori dal paese.

In un rapporto dell’ottobre 2009, parla del fratello di Karzai, Ahmad Wali Karzai, definendolo come “palesemente corrotto e un trafficante di stupefacenti”, aggiunge inoltre che la richiesta di finanziamento del capo di stato per progetti su larga scala “deve essere studiata con una sana dose di scetticismo “.

Cina: Missili e Hacking

Nel novembre del 2007, gli Stati Uniti hanno esortato Pechino a fermare la spedizione di componenti per missili balistici della Corea del Nord all’Iran, secondo un “cable” pubblicato dal Guardian.

Le merci venivano spostate attraverso Pechino e Washington ha preteso una “risposta sostanziale” alla loro richiesta.

“Abbiamo valutato che il modo migliore per prevenire queste spedizioni in futuro è che le autorità cinesi prendano provvedimenti … che renderanno l’aeroporto di Pechino un punto per il trasferimento meno ospitale”, afferma il “cable”.

La Cina è stata citata in un altro “cable”, ha riferito il New York Times, riguardo alla preoccupazione per il suo presunto, crescente utilizzo della pirateria informatica su larga scala.

Il “cable” sostiene che la Cina dal 2002 ha assunto una rete di hacker ed esperti di sicurezza privata che sono riusciti ad accedere ai computer del governo degli Stati Uniti, a quelli delle imprese, a quelli degli alleati occidentali e a quelli del Dalai Lama.

Il “cable” cita un “contatto cinese” che ci dice che il governo cinese era il deus ex machina dietro l’hacking dei sistemi informatici di Google del paese, nel mese di gennaio.

Germania: Tecniche di persuasione

Nel 2004, un cittadino tedesco è stato rapito in Macedonia e presumibilmente portato in una prigione segreta della CIA. Gli agenti lo avevano scambiato per un sospetto di al-Qaeda.

Un “cable” del 2007 dall’ambasciata americana a Berlino spiega nel dettaglio gli sforzi compiuti dagli Stati Uniti al fine di convincere la Germania a non emettere mandati di arresto internazionale per gli agenti della CIA coinvolti nella cattura.

In un resoconto di una riunione ad alto livello tra i funzionari statunitensi e tedeschi, i “cables” ci dicono che i diplomatici Usa  “hanno sottolineato che la nostra intenzione non era quella di minacciare la Germania, ma piuttosto di sollecitare il governo tedesco nel pesare attentamente ogni passo in modo da evitare implicazioni che potrebbero danneggiare le relazioni con gli Stati Uniti “

Guantanamo

I “cables” sembrano rivelare le discussioni tra i vari paesi su come quest’ultimi si sarebbero comportati riguardo la vicenda dei prigionieri liberati dalla struttura di detenzione di Guantanamo Bay.

Alla Slovenia è stata offerta la possibilità di incontrare il presidente Barack Obama, se avesse accolto un prigioniero, mentre a Kiribati, nel Pacifico del Sud, vennero offerti milioni di dollari di incentivi. Bruxelles ha espresso ottimismo nell’accogliere i prigionieri in quanto potrebbe essere “un metodo a basso costo per il Belgio per assumere maggior importanza a livello europeo”.

Altri dispacci suggeriscono che Pechino si infuriò per il rifiuto degli Stati Uniti di inviare i prigionieri Uiguri da Guantanamo alla Cina, il loro ambasciatore in Kirghizistan chiamò questo atto “uno schiaffo in faccia”. La Germania e la Finlandia sono state presumibilmente messe in guardia da parte della Cina su un possibile danno bilaterale alle relazioni, qualora avessero accettato di prendere uno qualsiasi dei prigionieri.

L’attacco all’Iran

Molti leader arabi e i loro rappresentanti vengono segnalati in quanto esortarono gli Stati Uniti a condurre un attacco contro l’Iran per porre fine al sospetto programma nucleare.

In un telegramma dell’aprile del 2008, l’ambasciatore saudita a Washington, Adel al-Jubeir, ricordò le “frequenti esortazioni” del re Abdullah affinchè gli Stati Uniti attaccassero l’Iran.

L’ambasciatore Al-Jubeir riferì come il re volesse che gli Stati Uniti “tagliassero la testa al serpente”, il telegramma riferisce anche che il ministro degli esteri saudita era meno estremo, chiedendo infatti “solo” sanzioni più severe contro Teheran.

Durante un incontro tra il re Hamad bin Isa al-Khalifa del Bahrain e il generale americano David Petraeus, il re disse agli Stati Uniti che dovevano fermare il programma nucleare iraniano “con ogni mezzo necessario”.

“Il pericolo di lasciarlo proseguire è maggiore del pericolo che si potrebbe avere nel fermarlo”, citazione dal telegramma dell’ambasciatore Adam Ereli, datato novembre 2009.

In un telegramma del 2006, il principe ereditario di Abu Dhabi, lo sceicco Mohammad bin Zayed, disse agli Stati Uniti che era fermamente convinto che  il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad “volesse scatenare una guerra contro di loro”.

Nel frattempo, il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak ha utilizzato un maggio 2009 visita di una delegazione del Congresso di Tel Aviv per avvertire che il tempo stava scadendo per fermare il programma nucleare iraniano.

“Barak ha stimato una finestra compresa tra sei e 18 mesi da oggi, in cui fermare l’Iran si doti di armi nucleari potrebbe essere ancora valida”, dice un cavo inviato a Washington l’ambasciatore degli Stati Uniti il mese successivo.

“Dopo di che, ha detto qualsiasi soluzione militare potrebbe causare un danno collaterale accettabile”.

Le due coree: Relazioni con la Cina

Pechino è sempre più insoddisfatta dal comportamento della Corea del Nord, ciò è dimostrato dall’avvertimento di una ambasciatore cinese che giudica il programma nucleare di Pyongyang “una minaccia alla sicurezza del mondo intero”.

Secondo i vertici della Corea del Sud, molti funzionari cinesi stavano cominciando a pensare che la penisola coreana dovesse essere riunificata sotto il controllo di Seoul.

Gli stessi hanno aggiunto che la Cina era pronta ad “affrontare la nuova realtà” e cioè che il Nord Corea fosse di poco valore come stato cuscinetto per Pechino.
Il vice ministro degli Esteri cinese He Yafei avrebbe detto che Pyongyang si comportava come un “bambino viziato”.

I funzionari di Stati Uniti e Corea del Sud hanno discusso i piani per una Corea unita.

L’ambasciatore americano a Seoul ha detto che la Corea del Sud considera l’offerta di incentivi commerciali per la Cina per “aiutare a smussare” “le preoccupazioni di Pechino per la riunificazione della Corea”.

Pakistan:Paure per il nucleare

I diplomatici statunitensi e britannici temevano che il materiale nucleare del Pakistan potesse cadere nelle mani dei terroristi, il Guardian riporta alcuni dei “cables” rivelatori.

“Cables” riportati sul New York Times rivelano che gli Stati Uniti stanno provando a rimuovere dell’uranio altamente arricchito da un reattore per la ricerca in Pakistan dal 2007.

In un “cable” del maggio 2009, l’ambasciatore statunitense Anne W Patterson ha detto che il Pakistan rifiutò la visita di esperti dagli Stati Uniti. Lo fa citando gli stessi funzionari del Pakistan “la rimozione del carburante verrebbe vista in Pakistan, come un furto delle nostre armi atomiche da parte degli Stati Uniti.


Un altro cavo, relativa ad un briefing di intelligence degli Stati Uniti nel 2008, riportato sul Guardian, ha detto che il Pakistan era “produrre armi nucleari ad un ritmo più veloce di qualsiasi altro paese del mondo”.

Il funzionario del ministero degli Esteri russo, Yuri Korolev teme che gli estremisti islamici possano infiltrarsi nelle fila delle 120,000-130,000 persone direttamente coinvolte nei programmi nucleari e missilistici del Pakistan.

“Non vi è alcun modo per garantire che tutti siano leali e affidabili al 100%”, rivolgendosi ai funzionari Usa in febbraio.

Qatar: L’anti terrorismo

Lo stato del Qatar, che ha ospitato l’esercito americano per anni, viene descritto come il “peggiore nella regione” secondo l’anti-terrorismo.

Il “cable”, ha riferito il New York Times, dice che il servizio di sicurezza del Qatar è stato “esitante ad agire contro i terroristi noti per la preoccupazione di apparire allineati con gli Stati Uniti e provocare quindi rappresaglie”.

Russia: Virtualmente uno stato mafioso

La Russia è accusata di essere uno stato corrotto, autocratico con una leadeship incentrata sul primo ministro Vladimir Putin.

In un “cable” vi sono le direttive per i funzionari degli Stati Uniti, in cui un pubblico ministero spagnolo che si è specializzato sulle attività della mafia russa in Spagna, Jose “Pepe” Gonzales Grinda, dice che considera la Bielorussia, la Cecenia e la Russia di essere virtualmente degli “Stati mafiosi” e aggiunge che anche l’Ucraina è sulla buona strada per diventarlo.

In un altro “cable” del febbraio 2010, l’ambasciatore americano a Mosca, John Beyrle descrive in dettaglio il “mondo oscuro e corrotto delle pratiche commerciali” sotto l’ex sindaco di Mosca Yuri Luzhkov, “con i funzionari corrotti che richiedono tangenti dalle imprese che tentano di mettere radici nella città”.

“I collegamenti diretti tra il governo della città di Mosca e la criminalità organizzata hanno indotto alcuni a chiamarlo ‘disfunzionale’, e di affermare che il governo funziona più come una cleptocrazia che come un governo”, scrive Beyrle.

In un altro messaggio, Michael Davenport,  viene citato per aver chiamato la Russia un “autocrazia corrotta”.

Putin ha negato collegamenti con la criminalità organizzata.

Sri Lanka: Crimini di guerra

Un “cable” inviato nel gennaio 2010 dall’ambasciatore americano a Colombo, Patricia Butenis, rivela come ella credesse che il presidente dello Sri Lanka Mahinda Rajapaksa fosse stato responsabile per presunti crimini di guerra durante gli stadi finale della guerra civile del paese.

Come il movimento ribelle delle Tamil Tigers fù sconfitto, si ritiene che migliaia di civili Tamil siano stati uccisi nella penisola di Jaffna dalle forze governative.

La sig.ra Butenis ha detto uno dei motivi per cui ci fosse così poco slancio verso la formazione di una inchiesta dello Sri Lanka sulle varie morti, era perchè il presidente e la ex comandante dell’esercito, Sarath Fonseka, erano coinvolti.

“Non ci sono esempi conosciuti di un regime il quale svia le indagini sui crimini di guerra delle proprie truppe o degli alti funzionari durante il periodo in cui è al potere”, ha scritto.

“In Sri Lanka ciò è ulteriormente complicato dal fatto che la responsabilità per molti presunti crimini spetta al gruppo dirigente civile e militare del paese, tra cui il presidente Rajapaksa, i suoi fratelli e il candidato dell’opposizione il Generale Fonseka”, ha aggiunto.

Il Generale Fonseka ha perso contro il signor Rajapaksa nelle elezioni presidenziali di gennaio, ed è stato poi condannato per corruzione da una corte marziale.

Entrambi gli uomini hanno negato che le truppe governative hanno commesso crimini di guerra.

Uk: La guerra in Afghanistan

I funzionari Usa e afghani credevano che le forze britanniche non fossero “all’all’altezza del compito di rendere sicura Helmand”, senza il sostegno militare degli Stati Uniti, secondo un “cable” pubblicato sul quotidiano Guardian.

Altri “cables” ci trasmettono l’insoddisfazione del popolo afghano per come le truppe britanniche stiano conducendo le operazioni nelle varie provincie. Il presidente Karzai avrebbe detto nel 2009 che otto anni prima “anche Helmand era sicuro per le ragazze che andavano a scuola. Adesso, 4000 soldati britannici (stanchi) sono ad Helmand e il popolo non è più sicuro”.

Il governatore di Helmand, Gulab Mangal, ha detto a un gruppo di americani in visita, compreso il vice-presidente Joseph Biden, che l’intervento delle truppe Usa sarebbe urgente a Sangin poichè le truppe britanniche raramente lasciano la loro base in città.

In un altro “cable”, il generale americano Dan McNeill, ha detto di essere “particolarmente turbato per lo sforzo britannico” nella lotta al traffico di stupefacenti in Afghanistan.

Egli viene citato per dimostrare che le truppe britanniche hanno “fatto un pasticcio” con le operazioni antidroga a Helmand attraverso l’impiego di tattiche “sbagliate”.

Un accordo con i talebani che ha permesso alle truppe britanniche il ritirio dalla Musa Qala nel 2006 “, aprì la porta ai narco-trafficanti in quella zona, e ora impossibile capire la differenza tra i trafficanti e gli insorti”, ha aggiunto.

Uk: Le bombe a grappolo

Il Regno Unito ha taciuto una scappatoia che permette agli Usa di continuare ad immagazzinare le bombe a grappolo nel proprio territorio nonostante un divieto internazionale sulle armi.

La Gran Bretagna fù uno dei 90 paesi che firmarono la Convenzione sulle munizioni a grappolo (CCM) nel dicembre 2008. Il trattato vieta l’uso delle bombe a grappolo e vieta i firmatari di aiutare i paesi che le usano, di stoccarli o di trasferirli.

Uk: La famiglia reale

Il principe Andrea, Duca di York, ha criticato un presunto accordo militare tra  tra BAE e l’Arabia Saudita in un brunch nella capitale del Kirghizistan, Bishkek, in un “cable” del 2008 dalla ambasciata a Bishkek ..

Ha anche criticato i giornalisti, “che ficcano il naso dappertutto”.

Il principe ha detto che il Regno Unito, insieme con l’Europa occidentale e gli Stati Uniti erano “di nuovo nel mezzo del Grande Gioco” – un riferimento alla lotta del 19 ° secolo fra gli imperi britannici e russi per il controllo dell’Asia Centrale.

“E questa volta puntiamo a vincere”, ha aggiunto.

Un altro “cable” cita un alto funzionario del Commonwealth che esprime il suo dissenso nei confronti del principe Carlo, erede al trono “non trasmette lo stesso rispetto della Regina”.

Nazioni Unite: Spiate dagli Stati Uniti

Un “cable” destinato ai diplomatici statunitensi rilasciato dal segretario di Stato Hillary Clinton dice loro di raccogliere informazioni “anagrafiche e biometriche” – comprese le scansioni dell’iride, campioni di DNA e impronte digitali – dei principali funzionari alle Nazioni Unite.

Ai diplomatici è stato anche ordinato di trovare i dettagli della carta di credito, gli indirizzi e-mail e le password e le chiavi di crittografia utilizzate per le reti informatiche e nelle comunicazioni ufficiali.

I funzionari sotto copertura includono “sottosegretari, direttori di agenzie specializzate e i loro principali consiglieri, i capi delle operazioni di pace e delle missioni sul campo politico”.

Almeno nove direttive simili che coprono diversi paesi sono incluse nella release di Wikileaks, sia sotto il nome della signora Clinton che del suo predecessore, Condoleezza Rice.

I leaders mondiali

Vari leader mondiali sono stati colpiti dal ciclone Wikileaks – mostrando le poco lusinghiere opinioni che gli ambasciatori hanno di loro.

Il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi viene indicato come “irresponsabile, inutile, inefficace  come leader europeo moderno” da un diplomatico degli Stati Uniti a Roma.

I diplomatici statunitensi rimasero poco impressionati dal cancelliere tedesco Angela Merkel, la descrivono come “poco propensa al rischio e raramente creativa”.

L’ex primo ministro britannico Gordon Brown tentò di trovare un accordo su Gary McKinnon, che è ricercato da Washington per l’hacking di sistemi informatici negli Stati Uniti, riporta il Guardian. Il giornale continua a descrivere il rifiuto dell’affare da parte degli Stati Uniti come un “rifiuto umiliante”.

Il capo della Banca d’Inghilterra, Mervyn King, ha descritto l’attuale primo ministro britannico David Cameron e il Cancelliere George Osborne come privi di esperienza e ha criticato la “tendenza a riflettere su questioni solo in termini di politica e su come potrebbero influire l’elettorato Tory”.

Nel 2009 un “cable” dalla ambasciata Usa a Tripoli sostiene che il leader libico Muammar Gheddafi “sembra avere un’intensa antipatia o la paura di restare ai piani superiori”.

Il “cable” dice anche che Gheddafi “fa affidamento pesantemente” sulla sua infermiera ucraina, descritta come un “voluttuosa bionda”, e si ipotizza che i due siano coinvolti in una relazione romantica.

Il primo ministro dello Zimbabwe Morgan Tsvangirai viene lodato come un ” uomo coraggioso, impegnato” in un “cable” del 2007 scritto dall’allora ambasciatore di Harare, Christopher Dell.

Ma le lusinghe non durano, e il signor Dell prosegue dicendo: “. Tsvangirai è anche una figura imperfetta, non facilmente aperta a consigli, indeciso e che sceglie discutibilmente le persone che lo affiancano.”

In un altro “cable”, un ministro sudafricano spara a zero sul presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe, descrivendolo come “un vecchio pazzo”.

Nel 2008, l’ambasciata di Mosca descrive il presidente russo Dmitry Medvedev come Robin e il primo ministro Vladimir Putin come il suo Batman.

I “cables” riguardano anche una relazione molto stretta tra Berlusconi e Putin.

Kim Jong della Corea del Nord è un “tipo flaccido e vecchio” che soffre di un trauma da ictus, mentre il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad viene chiamato “Hitler”.

Il presidente afghano Hamid Karzai ha liberato pericolosi detenuti e ha perdonato i sospetti trafficanti di droga, perché erano legati a personaggi potenti o storicamente significativi, viene riferito da un dispaccio del 2009.

Ecco un simpaticissimo video che descrive la situazione dei nostri leader


Yemen l’attacco dei droni

Un “cable” del gennaio 2010 ha registrato un incontro tra il presidente yemenita Abdullah Saleh e Gen Petraeus, comandante Usa in Medio Oriente. Il “cable” mostra che gli Stati Uniti stanno conducendo bombardamenti clandestini su presunti obiettivi di al-Qaeda nello Yemen, con l’approvazione del governo yemenita a Sanaa.

Il Signor Saleh critica l’uso di missili cruise contro obiettivi e ha detto che le truppe statunitensi non possono operare sul campo, ma dà il permesso ai bombardieri del Generale Petraeus di volare attorno al territorio dello Yemen, in attesa di informazioni sulla destinazione da attaccare.

Israele: L’unità 8200

Migliaia di hacker israeliani agli inizi degli anni 90 sono stati costretti (pena l’incarcerazione) ad aderire alle forze di difesa dell’unità 8200.

Gli hacker, che hanno pressochè imparato le loro tecniche smanettando da adolescenti, offrono vantaggi chiave per i paesi che cercano di difendersi contro la guerra informatica, o che vogliono scatenare attacchi informatici.

Il deserto del Negev ospita l’unita 8200 che si è evoluta dal braccio tecnlogico dell’ intelligence dei militari israeliani fino a diventare un leader rispettato nella guerra ad alta tecnologia. Una consulenza americana ha concluso che l’unità 8200, è la sesta più grande “potenza” per quanto riguarda gli attacchi informatici.

Si tratta di un settore in rapida crescita. I russi e i cinesi sono stati implicati in migliaia di attacchi contro obiettivi stranieri ogni anno. L’Occidente fa fatica a star dietro alle loro capacità.

Gli Stati Uniti hanno istituito il Cyber Command per coordinare la resistenza ai vari attachi. La Gran Bretagna ha il Cyber Security Operations che ha sede presso il GCHQ.

Il livello degli attacchi non è stato ancora pubblicato, ma i funzionari descrivono il rischio come grave e in crescita.