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La pandemia del panico (Fear is the Mind-Killer)

Il timore di giornalisti, scienziati e politici ha creato piu’ danni del virus…

Il mondo occidentale ha subito due ondate letali di contagi nell’ultimo anno e mezzo. La prima è stata una pandemia virale che ha ucciso circa un americano su 500, in genere una persona sopra i 75 anni che soffriva di altre gravi condizioni. La seconda, e molto più catastrofica, è stata un panico morale che ha travolto le istituzioni guida delle nazioni.

Invece di mantenere la calma e andare avanti, l’élite americana ha violato le norme del governo, del giornalismo, della libertà accademica e, peggio ancora, della scienza. Hanno fuorviato il pubblico sulle origini del virus e sul vero rischio che rappresentava. Ignorando i propri piani accuratamente preparati per una pandemia, hanno rivendicato poteri senza precedenti per imporre strategie non testate, con terribili danni collaterali. Man mano che aumentavano le prove dei loro errori, soffocarono il dibattito diffamando i dissidenti, censurando le critiche e sopprimendo la ricerca scientifica.

Se, come sembra sempre più plausibile, il coronavirus che causa il Covid-19 è fuoriuscito da un laboratorio di Wuhan, si tratta dell’errore più costoso mai commesso dagli scienziati. Qualunque sia l’origine della pandemia, la risposta ad essa è il peggior errore nella storia della professione sanitaria. Non abbiamo ancora prove convincenti che i lockdown abbiano salvato vite, ce ne abbiamo tuttavia parecchie che provano che sono già costati vite e si dimostreranno più mortali a lungo termine del virus stesso.

Secondo un sondaggio Gallup, una persona su tre in tutto il mondo ha perso un lavoro o un’impresa durante i lockdown e la metà ha visto diminuire i propri guadagni. I bambini, che sono quasi immuni dal virus, in molti luoghi hanno sostanzialmente perso un anno di scuola. Le conseguenze economiche e sanitarie si sono sentite in modo più acuto tra i meno abbienti in America e nel resto del mondo, dove la Banca Mondiale stima che più di 100 milioni siano stati spinti nella povertà estrema.

I leader responsabili di questi disastri continuano a fingere che le loro politiche abbiano funzionato e presumono di poter continuare a ingannare il pubblico. Hanno promesso di implementare di nuovo queste strategie in futuro e potrebbero anche riuscirci, a meno che non iniziamo a capire cosa è andato storto.

Il panico è iniziato, come al solito, dai giornalisti. Quando il virus si è diffuso all’inizio dello scorso anno, hanno evidenziato le statistiche più allarmanti e le immagini più spaventose: le stime di un tasso di mortalità da dieci a 50 volte superiore a quello dell’influenza, le scene caotiche negli ospedali in Italia e a New York City, prevedendo che i sistemi sanitari sarebbero crollati a breve.

Il panico su vasta scala è stato scatenato dal rilascio nel marzo 2020 di un modello computerizzato presso l’Imperial College di Londra, che prevedeva che, a meno che non fossero state prese misure drastiche, le unità di terapia intensiva avrebbero avuto 30 pazienti Covid per ogni letto disponibile e che L’America avrebbe contato 2,2 milioni di morti entro la fine dell’estate. I ricercatori britannici hanno annunciato che “l’unica strategia praticabile” era imporre restrizioni draconiane a imprese, scuole e incontri sociali fino all’arrivo di un vaccino.

Questo straordinario progetto è diventato rapidamente diventato il “consenso” tra funzionari della sanità pubblica, politici, giornalisti e accademici. Anthony Fauci, direttore dell’Istituto nazionale di allergie e malattie infettive, lo ha approvato ed è diventato l’autorità inattaccabile per coloro che pretendono di “seguire la scienza”. Quello che originariamente era stato concepito per essere un breve lockdown – “15 giorni per rallentare la diffusione” – è diventato una politica a lungo termine in gran parte degli Stati Uniti e del mondo. Alcuni scienziati ed esperti di salute pubblica si sono opposti, osservando che un lockdown prolungato era una nuova strategia la cui efficacia era sconosciuta e che era stata respinta nei precedenti piani per una pandemia. È stato un esperimento pericoloso condotto senza conoscere la risposta alla domanda più elementare: quanto è letale questo virus?

Il primo critico più importante fu John Ioannidis, un epidemiologo di Stanford, che pubblicò un saggio per STAT intitolato “A Fiasco in the Making? Mentre la pandemia di coronavirus prende piede, stiamo prendendo decisioni senza dati affidabili”. Mentre un lockdown a breve termine aveva senso, ha affermato, un lockdown prolungato potrebbe rivelarsi peggiore della malattia e gli scienziati avevano bisogno di eseguire test più intensivi per determinare il rischio. L’articolo offriva consigli di buon senso da una delle autorità più citate al mondo sulla credibilità della ricerca medica, ma ha provocato una furiosa reazione su Twitter da parte di scienziati e giornalisti.

La furia si è intensificata nell’aprile 2020, quando Ioannidis ha seguito il suo stesso consiglio unendosi a Jay Bhattacharya e ad altri colleghi di Stanford per valutare la diffusione del Covid nell’area circostante, la contea di Santa Clara. Dopo aver testato gli anticorpi Covid nel sangue di diverse migliaia di volontari, hanno stimato che il tasso di mortalità tra i contagiati nella contea fosse di circa lo 0,2 per cento, il doppio di quello dell’influenza ma notevolmente inferiore alle ipotesi di funzionari della sanità pubblica e informatici modellisti. I ricercatori hanno riconosciuto che il tasso di mortalità potrebbe essere sostanzialmente più alto in altri luoghi in cui il virus si era diffuso ampiamente come nelle case di cura (cosa che non si era ancora verificata nella zona di Santa Clara). Semplicemente riportando dati che non si adattavano alla narrativa ufficiale del panico, sono diventati bersagli.

Altri scienziati hanno criticato aspramente i ricercatori e hanno affermato che le debolezze metodologiche nello studio hanno reso i risultati privi di significato. Uno statistico della Columbia ha scritto che i ricercatori “devono a tutti noi delle scuse”. Un biologo dell’Università della Carolina del Nord ha affermato che lo studio era “scienza orribile”. Un chimico della Rutgers definì Ioannidis una “mediocrità” che “non può nemmeno formulare un simulacro di un’argomentazione coerente e razionale”. Un anno dopo, Ioannidis si meraviglia ancora degli attacchi allo studio (che alla fine è stato pubblicato su un’importante rivista di epidemiologia). “Gli scienziati che rispetto hanno iniziato a comportarsi come guerrieri che dovevano sovvertire il nemico”, dice. “Ogni articolo che ho scritto contiene errori – sono uno scienziato, non il papa – ma le conclusioni principali di questo erano corrette e hanno resistito alle critiche”.

I giornalisti mainstream si sono aggiunti al carrozzone con pezzi che accusavano i ricercatori di mettere in pericolo vite umane criticando i lockdown. The Nation ha definito la ricerca un “segno nero” per Stanford. I colpi bassi piu’ ridicoli sono arrivati ​​da BuzzFeed, che ha dedicato migliaia di parole a una serie di banali obiezioni e accuse infondate. L’articolo che ha attirato più attenzione è stata la rivelazione di BuzzFeed che un dirigente di una compagnia aerea contrario ai lockdown aveva contribuito con $ 5.000 – sì, cinquemila dollari! – A un fondo anonimo a Stanford che aveva aiutato a finanziare il lavoro sul campo di Santa Clara.

L’idea che un gruppo di eminenti accademici, non pagati per il loro lavoro nello studio, avrebbe rischiato la propria reputazione distorcendo i risultati per una donazione di $ 5.000 era a prima vista assurda, e ancora più ridicola, dato che Ioannidis, Bhattacharya , e il ricercatore capo, Eran Bendavid, ha affermato di non essere nemmeno a conoscenza della donazione durante lo studio. Ma la Stanford University è stata così intimidita dal clamore online che ha sottoposto i ricercatori a un’indagine di due mesi da parte di uno studio legale esterno. L’inchiesta non ha trovato prove di conflitto di interessi, ma la campagna diffamatoria è riuscita a inviare un messaggio chiaro agli scienziati di tutto il mondo: non mettere in discussione la narrativa dei lockdown.

In un breve interludio di competenza giornalistica, due veterani della scienza, Jeanne Lenzer e Shannon Brownlee, hanno pubblicato un articolo su Scientific American che denuncia la politicizzazione della ricerca sul Covid. Hanno difeso l’integrità e la metodologia dei ricercatori di Stanford, osservando che alcuni studi successivi avevano riscontrato tassi di mortalità simili tra gli infetti. (Nella sua ultima revisione della letteratura, Ioannidis ora stima che il tasso medio di mortalità in Europa e nelle Americhe sia compreso tra lo 0,3 e lo 0,4 percento) Lenzer e Brownlee si sono lamentati del fatto che le critiche ingiuste e ad hominem avevano soppresso un dibattito legittimo intimidendo la comunità scientifica. I loro redattori hanno quindi proceduto a dimostrare il loro punto. Rispondendo alla rabbia online, Scientific American si è pentito pubblicando una nota del redattore che sostanzialmente ripudiava il proprio articolo.

Anche gli editori delle riviste di ricerca si sono adeguati. Quando a Thomas Benfield, uno dei ricercatori in Danimarca che ha condotto il primo grande studio randomizzato controllato sull’efficacia delle maschere contro il Covid, è stato chiesto perché ci mettesse così tanto tempo a pubblicare i risultati tanto attesi, disse loro “sarà pubblicato non appena un giornale scientifico avra’ il coraggio di farlo”. Dopo essere stato respinto da The Lancet, The New England Journal of Medicine e JAMA, lo studio è finalmente apparso sugli Annals of Internal Medicine e il motivo della riluttanza dei redattori è diventato chiaro: lo studio ha dimostrato che una maschera non proteggeva chi la indossava, cosa che contraddiceva le affermazioni dei Centers for Disease Control e di altre autorità sanitarie.

Stefan Baral, un epidemiologo della Johns Hopkins con 350 pubblicazioni a suo nome, ha presentato una critica ai lockdown a più di dieci riviste e alla fine ha rinunciato: “e` la prima volta nella mia carriera che non riesco a pubblicare un pezzo da nessuna parte” . Martin Kulldorff, un epidemiologo di Harvard, ha avuto un’esperienza simile con il suo articolo, all’inizio della pandemia, sostenendo che le risorse dovrebbero essere concentrate sulla protezione degli anziani. “Proprio come in guerra”, scriveva Kulldorff, “dobbiamo sfruttare le caratteristiche del nemico per sconfiggerlo con il minor numero di vittime. Poiché il Covid-19 opera in modo altamente specifico per l’età, anche le contromisure obbligatorie devono essere specifiche per l’età. In caso contrario, vite saranno inutilmente perse.” Si e’ trattato di una profezia tragicamente accurata di uno dei massimi esperti di malattie infettive, ma Kulldorff non riusciva a trovare una rivista scientifica o un mezzo di comunicazione che accettasse l’articolo, quindi ha finito per pubblicarlo sulla sua pagina LinkedIn. “C’è sempre una certa quantità di pensiero di gregge nella scienza”, dice Kulldorff, “ma non l’ho mai visto raggiungere questo livello. La maggior parte degli epidemiologi e degli altri scienziati con cui ho parlato in privato sono contrari ai lockdown, ma hanno paura di parlare».

Per rompere il silenzio, Kulldorff si è unito a Bhattacharya di Stanford e Sunetra Gupta di Oxford per lanciare un appello per una “protezione mirata”, chiamata Great Barrington Declaration. Hanno esortato i funzionari a deviare più risorse per proteggere gli anziani, come fare più test del personale nelle case di cura e negli ospedali, mentre riaprivano le attività e le scuole per i più giovani, andando a proteggere i più vulnerabili man mano che l’immunità di gregge cresceva tra la popolazione a basso rischio.

Sono riusciti ad attirare l’attenzione, ma non il tipo che speravano. Sebbene decine di migliaia di altri scienziati e medici abbiano continuato a firmare la dichiarazione, la stampa l’ha dipinta come una pericolosissima strategia e un “incubo etico” da “negazionisti del Covid” e “agenti di disinformazione”. Google inizialmente ha usato lo shadow banning in modo che cercando “Grande Dichiarazione di Barrington” i primi risultati fossero solo critiche (come un articolo che lo chiamava “il lavoro di una rete di negazionisti del clima”) ma non la dichiarazione stessa. Facebook ha chiuso la pagina degli scienziati per una settimana per violazione di “standard comunitari” non specificati.

L’eretico che e’ stato massacrato di piu’ e’ stato Scott Atlas, medico e analista di politiche sanitarie presso la Hoover Institution di Stanford. Anche lui sosteneva che una protezione mirata delle case di cura fosse la strada da intraprendere e ha calcolato che le interruzioni mediche, sociali ed economiche dei lockdown sarebbero costate un prezzo incalcolabile. Quando è entrato a far parte della task force sul coronavirus della Casa Bianca, Bill Gates lo ha deriso definendolo “quello sconosciuto da Stanford” che promuoveva “teorie strampalate”. Quasi 100 membri della facoltà di Stanford hanno firmato una lettera denunciando le sue “falsità e manipolazioni scientifiche” e un editoriale dello Stanford Daily ha esortato l’università a recidere i suoi legami con Hoover.

Il senato della facoltà di Stanford ha votato a stragrande maggioranza per condannare le azioni di Atlas come “un anatema per la nostra comunità, i nostri valori e la nostra convinzione che dovremmo usare la conoscenza per il bene”. Diversi professori della facoltà di medicina di Stanford hanno chiesto ulteriori punizioni in un articolo di JAMA, “Quando i medici si impegnano in pratiche che minacciano la salute della nazione”. L’articolo, che ha travisato le opinioni di Atlas e le prove sull’efficacia dei lockdown, ha esortato le società mediche professionali e le commissioni per le licenze mediche ad agire contro Atlas sulla base del fatto che era “eticamente inappropriato per i medici raccomandare pubblicamente comportamenti o interventi che non sono scientificamente fondati”.

Ma se non fosse etico raccomandare “interventi che non sono scientificamente fondati”, come si potrebbero tollerare i lockdown? “E’ stato assolutamente immorale condurre questo intervento a livello di società senza le prove per giustificarlo”, afferma Bhattacharya. “I risultati immediati sono stati disastrosi, soprattutto per i poveri, e l’effetto a lungo termine sarà quello di minare fondamentalmente la fiducia nella salute pubblica e nella scienza”. La strategia tradizionale per affrontare le pandemie era quella di isolare gli infetti e proteggere i più vulnerabili, proprio come raccomandavano Atlas e gli scienziati di Great Barrington. Gli scenari di pianificazione pre-pandemia del CDC non raccomandavano la chiusura prolungata delle scuole o la chiusura delle attività commerciali anche durante un’epidemia mortale come l’influenza spagnola del 1918. Eppure Fauci ha liquidato la strategia di protezione mirata come “totale assurdità” per “chiunque abbia esperienza in epidemiologia e malattie infettive” e il suo verdetto è diventato “la scienza” per i leader in America e altrove.

Fortunatamente, alcuni leader hanno seguito la scienza in modo diverso. Invece di fidarsi ciecamente di Fauci, hanno ascoltato i suoi critici e hanno adottato la strategia di protezione mirata, in particolare in Florida. Il suo governatore, Ron DeSantis, ha iniziato a dubitare dell’istituzione della sanità pubblica all’inizio della pandemia, quando i modelli informatici hanno proiettato che i pazienti Covid avrebbero superato di gran lunga i letti d’ospedale in molti stati. I governatori di New York, New Jersey, Pennsylvania e Michigan erano così allarmati e così determinati a liberare i letti d’ospedale che hanno ordinato alle case di cura e ad altre strutture di ammettere o riammettere i pazienti Covid, con risultati mortali.

Ma DeSantis era scettico sulle proiezioni ospedaliere – per una buona ragione, poiché nessuno stato ha effettivamente esaurito i letti – e più preoccupato per il rischio che il Covid si diffondesse nelle case di cura. Ha proibito ai centri di assistenza a lungo termine di ammettere chiunque fosse infetto da Covid e ha ordinato frequenti test del personale nei centri di assistenza per anziani. Dopo aver chiuso la scorsa primavera, ha riaperto in anticipo aziende, scuole e ristoranti, ha respinto l’obbligo di indossare la mascherina e ha ignorato le proteste della stampa e dei leader democratici dello stato. Fauci ha avvertito che la Florida stava “cercando guai”, ma DeSantis ha continuato a cercare e ascoltare i consigli di Atlas e degli scienziati di Great Barrington, che erano stupiti di parlare con un politico che già conosceva quasi tutti gli studi che gli hanno menzionato.

“DeSantis era un’eccezione incredibile”, afferma Atlas. “Ha raccolto i dati e letto gli articoli scientifici e li ha analizzati tutti da solo. Ha sempre creduto che i lockdown avrebbero portato piu’ danni che benefici ed era d’accordo con la necessità di concentrare i test e altre risorse sugli anziani. E si è dimostrato corretto”.

Se la Florida non avesse fatto peggio del resto del paese durante la pandemia, sarebbe stato sufficiente per screditare la strategia del lockdown. Lo stato fungeva effettivamente da gruppo di controllo in un esperimento naturale e nessun trattamento medico con effetti collaterali pericolosi sarebbe stato approvato se il gruppo di controllo avrebbe ottenuto gli stessi risultati del gruppo sotto restrizioni. Ma l’esito di questo esperimento fu ancora più schiacciante.

Il tasso di mortalità per Covid della Florida è inferiore alla media nazionale tra gli over 65 e anche tra i giovani, quindi il tasso di mortalità per Covid aggiustato per età dello stato è inferiore a quello di tutti gli altri stati tranne dieci. E per la misura più importante, il tasso complessivo di “mortalità in eccesso” (il numero di morti sopra la norma), anche in questo caso la Florida ha fatto meglio della media nazionale. Il suo tasso di mortalità in eccesso è significativamente inferiore a quello dello stato più restrittivo, la California, in particolare tra i giovani adulti, molti dei quali non sono morti per Covid ma per cause legate ai lockdown: gli screening e le cure per il cancro sono stati ritardati e ci sono stati forti aumenti nei decessi per overdose di farmaci e per infarti non trattati tempestivamente.

Se il gruppo di trattamento in uno studio clinico si estinguesse più velocemente del gruppo di controllo, un ricercatore etico fermerebbe l’esperimento. Ma i sostenitori del lockdown non sono stati scoraggiati dai numeri in Florida, o da risultati simili altrove, incluso un esperimento naturale comparabile che coinvolge i paesi europei con le politiche meno restrittive. Svezia, Finlandia e Norvegia hanno rifiutato i mandati di mascherine e i lockdown registrando una mortalita’ in eccesso significativamente inferiore rispetto alla maggior parte degli altri paesi europei durante la pandemia.

Un’analisi a livello nazionale in Svezia ha mostrato che mantenere le scuole aperte durante la pandemia, senza mascherine o distanziamento sociale, ha avuto scarso effetto sulla diffusione di Covid, ma le chiusure delle scuole e l’obbligo di mascherine per gli studenti sono continuate altrove. Un altro ricercatore svedese, Jonas Ludvigsson, ha riferito che non un solo scolaro nel paese è morto di Covid in Svezia e che il rischio di malattie gravi per i loro insegnanti era inferiore rispetto al resto della forza lavoro, ma questi risultati hanno provocato così tanti attacchi e minacce online che Ludvigsson ha deciso di smettere di fare ricerche o discutere di Covid.

Le piattaforme di social media hanno continuato a censurare scienziati e giornalisti che hanno messo in dubbio i blocchi e i mandati delle maschere. YouTube ha rimosso una discussione video tra DeSantis e gli scienziati di Great Barrington, sulla base del fatto che “contraddice il consenso” sull’efficacia delle maschere, e ha anche eliminato l’intervista della Hoover Institution con Atlas. Twitter ha bloccato Atlas e Kulldorff. Uno studio tedesco sottoposto a revisione paritaria che riportava danni ai bambini causati dall’uso di maschere è stato soppresso su Facebook e anche su ResearchGate, uno dei siti Web più utilizzati dagli scienziati per pubblicare i loro documenti. ResearchGate ha rifiutato di spiegare la censura agli scienziati tedeschi, dicendo loro solo che il documento è stato rimosso dal sito Web in risposta a “rapporti della comunità sull’argomento”.

I censori dei social media e l’establishment scientifico, aiutati dal governo cinese, sono riusciti per un anno a sopprimere la teoria della fuoriuscita dal laboratorio, privando gli sviluppatori di vaccini di informazioni potenzialmente preziose sull’evoluzione del virus. È comprensibile, anche se deplorevole, che i ricercatori e i funzionari coinvolti nel sostenere la ricerca del laboratorio di Wuhan nascondano la possibilità di aver scatenato un Frankenstein nel mondo. Ciò che è più difficile da spiegare è perché i giornalisti e il resto della comunità scientifica hanno creduto cosi’ ciecamente a quella storia, insieme al resto della narrativa sul Covid.

Perché l’elite si impanica? Perché così tanti hanno sbagliato per così tanto tempo? Quando i giornalisti e gli scienziati hanno finalmente affrontato il loro errore nell’escludere la teoria della fuoriuscita di laboratorio, hanno incolpato il loro cattivo preferito: Donald Trump. Aveva sposato la teoria, quindi presumevano che fosse sbagliata. E poiché a volte non era d’accordo con Fauci sul pericolo del virus e sulla necessità dei lockdown, allora Fauci doveva avere ragione, e questa era una piaga così mortale che le norme del giornalismo e della scienza dovevano essere sospese. Milioni di persone sarebbero morte a meno di rispettare i diktat di Fauci e i dissidenti fossero messi a tacere.

Sì, il virus era mortale e le dichiarazioni erratiche di Trump hanno contribuito alla confusione e alla faziosità, ma il panico era dovuto a due patologie preesistenti che affliggevano anche altri paesi. La prima è quella che ho chiamato Crisis Crisis, l’incessante stato di allarme fomentato da giornalisti e politici. È un problema di vecchia data – l’umanità era presumibilmente condannata nel secolo scorso dalla “crisi demografica” e dalla “crisi energetica”. Per mantenere il pubblico spaventato 24 ore su 24, i giornalisti cercano Cassandre varie.

A differenza di molte crisi dichiarate, un’epidemia è una minaccia reale, ma l’industria della crisi non può resistere all’esagerazione del pericolo e il giudizio apocalittico è raramente penalizzato. All’inizio dell’epidemia di AIDS degli anni ’80, il New York Times riportò la terrificante possibilità che il virus potesse diffondersi ai bambini attraverso il “contatto ravvicinato di routine”, citando uno studio di Anthony Fauci. La rivista Life ha esagerato selvaggiamente il numero di infezioni in una storia di copertina, intitolata “Ora nessuno è al sicuro dall’AIDS”. Ha citato uno studio di Robert Redfield, il futuro leader del CDC durante la pandemia di Covid, che prevedeva che l’AIDS si sarebbe presto diffusa tra gli eterosessuali come tra gli omosessuali. Entrambi gli scienziati avevano assolutamente torto, ovviamente, ma i falsi allarmi non hanno danneggiato le loro carriere o la loro credibilità.

Giornalisti e politici estendono cortesia professionale agli altri trafficanti di crisi ignorando i loro errori, come le precedenti previsioni di Neil Ferguson. Il suo team all’Imperial College ha previsto fino a 65.000 morti nel Regno Unito per influenza suina e 200 milioni di morti in tutto il mondo per influenza aviaria. Il bilancio delle vittime ogni volta era nell’ordine delle centinaia, ma non importa: quando il team di Ferguson ha proiettato milioni di morti americane per Covid, questo è stato considerato un motivo sufficiente per seguire la sua raccomandazione per lunghi lockdown. E quando l’ipotesi dei modellisti sul tasso di mortalità si è rivelata troppo alta, anche quell’errore è stato ignorato.

I giornalisti hanno continuato a sottolineare gli avvertimenti più allarmanti, presentandoli senza contesto. Avevano bisogno di spaventare il loro pubblico e ci sono riusciti. Per gli americani sotto i 70 anni, la probabilità di sopravvivere a un’infezione da Covid era di circa il 99,9 per cento, ma la paura del virus era più alta tra i giovani che tra gli anziani e i sondaggi hanno mostrato che le persone di tutte le età hanno ampiamente sopravvalutato il rischio di essere ricoverati o morire.

La seconda patologia alla base del panico da Covid è la politicizzazione della ricerca, quella che ho definito la guerra della sinistra alla scienza, un altro problema di vecchia data che è molto peggiorato. Proprio come i progressisti un secolo fa desideravano una nazione guidata da “esperti ingegneri sociali” – sommi sacerdoti scientifici non vincolati da elettori e opinione pubblica – i progressisti di oggi vogliono ampi poteri nuovi per politici e burocrati che “credono nella scienza”, nel senso che usano la versione della scienza della sinistra per giustificare i loro editti. Ora che così tante istituzioni d’élite sono monoculture politiche, i progressisti hanno più potere che mai di imporre il pensiero di gruppo e sopprimere il dibattito. Ben prima della pandemia, avevano padroneggiato le tattiche per demonizzare e mettere a tacere gli scienziati le cui scoperte sfidavano l’ortodossia progressiva su questioni come il QI, le differenze di sesso, la razza, la struttura familiare, il transgenderismo e il cambiamento climatico.

E poi è arrivato il Covid, “il dono di Dio alla sinistra”, nelle parole di Jane Fonda. Esagerare il pericolo e deviare la colpa dalla Cina a Trump ha offerto non solo benefici politici a breve termine, danneggiando le sue prospettive di rielezione, ma anche una straordinaria opportunità per potenziare gli ingegneri sociali a Washington e nelle capitali dello stato. All’inizio della pandemia, Fauci ha espresso dubbi sul fatto che fosse politicamente possibile mettere sotto lockdown le città americane, ma ha sottovalutato l’efficacia dell’allarmismo. Gli americani erano così spaventati che hanno rinunciato alla loro libertà, come lavorare, studiare, pregare, cenare, giocare, socializzare o persino lasciare le loro case. I progressisti hanno celebrato questo “cambiamento di paradigma”, definendolo un “progetto” per affrontare il cambiamento climatico.

Questa esperienza dovrebbe essere una lezione su cosa non fare e di chi non fidarsi. Non dare per scontato che la versione mediatica di una crisi assomigli alla realtà. Non contare sui giornalisti tradizionali e sui loro profeti di sventura preferiti per mettere i rischi in prospettiva. Non aspettarti che coloro che seguono “la scienza” sappiano di cosa stanno parlando. La scienza è un processo di scoperta e dibattito, non una fede da professare o un dogma da vivere. Fornisce una descrizione del mondo, non una prescrizione per la politica pubblica, e gli specialisti in una disciplina non hanno la conoscenza o la prospettiva per guidare la società. Sono prevenuti dalla loro stessa focalizzazione ristretta e interesse personale. Fauci e Deborah Birx, il medico che si è alleato con lui contro Atlas nella task force della Casa Bianca, hanno dovuto rispondere del bilancio giornaliero delle vittime di Covid – quel chyron sempre presente in fondo allo schermo televisivo – quindi si sono concentrati sulla malattia rispetto che sui danni collaterali delle loro politiche guidate dal panico.

“I lockdown di Fauci-Birx sono stati un errore peccaminoso, irragionevole e atroce, e non ammetteranno mai di essersi sbagliati”, afferma Atlas. Né lo faranno i giornalisti e i politici che si sono fatti prendere dal panico insieme a loro. Stanno ancora dipingendo i lockdown non solo come un successo ma anche come un precedente, una prova che gli americani possono sacrificarsi per il bene comune quando diretti da saggi scienziati e benevoli autocrati. Ma il sacrificio ha fatto molto più male che bene, e il fardello non e’ stato diviso equamente. Il peso maggiore è stato sopportato dai più vulnerabili in America e nei paesi più poveri del mondo. Gli studenti provenienti da famiglie svantaggiate hanno sofferto maggiormente della chiusura delle scuole e i bambini di tutto il mondo hanno trascorso un anno indossando maschere esclusivamente per placare le paure nevrotiche degli adulti. I meno istruiti hanno perso il lavoro in modo che i professionisti a rischio minimo potessero sentirsi più sicuri mentre continuavano a lavorare a casa sui loro laptop. La Silicon Valley (e i suoi censori) ha prosperato grazie ai lockdown che hanno mandato in bancarotta le imprese locali.

Luminari uniti su Zoom e YouTube assicuravano al pubblico che “eravamo tutti sulla stessa barca”. Ma non e’ vero. Quando il panico ha contagiato l’élite della nazione, la moderna nobiltà che professa una tale preoccupazione per gli oppressi, si e’ rivelata simile all’aristocrazia del passato. Hanno fatto solo i loro sporchi interessi.

Fonte

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Neovitruvian

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Fauci mente spudoratamente: Un attacco a me e’ un attacco alla scienza

Il dottor Fauci tenta di difendersi su MSNBC. E MSNBC è apparentemente lieta di collaborare per diffondere ancora più bugie di Fauci.

Ho raccolto questa storia da un Tweet di Greenwald

Una bugia dolorosamente ridicola

Ciò che è “dolorosamente ridicolo” è l’ultima affermazione di Fauci: “Gli attacchi a me sono attacchi alla scienza”.

Fauci è un bugiardo seriale.

Ha persino ammesso questo fatto. Non importa che abbia mentito (presumibilmente per mantenere attivo l’obbligo delle mascherine per gli operatori sanitari).

Che dire del Faucigate?

La sinistra e la destra hanno imbastito una sorta di causa legale attraverso le mail di Fauci ottenute dal Freedom of Information Act.

I tweets di Rand Paul

Bloomberg ha detto bene: Le e-mail del “Faucigate” non dimostrano nulla a riguardo della fuga dal laboratorio del Covid

L’affermazione di Bloomberg è vera. Ancora non lo sappiamo. Nulla è stato dimostrato. Ma Bloomberg colpisce dei problemi chiave di cui pochi sono a conoscenza.

Se Fauci deve al pubblico una spiegazione per qualcosa, è perche` ha approvato i finanziamenti per la ricerca che potenzialmente rende i virus più pericolosi, la cosiddetta ricerca sul guadagno di funzione.

Sebbene Fauci sia stato nominato ufficiosamente dalla stampa il “massimo esperto di malattie infettive” d’America, il suo vero lavoro è direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases. In tale veste, non è al di sopra delle critiche. Ha approvato il finanziamento di progetti sui virus che altri scienziati hanno ritenuto troppo rischiosi.

Questi progetti rischiosi includono diversi che il biologo della Rutgers University Richard Ebright chiama ricerca sul guadagno di funzione: progetti che hanno alterato i virus dell’influenza per trasmetterli tra diversi ospiti, ad esempio, la ricerca sull’alterazione dei coronavirus dei pipistrelli che è stata condotta in collaborazione tra ricercatori statunitensi e Cinesi.

Ebright ha passato anni ad avvertire le persone sulla ricerca del guadagno di funzione molto prima che scoppiasse questa pandemia. Un altro scienziato che si preoccupa del pericolo di tali esperimenti è l’epidemiologo di Harvard Marc Lipsitch.

Guadagno di funzione

“Guadagno di funzione” è un eufemismo per “rendere i virus intenzionalmente più letali”.

E la ricerca sui pipistrelli è stata condotta in collaborazione tra Stati Uniti e Cina.

Domande del giorno

Perché c’è così poca copertura mediatica sul guadagno di funzione?

Qual è stato esattamente il ruolo di Fauci nel sostenere tale ricerca?

In che modo gli Stati Uniti hanno collaborato con la Cina?

Qualcuno di questi modi includeva Wuhan?

“Io Sono Scienza”!

Dicendo “Gli attacchi contro di me sono attacchi alla scienza”, sta effettivamente dicendo “Io sono la scienza”.

Mi scusi se lo faccio notare, la scienza non mente e non l’ha mai fatto. Le persone mentono, gli scienziati mentono e i ciarlatani mentono.

Gli scienziati possono giungere a conclusioni sbagliate, ma la scienza non mente.

Fauci è un bugiardo conprovato e affermando di essere la scienza, non solo è un bugiardo, ma si conferma anche ciarlatano.

Invece di concentrarsi ripetutamente sulle maschere in cui le opinioni sono già scolpite nella pietra, suggerisco di approfondire il ruolo di Fauci e la cooperazione degli Stati Uniti con la Cina nella ricerca di guadagno di funzione per rendere i coronavirus più letali.

Fonte

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Neovitruvian

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Scienziato al centro della controversia sul leak dal laboratorio di Wuhan messo a capo della task force di Lancet per investigare sulle origini del virus

La rinomata rivista scientifica The Lancet ha creato una “task force” per indagare sulle origini del coronavirus, ma ha deciso di assumere come suo leader lo stesso tipo che ha finanziato la pericolosa ricerca sul guadagno di funzione presso il laboratorio di Wuhan e successivamente presumibilmente ha forzato altri scienziati a evitare di indagare il laboratorio come una potenziale fonte dell’epidemia.

Sulla scia del rinnovato interesse per la teoria della fuga di laboratorio, la task force di Lancet si concentrerà sull’analisi dei dati su tutte le teorie avanzate sulle origini del COVID, sui motivi per cui SARS-CoV-2 è stato in grado di diffondersi da Wuhan al resto del mondo, e sulle strategie più plausibili per prevenire future pandemie”.

Dichiara inoltre che “La Task Force esaminerà in modo completo e obiettivo tutte le prove disponibili al pubblico, in particolare la letteratura sottoposta a revisione paritaria, e condurrà interviste con i leader chiave della scienza, della medicina, della politica e della società civile”.

“Obiettivo”. Ceeeerto.

Il dottor Peter Daszak, a capo di questa task force, è forse lo scienziato meno adatto sul pianeta per analizzare obiettivamente i dati, dati i suoi precedenti.

Daszak, in qualità di presidente dell’EcoHealth Alliance, negli ultimi anni ha versato almeno $ 600.000 all’Istituto di virologia di Wuhan per giocare a fare dio con i coronavirus attraverso l’ormai famigerata ricerca sul “guadagno di funzione”.

Daszak, che lavora anche per l’Organizzazione mondiale della sanità, ha ammesso di essere stato coinvolto nella manipolazione dei coronavirus. Ecco un video di lui che parla a DICEMBRE 2019 di quanto sia facile alterare i virus in laboratorio:

Daszak osserva che “i coronavirus si adattano bene alla situazione… puoi manipolarli in laboratorio abbastanza facilmente… le proteine addizionate determinano molto di ciò che accade. Puoi ottenere la sequenza in cui puoi costruire la proteina, lavoriamo con Ralph Baric all’UNC per farlo, inseriamo la spina dorsale di un altro virus e facciamo un po’ di lavoro di laboratorio.

Non c’è da stupirsi quindi che Daszak, in qualità di investigatore capo dell’indagine dell’OMS, abbia determinato entro 3 ore dalla visita al laboratorio di Wuhan nel febbraio 2021 che tutto “era nella norma”

Le e-mail rilasciate di recente, ora, documentano che Daszak ha ringraziato il dottor Fauci per aver respinto la teoria della fuoriuscita dal laboratorio prima che fosse stata condotta qualsiasi ricerca scientifica sul tale possibilità.

Daszak è stato successivamente impiegato come esperto “Fact Checker” da Facebook monitorando e rimuovendo la “disinformazione” sulle origini del COVID sulla piattaforma, gran parte della quale era una ricerca scientifica credibile. Da allora Facebook ha invertito la politica di vietare qualsiasi post contenente informazioni che suggeriscono che il COVID-19 sia stato “creato dall’uomo”.

Il profilo Twitter di Daszak è fondamentalmente un unico thread infinito in cui dice “proviene da pipistrelli non dal laboratorio”, con grande fastidio di alcuni altri scienziati:

Perché questo tizio continua a essere incaricato di indagini, task force e considerato un “fact checker”, quando è abbondantemente chiaro che ha ogni ragione per voler respingere la teoria della fuga di laboratorio?

Come ha osservato il microbiologo professor Richard Ebright, “Daszak era l’appaltatore che ha finanziato il laboratorio presso l’Istituto di virologia di Wuhan che potenzialmente era la fonte del virus con subappalti da $ 200 milioni [£ 142 milioni] dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e $ 7 milioni [ £ 5 milioni] dal National Institutes of Health degli Stati Uniti ed è stato collaboratore e coautore di progetti di ricerca presso il laboratorio.

Daszak ha già mentito sul tipo di ricerca che veniva condotta presso il laboratorio di Wuhan, sostenendo, dopo l’epidemia, di non sapere se si trattasse di un guadagno di funzione o meno. Le sue precedenti dichiarazioni e le e-mail di Fauci dimostrano che sapeva benissimo cosa stava succedendo in laboratorio.

Inoltre, come riportato da The Daily Mail e altri organi di stampa, Daszak “ha orchestrato una campagna di ‘bullismo’ e ha costretto i migliori scienziati a firmare una lettera a The Lancet volta a spostare l’attenzione dal laboratorio di Wuhan che stava finanziando con soldi americani”.

Daszak ha usato la sua influenza per convincere il giornale a pubblicare la lettera, in cui si affermava che anche solo suggerire che la teoria della fuga di laboratorio avesse una qualche credibilità equivaleva a diffondere “paura, voci e pregiudizi”.

Ha effettivamente chiuso la discussione sul “consenso” scientifico per un anno intero fino a quando i risultati dell’intelligence non hanno riportato la questione all’attenzione dei media mainstream.

Il consulente scientifico dell’OMS Jamie Metzl ha descritto la lettera di Daszak come “propaganda scientifica e una forma di criminalità e intimidazione”.

“Etichettando chiunque abbia opinioni diverse come teorico della cospirazione, la lettera di Lancet è stata la peggiore forma di bullismo in piena violazione del metodo scientifico”, ha aggiunto Metzl.

La lettera affermava inoltre che “erano uniti per condannare fermamente le teorie della cospirazione che suggeriscono che il Covid-19 non abbia un’origine naturale” avendo persino l’audacia di affermare che “non avevano conflitti di interesse”.

In effetti, Daszak si assicuro’ che la lettera fosse stata priva di qualsiasi collegamento a EcoHealth e aveva persino pensato di lasciare il proprio nome fuori da essa, hanno rivelato le e-mail rilasciate tramite il Freedom of Information Act.

A peggiorare le cose, gli altri membri della task force di The Lancet sono praticamente tutti scagnozzi di Daszak, alcuni dei quali lo hanno aiutato a redigere la lettera che affermava inequivocabilmente che la teoria della fuga di laboratorio era pericolosa, e altri che hanno lavorato con lui sul “Fact Checking” per Facebook, o sono stati citati come fonti durante tale attività.

Tenendo conto di tutto ciò, è ovvio quale sarà l’esito dell’indagine di The Lancet, e non dovrebbe e non può essere utilizzato come prova credibile contro la teoria della fuga di laboratorio.

Fonte

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In una mail del Febbraio 2020, Fauci scrisse che le maschere non sono efficaci contro il virus

Ha detto che il COVID era “abbastanza piccolo da passare attraverso la mascherina”.

In un’e-mail del febbraio 2020 rilasciata ai sensi del Freedom of Information Act, il dott. Anthony Fauci ha scritto che una tipica maschera facciale acquistata in negozio “non è davvero efficace nel tenere lontano il virus, che è abbastanza piccolo da passare attraverso il materiale di cui e’ fatta”.

Inclusa nella raccolta di e-mail, che sono state ottenute da The Washington Post e BuzzFeed News, è la risposta di Fauci all’ex segretaria per la salute e i servizi umani Sylvia Burwell quando gli ha chiesto consiglio su come indossare maschere per il viso durante il viaggio.

Fauci ha scritto: “Le maschere servono davvero alle persone infette per impedire loro di diffondere l’infezione a persone non infette piuttosto che proteggere le persone non infette dall’essere infette.

“La tipica maschera che acquisti in farmacia non è davvero efficace nel tenere lontano il virus, che è abbastanza piccolo da passare attraverso il materiale. Potrebbe, tuttavia, fornire qualche piccolo beneficio nel tenere fuori goccioline grossolane se qualcuno tossisce o starnutisce su di te.

Fauci ha continuato nell’e-mail consigliando a Burwell di non indossare una maschera perché stava visitando “un luogo a rischio molto basso”. Il dottor Fauci ha sconsigliato di indossare maschere per il viso fino a marzo 2020, quando ha detto ai media che “non c’è motivo di andare in giro con una maschera”.

In seguito ha invertito la sua posizione dopo che il CDC ha iniziato a raccomandare agli americani di indossare coperture per il viso.

Le reti di social media hanno a lungo censurato e cancellato le informazioni relative all’efficacia o alla mancanza delle maschere, nonostante numerosi studi credibili concludano che sono in gran parte inutili per fermare la diffusione di COVID-19.

Uno studio in Danimarca che ha coinvolto 6.000 partecipanti ha scoperto che “non c’era alcuna differenza statisticamente significativa tra coloro che indossavano maschere e coloro che non lo facevano quando si trattava di essere infettati da Covid-19”, ha riferito lo Spectator.

“L’1,8 per cento di coloro che indossavano le mascherine ha contratto il Covid, rispetto al 2,1 per cento del gruppo di controllo. Di conseguenza, sembra che qualsiasi effetto che le maschere abbiano sulla prevenzione della diffusione della malattia nella comunità sia limitato”.

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Le email di Fauci rivelano una operazione di “controllo dei danni” in risposta allo studio indiano secondo cui il coronavirus e’ stato creato in laboratorio

Nel gennaio 2020, quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha insistito sul fatto che il COVID-19 non era trasmissibile tra gli esseri umani e il dott. Anthony Fauci ha affermato che il rischio per il pubblico americano del virus era “basso“, i funzionari del National Institutes of Health si sono fatti in quattro in una operazione di “controllo dei danni” dopo che uno studio controverso – e ora ritirato – suggeriva che c’erano “inserzioni” simili all’HIV nel SARS-CoV-2.

Lo studio, “Uncanny similarity of unique inserts on the 2019-nCoV spike protein to HIV-1 gp120 and Gag”, ha postulato che i segmenti dell’RNA del virus non avevano alcuna relazione con altri coronavirus come la SARS, e invece sembravano essere più vicini all’HIV.

Nello specifico:

Per indagare ulteriormente se questi inserti sono presenti in qualsiasi altro virus corona, abbiamo eseguito un allineamento di sequenze multiple delle sequenze di aminoacidi glicoproteici spike di tutti i coronavirus disponibili (n = 55) [fare riferimento alla tabella S.File1] in NCBI refseq (ncbi.nlm .nih.gov) questo include una sequenza di 2019-nCoV[Fig.S1]. Abbiamo scoperto che questi 4 inserimenti [inserti 1, 2, 3 e 4] sono unici per 2019-nCoV e non sono presenti in altri coronavirus analizzati.

Abbiamo quindi tradotto il genoma allineato e scoperto che questi inserti sono presenti in tutti i virus Wuhan 2019-nCoV eccetto il virus 2019-nCoV di Bat come ospite [Fig.S4]. Incuriositi dai 4 inserti altamente conservati esclusivi di 2019-nCoV, abbiamo voluto comprenderne l’origine. A tal fine, abbiamo utilizzato l’allineamento locale 2019-nCoV con ciascun inserto come query su tutti i genomi del virus e abbiamo considerato gli hit con copertura della sequenza del 100%. Sorprendentemente, ciascuno dei quattro inserti si è allineato con brevi segmenti delle proteine ​​del virus dell’immunodeficienza umana-1 (HIV-1).

Il documento, ora ritirato, ha suscitato l’interesse di diversi giornalisti, tra cui Zero Hedge (il cui account Twitter è stato bandito un giorno dopo la pubblicazione dell’articolo che approfondiva questo argomento).

Grazie a una recente richiesta del Freedom of Information Act (FOIA) per le e-mail di Fauci, ora sappiamo che il National Institutes of Health non solo era a conoscenza del rapporto indiano, ma stava attivamente discutendo su come gestirlo.

Un’e-mail del 31 gennaio di Issam Ahmed dell’AFP chiede un commento all’immunologo NIH Dr. Barney Graham:

“Mi è stato detto da un contatto che potresti essere disposto a dare un’opinione su questo documento che è appena stato pubblicato. Suggerisce che il Coronavirus ha quattro inserti simili all’HIV-1 e questa non è una coincidenza”, si legge nell’e-mail.

Graham inoltra immediatamente la corrispondenza all’Ufficio per le comunicazioni e le relazioni con il governo (OCGR), dicendo “Questo è uno a cui non vogliamo rispondere senza un input di alto livello, ma volevamo che tu sapessi della crescente controversia”.

Due giorni dopo, Jennifer Routh dell’OCGR risponde, dicendo a Graham: “L’OCGR invierà una nota al giornalista in cui decliniamo ogni commento, notando che lo stesso non è stato sottoposto a revisione paritaria. Fateci sapere se ricevete richieste simili”.

Quella stessa domenica mattina, Fauci viene informato – con Sir Jeremy Farrar che inoltra l’articolo di Zero Hedge dopo aver menzionato come il direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanom e il capo di gabinetto dell’organizzazione erano in “conclave” – apparentemente su come gestire la narrativa.”

“Hai un minuto per una chiamata veloce?” Risponde Fauci, dopo aver definito la ricerca indiana “veramente stravagante”.

Naturalmente, il documento indiano è stato rapidamente ritirato dai suoi autori e l’idea che il COVID-19 potesse essere stato creato dall’uomo è stata resa taboo per un po’.

Nell’aprile dello scorso anno, il dottor Luc Montagnier – vincitore del premio Nobel per la medicina nel 2008 per aver “scoperto” l’HIV come causa dell’epidemia di AIDS – ha affermato che SARS-CoV-2 è un virus manipolato rilasciato accidentalmente da un laboratorio a Wuhan, Cina.

“Con il mio collega, il biomatematico Jean-Claude Perez, abbiamo analizzato attentamente la descrizione del genoma di questo virus a RNA”, spiega Luc Montagnier, intervistato dal dottor Jean-François Lemoine per il podcast quotidiano di Pourquoi Docteur, aggiungendo che altri hanno già esplorato questa strada:

I ricercatori indiani hanno già provato a pubblicare i risultati delle analisi che hanno mostrato che questo genoma del coronavirus conteneva sequenze di un altro virus, … il virus dell’HIV (virus dell’AIDS), ma sono stati costretti a ritirare le loro scoperte poiché la pressione del mainstream era troppo grande .

La trama si è ulteriormente infittita quando uno studio degli scienziati cinesi pubblicato nel maggio 2020 ha scoperto che il nuovo coronavirus utilizza la stessa strategia per sfuggire all’attacco del sistema immunitario umano dell’HIV.

Poi, lo scorso giugno, l’ex capo dell’MI-6 Sir Richard Dearlove ha dichiarato di ritenere che il COVID-19 sia un virus artificiale che contiene sezioni “inserite” sfuggito accidentalmente da un laboratorio cinese, secondo The Telegraph.

Ma Sir Richard, 75 anni, ha indicato un articolo scientifico pubblicato questa settimana da un team di ricerca norvegese-britannico che afferma di aver scoperto indizi all’interno della sequenza genetica di Covid-19 che suggeriscono che gli elementi chiave sono stati “inseriti” e potrebbero non essersi evoluti in modo naturale.

Intitolato “A Reconstructed Historical Etiology of the SARS-CoV-2 Spike”, il nuovo studio, visto da The Telegraph, suggerisce che il virus è “un virus straordinariamente ben adattato per la coesistenza umana” ed è probabile che sia il risultato di un Esperimento di laboratorio di Wuhan per produrre “virus chimerici ad alto potenziale”.

Il documento conclude: “D’ora in poi, coloro che sostengono che la pandemia di Covid-19 sia derivata da un trasferimento zoonotico devono spiegare esattamente perché questo resoconto più parsimonioso è sbagliato prima di affermare che le loro prove sono persuasive, soprattutto quando, ci sono errori sconcertanti nel loro uso delle prove.” –The Telegraph

Il governo australiano ha annullato l’ulteriore sviluppo di un vaccino COVID-19 nel dicembre 2020 dopo che diversi partecipanti allo studio avevano test falsi positivi per l’HIV.

Più di recente, due virologi europei affermano di aver trovato “impronte” genetiche che dimostrano che il COVID-19 è stato creato dall’uomo.

Il professore britannico Angus Dalgleish – meglio conosciuto per aver creato il primo “vaccino contro l’HIV” al mondo, e il virologo norvegese Dr. Birger Sørensen – presidente della società farmaceutica, Immunor, che ha pubblicato 31 articoli sottoposti a revisione paritaria e detiene diversi brevetti, ha scritto che durante l’analisi del virus campioni l’anno scorso, la coppia ha scoperto “impronte uniche” sotto forma di “sei inserti” creati attraverso la ricerca sul guadagno di funzione presso l’Istituto di virologia di Wuhan in Cina.

Concludono inoltre che “SARS-Coronavirus-2 non ha “nessun antenato naturale credibile” e che è “oltre ogni ragionevole dubbio” che il virus sia stato creato tramite “manipolazione di laboratorio”.

Possiamo solo immaginare cosa stanno dicendo ora il NIH e Fauci su questa teoria.

Fonte

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Tucker Carlson vuole che Fauci venga investigato per i suoi collegamenti con il laboratorio di Wuhan

“Perché non c’è un’indagine penale sul ruolo di Tony Fauci in questa pandemia?”

Il conduttore di Fox News Tucker Carlson ha chiesto che il consulente medico della Casa Bianca Anthony Fauci venga indagato sui suoi collegamenti con l’Istituto di virologia di Wuhan e le origini del coronavirus.

In un monologo lunedì, Carlson ha affermato che Fauci ha permesso che la pandemia si verificasse “sfruttando una scappatoia che gli ha permesso di finanziare una ricerca presso il Wuhan Lab che probabilmente si e’ trasformata nel COVID-19”.

https://video.foxnews.com/v/embed.js?id=6253587554001&w=466&h=263Watch the latest video at foxnews.com

Carlson ha risposto di nuovo a Fauci il quale ha suggerito che i mandati per le maschere potrebbero continuare indefinitamente.

“Tony Fauci sta punendo il paese: tu, noi, tutti. La domanda è: perché lo fa? ” Carlson ha chiesto, suggerendo “Forse gli è piaciuto, è possibile. Ma devi pensare che almeno una parte dell’autoritarismo isterico di Fauci sia una copertura per qualcos’altro. Potrebbe essere che Tony Fauci stia cercando di distogliere l’attenzione da se stesso e dal proprio ruolo nella pandemia COVID-19? “

Il conduttore ha quindi indicato un articolo dello scrittore scientifico Nicholas Wade che delinea come Fauci abbia approvato una ricerca pericolosa presso la struttura di Wuhan, che molti ritengono abbia portato direttamente allo scoppio del coronavirus.

“Tony Fauci aveva autorizzato il pagamento per la ricerca. Per cinque anni, dal 2014 al 2019, l’Istituto nazionale di allergie e malattie infettive, che Fauci gestisce e da decenni ha pompato denaro a un gruppo chiamato EcoHealth Alliance “, ha continuato Carlson.

“L’EcoHealth Alliance, gestita da un uomo chiamato Dr. Peter Daszak, ha stipulato un contratto con la Dr. Shi per condurre ricerche sul guadagno di funzione presso il laboratorio di Wuhan”, ha spiegato Tucker.

“Milioni di persone sono morte di COVID-19, quindi non è questione di regolamento dei conti o di attribuzione di colpa per capire da dove proviene. Se vuoi prevenire la prossima pandemia globale, devi capire come è iniziata questa”, ha aggiunto Carlson, sottolineando “Questo non sarebbe successo se Tony Fauci non avesse permesso che accadesse. Questo è chiaro. “

Ha concluso “In un paese funzionante, ci sarebbe un’indagine penale sul ruolo di Tony Fauci nella pandemia COVID che ha ucciso milioni di persone e fermato il nostro paese, cambiandolo per sempre. Allora perché non c’è un’indagine penale sul ruolo di Tony Fauci in questa pandemia? “

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L’esercito cinese discuteva, nel 2015, di “armare” la Sars per distruggere il sistema sanitario del nemico

Nel 2015, gli scienziati militari cinesi hanno discusso su come armare i coronavirus della SARS, cinque anni prima che la pandemia COVID-19 emergesse a Wuhan, in Cina, dove gli scienziati del PCC stavano collaborando con una ONG finanziata dagli Stati Uniti sulla cosiddetta ricerca “guadagno di funzionalità” in modo che i pipistrelli infettassero gli esseri umani più facilmente con il coronavirus.

In un documento di 263 pagine, scritto da scienziati dell’Esercito popolare di liberazione e da alti funzionari della sanità pubblica cinese e ottenuto dal Dipartimento di Stato americano durante la sua indagine sulle origini del COVID-19, gli scienziati del PLA notano come un’improvvisa ondata di pazienti che necessitano di ricovero in ospedale durante un attacco con armi biologiche “potrebbe causare il collasso del sistema medico del nemico”, secondo The Weekend Australian (una sussidiaria di News Corp).

Il documento suggerisce che i coronavirus della SARS potrebbero annunciare una “nuova era di armi genetiche” e ha osservato che possono essere “manipolati artificialmente creando un un nuovo virus che colpisce gli umani e quindi essere utilizzati come armi in un modo mai visto prima”.

I presidenti dei comitati per gli affari esteri e di intelligence britannici e australiani, Tom Tugendhat e James Paterson, affermano che il documento solleva grandi preoccupazioni sulla mancanza di trasparenza della Cina sulle origini del COVID-19.

L’articolo in lingua cinese, intitolato The Unnatural Origin of SARS and New Species of Man-Made Viruses as Genetic Bioweapons, delinea i progressi della Cina nel campo della ricerca sulla guerra biologica.

“A seguito degli sviluppi in altri campi scientifici, ci sono stati importanti progressi nella fornitura di agenti biologici”, afferma.

“Ad esempio, la nuova capacità di congelare i microrganismi ha reso possibile immagazzinare agenti biologici e aerosolizzarli durante gli attacchi”.

Dieci degli autori sono scienziati ed esperti di armi affiliati alla Air Force Medical University di Xi’an, classificata come “ad alto rischio” per il suo livello di ricerca sulla difesa, compreso il suo lavoro sulle scienze mediche e psicologiche, secondo l’Australian Strategic Policy Institute’s ­Defence Universities Tracker.

L’Air Force Medical University, conosciuta anche come la Quarta Università di Medicina, è stata posta sotto il comando del PLA sotto le riforme militari del presidente Xi Jinping nel 2017. Il redattore capo del giornale, Xu Dezhong, ha riferito ai vertici di la Commissione Militare Cinese e il Ministero della Salute durante l’epidemia di SARS del 2003, informandoli 24 volte e preparando tre rapporti, secondo la sua biografia online. -The Australian

“Siamo stati in grado di verificarne l’autenticità come documento scritto dai ricercatori e scienziati del PLA”, secondo Robert Potter, uno specialista di digital forensics che ha lavorato per i governi degli Stati Uniti, australiano e canadese – e ha precedentemente analizzato documenti trapelati del governo cinese, secondo il rapporto. “Siamo stati in grado di individuare la sua genesi sull’Internet cinese”.

L’ex segretario di Stato americano Mike Pompeo e il suo consigliere capo per la Cina, Miles Yu, hanno fatto riferimento al documento in un editoriale di febbraio sul Wall Street Journal, scrivendo che “Uno studio del 2015 PLA ha trattato l’epidemia di coronavirus della SARS del 2003 come un ‘arma genetica contemporanea ‘lanciata da forze straniere “.

Lo studio esamina anche le condizioni ottimali in cui rilasciare un’arma biologica. “Gli attacchi con armi biologiche vengono condotti al meglio durante l’alba, il tramonto, la notte o il tempo nuvoloso perché la luce solare intensa può danneggiare gli agenti patogeni”, afferma. “Gli agenti biologici dovrebbero essere rilasciati durante la stagione secca. La pioggia o la neve possono far precipitare le particelle di aerosol.

“È auspicabile una direzione del vento stabile in modo che l’aerosol possa fluttuare nell’area target.”

Tra le affermazioni più bizzarre degli scienziati militari c’è la loro teoria secondo cui SARS-CoV-1, il virus che ha causato l’epidemia di SARS del 2003, era un’arma biologica artificiale, deliberatamente scatenata sulla Cina dai “terroristi”. -The Australian

La notizia del documento segue un rapporto del 3 maggio secondo cui l’Istituto di virologia di Wuhan stava lavorando con il governo cinese in un team che comprendeva cinque esperti militari e civili “, che hanno condotto ricerche presso i laboratori WIV, laboratori militari e altri laboratori civili che hanno portato a” la scoperta di patogeni animali [agenti biologici che causano malattie] negli animali selvatici “, secondo Epoch Times.

E come abbiamo notato a marzo, il National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti, guidato dal dottor Anthony Fauci, “aveva finanziato una serie di progetti che hanno coinvolto gli scienziati del WIV, inclusa gran parte del lavoro del laboratorio di Wuhan con i coronavirus dei pipistrelli”.

Nel 2017, l’agenzia di Fauci ha ripreso a finanziare una controversa sovvenzione per modificare geneticamente i coronavirus di pipistrello a Wuhan, in Cina, senza l’approvazione di un ente di controllo del governo, secondo il Daily Caller. Per contesto, nel 2014, l’amministrazione Obama ha sospeso temporaneamente i finanziamenti federali per la ricerca sul guadagno di funzione sui coronavirus dei pipistrelli. Quattro mesi prima di tale decisione, il NIH ha effettivamente trasferito questa ricerca al Wuhan Institute of Virology (WIV) tramite una sovvenzione al gruppo non profit EcoHealth Alliance, guidato da Peter Daszak.

La prima rata di $ 666.442 del NIH della sovvenzione di $ 3,7 milioni di EcoHealth è stata pagata nel giugno 2014, con pagamenti annuali simili fino a maggio 2019 nell’ambito del progetto “Understanding The Risk Of Bat Coronavirus Emergence”.

In particolare, il WIV “aveva apertamente partecipato alla ricerca sul guadagno di funzione in collaborazione con università e istituzioni statunitensi” per anni sotto la guida della dottoressa Shi “Batwoman” Zhengli, secondo Josh Rogin del Washington Post.

Quindi ora abbiamo un documento del 2015 dell’esercito cinese che descrive l’uso di COVID come arma biologica – quattro anni prima che scoppi la pandemia COVID-19 a pochi chilometri da un laboratorio cinese che lavora per rendere il pipistrello COVID più trasmissibile agli esseri umani, e tu saresti un teorico della cospirazione che spaccia “fake news” se pensi che il tutto potrebbe essere correlato.

E per coloro che dicono che “COVID-19 non può essere prodotto dall’uomo perché un virus creato in laboratorio avrebbe segni rivelatori di manipolazione” – au contraire. Come ha notato Nicholas Wade tre giorni fa nel Bulletin of the Atomic Scientists, “metodi più recenti, chiamati approcci “no-see-um” o “senza soluzione di continuità”, non lasciano segni distintivi. Nemmeno altri metodi per manipolare virus come il passaggio seriale, il trasferimento ripetuto di virus da una coltura di cellule a un’altra.

È come se la risposta dolorosamente ovvia fosse proprio di fronte a noi, avvolta dalla propaganda di politici, big tech e agenzie di stampa che trattano con favore la Cina. Fortunatamente, ciò che era tabù fino a un anno fa sarà presto esposto al mondo intero, grazie al The Bulletin Of Atomic Scientists che all’inizio di questa settimana ha osato aprire il “vaso di Pandora” del virus Wuhan …

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La CNN costringe il gruppo “Sinclair Broadcast” a censurare l’intervista con la dottoressa Judy Mikovits autrice di “Plandemic”

La CNN ha creato una campagna online per screditare l’emittente conservatrice Sinclair Broadcast a causa di un’intervista in programma con la dottoressa Judy Mikovits, autrice e creatrice del film e del libro “Plandemic”, purtroppo le pressioni della rete famosa per le fake news ha avuto successo.

La Mikovits, che sostiene che l’epidemia di Coronavirus è stata gonfiata e utilizzata per spingere i vaccini, aveva già filmato l’intervista con Eric Bolling, conduttore di “America This Week”, ma l’intervista non è andata in onda questo fine settimana come previsto.

Nonostante l’intervista includa anche un medico che confuta le affermazioni della Mikovits, la CNN si è lamentata del fatto che la criticita` non fosse abbastanza acuta.

La mafia di sinistra su Twitter ha quindi deciso di far saltare l’intervista.

Inizialmente, Sinclair ha rifiutato di abbassarsi alle richieste dichiarando che “in nessun momento si sarebbero allineati o avrebbero approvato i punti di vista della dottoressa Mikovits”.

Ma poche ore dopo l’emittente si e` inginocchiata alla censura sinistroide.

Sinclair ha anche osservato: “sosteniamo valorosamente il dottor Fauci e il lavoro che lui e il suo team stanno facendo per prevenire ulteriormente la diffusione di Covid-19”, riferendosi alla critica che il dottor Mikovits ha rivolto a Fauci.

La decisione significa che l’intervista non avrà l’opportunità di raggiungere il pubblico di Sinclair, che equivale a circa il 40 percento delle famiglie americane.

La sinistra ha proclamato di averli “svergognati imponendogli di fare la cosa giusta”.

Alcuni non sono ancora soddisfatti, tuttavia, dato che Sinclair ha detto che in futuro avrebbe potuto trasmettere una versione modificata dell’intervista:

Sinclair e` stata oggetto di critiche dai conservatori per la decisione:

Fonte