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Israele: Nuovo record di casi Covid nonostante il lancio del passaporto vaccinale

Oltre il 61 per cento della popolazione è stata vaccinata.

Nonostante oltre il 61% della sua popolazione sia completamente vaccinato e abbia implementato un sistema di passaporto vaccinale, il Ministero della Sanità israeliano ha espresso preoccupazione per il fatto che una recente tendenza al ribasso nelle infezioni da COVID-19 si sta invertendo, superando potenzialmente qualsiasi livello visto in precedenza.

Il paese aveva sperato che una recente ondata di casi di COVID fosse in declino, ma il direttore generale del ministero della Sanità Nachman Ash ora teme “che l’attuale ondata di infezioni da coronavirus superi qualsiasi cosa vista nei precedenti focolai”, riporta il Times of Israel.

Dopo che i dati sono stati rilasciati ieri, mostrando 10.556 nuovi casi diagnosticati, Ash ha detto: “Questo è un record mai raggiunto nelle ondate precedenti”.

Il picco si sta verificando nonostante Israele sia stato uno dei primi paesi al mondo a implementare completamente un sistema di passaporti vaccinali che impediva ai non vaccinati di accedere ai luoghi in cui si radunavano le folle.

A giugno, le infezioni erano state ridotte a una dozzina al giorno, ma una quarta ondata di casi è divampata mettendo il Paese in una situazione peggiore rispetto a gennaio.

“Una settimana fa eravamo in una chiara tendenza al ribasso; negli ultimi giorni abbiamo visto che il declino si è fermato e il numero di riproduzione del virus è [di nuovo] superiore a 1″, ha detto Ash.

Negli ultimi giorni è aumentato anche il numero di pazienti in ventilazione, così come il numero di quelli in terapia intensiva.

I casi continuano ad aumentare nonostante il fatto che tutti gli scolari in Israele abbiano l’obbligo di indossare maschere in classe.

Come abbiamo evidenziato lunedì, il ministro della salute israeliano Nitzan Horowitz ha detto, non sapendo di essere in onda, che i passaporti vaccinali riguardavano principalmente il costringere le persone scettiche a farsi il vaccino e non per ragioni mediche.

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La narrativa va in frantumi: Circa meta’ delle ospedalizzazioni per Covid di quest’anno erano di casi con sintomi leggeri o asintomatici

Un nuovissimo studio mette in discussione quanto sia affidabile e significativo il numero di “pazienti ricoverati in ospedale con Covid-19” negli Stati Uniti.

I ricoveri per Covid – la metrica più utilizzata quando si discute della gravità della pandemia – potrebbero non essere così significativi come molti pensavano una volta. E non sono io a dirlo: Il The Atlantic ha pubblicato un pezzo straordinario martedì citando un nuovo studio il quale suggerisce che “quasi la metà di quelli ricoverati in ospedale con COVID-19 ha casi lievi o asintomatici”.

Il The Atlantic aveva precedentemente definito i ricoveri per Covid “il dato pandemico più affidabile”, lo scorso inverno. Ora, dopo che è stato pubblicato uno studio nazionale sulle ospedalizzazioni, la pubblicazione sta facendo marcia indietro.

I ricercatori della Harvard Medical School, del Tufts Medical Center e del Veterans Affairs Healthcare System si sono assunti il ​​compito di cercare di capire quanto fossero gravi i casi di Covid nei ricoverati e quante persone conteggiate come ricoveri Covid fossero effettivamente in ospedale per Covid, rispetto a coloro che hanno fatto il test Covid dopo essere stati ricoverati per qualcos’altro.

Lo studio “ha analizzato i registri elettronici di quasi 50.000 ricoveri ospedalieri COVID negli oltre 100 ospedali VA in tutto il paese”, ha scritto The Atlantic. Ha “verificato se ogni paziente necessitava di ossigeno supplementare o aveva un livello di ossigeno nel sangue inferiore al 94 percento” al fine di provare a determinare se i casi soddisfacevano la soglia del NIH per definire i casi come gravi.

Lo studio ha rilevato che da marzo 2020 a gennaio 2021, il 36% dei casi di Covid in ospedale era lieve o asintomatico. Da gennaio 2021 a giugno 2021, quando la variante delta si e’ diffusa, quel numero è salito fino al 48%. Per i pazienti ospedalieri vaccinati, il numero è salito a un sorprendente 57%.

Come ha affermato The Atlantic: “Lo studio suggerisce che circa la metà di tutti i pazienti ricoverati per Covid potrebbe essere stata ricoverata per un altro motivo o avere solo sintomi lievi”.

I limiti dello studio includevano ovviamente il fatto che il VA non è rappresentativo della popolazione totale degli Stati Uniti:

Tra i limiti dello studio c’è che i pazienti nel sistema VA non sono rappresentativi della popolazione statunitense nel suo insieme, poiché includono poche donne e nessun bambino. (Tuttavia, le nuove scoperte fanno eco a quelle dei due studi sui ricoveri pediatrici.) Inoltre, come molti centri medici, il VA ha una politica per testare ogni degente per COVID, ma questa non è una pratica universale. Infine, la maggior parte dei dati, anche dei pazienti ricoverati nel 2021, derivano dalla fase della pandemia prima che la Delta si diffondesse, ed è possibile che i rapporti siano cambiati negli ultimi mesi. Tuttavia, lo studio è durato fino al 30 giugno, quando l’ondata delta stava per terminare, e non ha rilevato che la percentuale di pazienti con problemi respiratori da moderati a gravi fosse in aumento alla fine del periodo di osservazione.

Graham Snyder, direttore medico della prevenzione delle infezioni e dell’epidemiologia ospedaliera presso l’Università di Pittsburgh Medical Center, afferma che lo studio seppellisce la narrativa sull’efficacia del vaccino: “Non è stato riportato quanto il vaccino ti renda la vita migliore e quanto in meno rischi di ammalarti. Questa è la gemma in questo studio”.

Daniel Griffin, specialista in malattie infettive della Columbia University, è d’accordo: “La gente mi chiede: ‘Perché mi vaccinano se finisco comunque in ospedale?”

“Dovremmo perfezionare la definizione di ricovero”, ha affermato Shira Doron, medico di malattie infettive ed epidemiologo ospedaliero presso il Tufts Medical Center e coautore dello studio. “Quei pazienti che non sono li per COVID dovrebbero essere eliminati dal conteggio”.

Cosa conclude lo studio nel suo insieme? Ancora, nelle parole di The Atlantic: “… lo studio dimostra anche che i tassi di ospedalizzazione per COVID, come citati da giornalisti e responsabili politici, possono essere fuorvianti, se non considerati con attenzione”.

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