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Rapporto del governo rileva che il Green Pass potrebbe aumentare la diffusione del COVID

Obbligandoli a visitare luoghi più piccoli e poco ventilati.

Un rapporto trapelato del governo inglese riporta il fatto che il Green Pass potrebbe effettivamente esacerbare la diffusione del COVID perché incoraggere le persone a visitare luoghi più piccoli e meno ventilati.

Secondo il rapporto, redatto dal Department of Digital, Culture, Media and Sport[DCMS], l’introduzione del Green Pass potrebbe effettivamente avere l’effetto opposto di quanto sperato.

“Se la certificazione allontanera` alcuni fan dagli stadi che sono ben ventilati, ciò potrebbe far si che frequentino invece pub scarsamente ventilati, dove avranno accesso a più alcol rispetto a quello disponibile negli stadi”, afferma il rapporto. “Durante gli europei abbiamo notato dei picchi nei casi associati ai pub anche quando l’Inghilterra giocava all’estero”.

“Introdurre il Green Pass ridurrebbe anche il fatturato per gli organizzatori di eventi dove e’ necessario utilizzare i passaporti vaccinali e richiederebbe l’assunzione di migliaia di nuovi steward che potrebbero essere difficili da trovare”, riporta il Telegraph.

Dopo che la Scozia ha cercato di introdurre i passaporti vaccinali, il processo è stato definito un “disastro assoluto”, con il personale dei locali notturni che ha subito abusi e la tecnologia utilizzata in questi sistemi non si e` rivelata all’altezza.

Molti locali hanno deciso di chiudere in anticipo e hanno perso il 40% della loro clientela, dimostrando ancora una volta come lo schema metterà definitivamente fuori gioco innumerevoli locali notturni che operano con un margine di profitto del 15%.

Un altro esempio di come i passaporti vaccinali siano in gran parte inutili è il fatto che fornire un test negativo non viene più offerto come opzione, nonostante il fatto che i vaccinati possano ancora trasmettere il virus.

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“La guerra è cambiata” – Il rapporto “trapelato” del CDC afferma che la delta si diffonde facilmente quanto la “varicella”

Il CDC è chiaramente preoccupato di perdere la guerra delle pubbliche relazioni per convincere gli americani che devono mascherarsi e farsi vaccinare. Meno di una settimana dopo aver dichiarato che avrebbe rilanciato l’obbligo di indossare la mascherina, il CDC ha appena tirato fuori un classico trucco mediatico: alzare il livello di terrore a “11” facendo trapelare un “rapporto interno” che supporta la narrativa ufficiale riciclando nel frattempo la fonte delle informazioni consentendo a un’organizzazione di notizie rispettabile di commercializzare la storia come “esclusiva”.

Una presentazione apparentemente condivisa ampiamente all’interno dell’agenzia nelle settimane successive alla revoca dell’originale obbligo di indossare le maschere a maggio mostra che la variante delta sembra causare malattie più gravi nei pazienti più giovani, diffondendosi con la stessa facilità della “varicella”. Inoltre, avverte che la capacità di diffondersi anche tra i vaccinati richiede regole ancora piu’ stringenti: la presentazione richiedeva il “mascheramento universale”.

La cosa più importante è che la presentazione include “dati ancora non pubblicati” provenienti da studi che dimostrano che anche i vaccinati potrebbero essere in grado di trasmettere il virus con la stessa facilità dei non vaccinati.

Secondo il Washington Post, il materiale nel rapporto era “così allarmante” che ha spinto il CDC a riconsiderare la sua posizione sulle mascherine e il presidente Biden di imporre l’obbligo di vaccinazione per i dipendenti federali (con alcune notevoli eccezioni) nonostante le sue precedenti promesse di non farlo.

La presentazione non solo include “nuova scienza”, ma suggerisce anche “una nuova strategia” per comunicare l’urgenza della situazione al pubblico, osservando che “la fiducia del pubblico nei vaccini potrebbe essere minata” quando le persone verranno a conoscenza delle nuove varianti. A un certo punto, il rapporto dichiara che “la guerra è cambiata”, descrivendo il delta come se fosse un virus totalmente nuovo.

Bene, forse Pfizer e il governo avrebbero dovuto pensarci prima di pubblicare numeri sull’efficacia delle vaccinazioni ovviamente gonfiati a + del 90%.

Nonostante quell’ovvio errore, WaPo è stato comunque in grado di trovare qualcuno che lodasse la strategia del governo sui vaccini.

Matthew Seeger, un esperto di comunicazione presso la Wayne State University di Detroit, ha affermato che la mancanza di comunicazione si è rivelata problematica. Poiché i funzionari della sanità pubblica avevano sottolineato la grande efficacia dei vaccini, rendersi conto che non sono perfetti può sembrare un tradimento.

“Abbiamo fatto un ottimo lavoro nel dire al pubblico che questi sono vaccini miracolosi”, ha detto Seeger. “Probabilmente siamo caduti un po’ nella trappola dell’eccessiva rassicurazione, che è una delle sfide di qualsiasi comunicazione in un periodo di crisi”.

I dati che mostrano che i vaccini non sono così efficaci contro le varianti non sono esattamente innovativi. Abbiamo visto rapporti simili da altre fonti, in particolare dal Ministero della Salute israeliano.

La cosa da ricordare qui è che questi dati sono già datati. Nella storia ovviamente si ammette prontamente che la presentazione è stata fatta circolare mesi fa.

L’ex capo della FDA, il dott. Scott Gottlieb, ha evidenziato i dati che suggeriscono che l’epidemia negli Stati Uniti seguirà una traiettoria simile a quella delle epidemie nel Regno Unito e in Europa. Il modello è già più evidente in stati come il Missouri, uno dei focolai originali della variante delta.

La chiave per capire questo è un tasso noto come Rt, una rappresentazione di quante persone vengono infettate da ogni nuovo caso. Quando scende al di sotto di 1, significa che il tasso di diffusione virale sta rallentando. E i dati suggeriscono che è già su quella traiettoria.

Fonte

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