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Il CDC non cambia la definizione di “completamente vaccinato”… Per ora

Il direttore dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) Rochelle Walensky ha dichiarato venerdì che la definizione di “completamente vaccinato” non cambierà quando verranno lanciati i richiami di COVID-19, almeno per il futuro prossimo.

Attualmente, il CDC e altre agenzie sanitarie federali definiscono “soggetto completamente vaccinato” se una persona riceve due dosi del vaccino Pfizer-BioNTech, due dosi del vaccino di Moderna o un vaccino Johnson & Johnson.

In Israele, i funzionari hanno recentemente annunciato che gli individui che non hanno ricevuto una terza dose del vaccino Pfizer dopo sei mesi non saranno conteggiati come completamente vaccinati.

Significa che non saranno in grado di utilizzare il “green pass” utilizzato per ristoranti, palestre e altri luoghi in Israele.

Alla domanda se il CDC cambierà la sua definizione, Walensky ha affermato che “per ora, la vaccinazione di completamente vaccinato non cambiera’”.

Mentre l’agenzia raccoglie più “dati sul richiamo” , il CDC potrebbe cambiare le sue linee guida sulla terza dose, ha detto Walensky durante il briefing del team di risposta COVID-19 della Casa Bianca.

Negli Stati Uniti, alcune aziende e agenzie governative hanno reso obbligatorio per i lavoratori la vaccinazione completa contro il COVID-19. Se il CDC e altre agenzie sanitarie dovessero cambiare la propria politica su chi può essere considerato completamente vaccinato, la regola avrebbe potenzialmente un impatto su decine di milioni di persone.

Diverse settimane fa, Israele, che ha una delle popolazioni più vaccinate al mondo, ha fissato una data di scadenza per il suo passaporto vaccinale. Ora, il richiamo ricevuto entro sei mesi dalla seconda dose estende la validità del passaporto di sei mesi.

Questa decisione è arrivata pochi giorni dopo che il paese ha iniziato a offrire booster COVID-19 a tutte le persone vaccinate.

Le osservazioni di Walenksy arrivano poche ore dopo che un panel del CDC giovedì scorso ha raccomandato i booster Pfizer per le persone di età pari o superiore a 65 anni. Il panel ha anche votato a stragrande maggioranza per un richiamo per le persone di età compresa tra 50 e 64 anni che hanno problemi di salute di base e ha votato a favore della fornitura della terza dose a chiunque sia in cura in una struttura di assistenza a lungo termine.

“La prevenzione dell’infezione può proteggere la capacità dell’assistenza sanitaria e di altri servizi essenziali per la risposta al COVID-19 e mantenere la funzione generale per la società”, ha affermato la dott.ssa Kathleen Dooling, funzionario del CDC nel panel.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha criticato aspramente gli Stati Uniti, Israele e altre nazioni ricche per aver cercato di sviluppare e approvare dosi di richiamo per le loro popolazioni, sostenendo che i paesi più poveri hanno ancora un disperato bisogno di vaccini COVID-19.

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Il comitato scientifico consultivo della FDA afferma che gli uomini sotto i 40 anni hanno un rischio maggiore di miocardite correlata al vaccino rispetto che al COVID stesso.

Dopo il rilascio del piano in sei fasi dell’amministrazione Biden per aumentare i tassi di vaccinazione in tutto il paese, sembrava che un obbligo vaccinale de facto, fosse alle porte. Tuttavia, prima della decisione dell’amministrazione di dare il via libera ai richiami per affrontare l’efficacia in calo dei vaccini, lo sforzo del Presidente americano sembra venir contrastato da un “nemico” inaspettato. Il 18 settembre, la FDA ha dichiarato che la sua autorizzazione per i richiami si sarebbe applicata solo agli immunocompromessi e alle persone di 65 anni o più. Il comitato della FDA che ha autorizzato la somministrazione del richiamo per quel gruppo demografico (65+) con un voto di 18-0 ha emesso un voto altrettanto clamoroso contro l’approvazione della misura per le persone al di sotto dei 65 anni con un voto di 16-3.

Nella migliore delle ipotesi, la decisione è stata presa in un momento in cui i dati sull’efficacia dei richiami non supportano chiaramente le politiche che ne vogliono ampliare l’utilizzo. Quando è stata pressata proprio su questo tema, la direttrice del CDC Rochelle Wallensky non e’ stata molto supportativa dicendo “quindi in realtà c’è speranza, non abbiamo ancora dati”. Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine ha esaminato l’efficacia dei richiami del governo israeliano iniziata il 30 luglio. Mentre lo studio ha stabilito che il tasso di infezione era più basso tra coloro che avevano fatto la terza dose, la migliorata protezione è stata misurata solo in un periodo di 12 giorni dopo la terza dose. Anche allora, il tasso di infezione è diminuito solo dell’11% circa. Mentre questi casi evidenziano l’incertezza del successo a lungo termine dei richiami voluti dell’amministrazione Biden, la tavola rotonda della FDA sulla questione ha evidenziato una cosa con molta più certezza: i rischi degli effetti collaterali della vaccinazione possono superare il rischio di COVID-19.

In una dura ammissione che è stata velocemente messa a tacere, una discussione del panel consultivo della FDA Center for Biologics Evaluation and Research ha dichiarato che con il vaccino il rischio di miocardite è superiore a quando si viene infettati da COVID-19 nei maschi di eta’ inferiore a 40 anni. L’affermazione si basava sui dati relativi sulla salute pubblica citati dal Dr. Doran Fink della FDA, che implorava Pfizer di esaminare in fretta proprio questo problema.

I dati pubblicamente disponibili del CDC rilasciati a giugno riflettono che i giovani tra i 16 e i 30 anni rappresentavano il volume più alto tra coloro che avevano questo effetto collaterale.

Insieme alla pericardite, la miocardite è stato uno degli effetti collaterali più evidenti del vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19 che è stato approvato dalla FDA per essere prodotto con il marchio Comirnaty. Questo motivo di preoccupazione è stato un motivo sufficiente per la FDA per aggiungere un avvertimento ai vaccini per quanto riguarda questi effetti collaterali a giugno, ben dopo che è stato approvato in via emergenziale dichiarandoli “sicuri ed efficaci”. Al 10 settembre, i casi di miocardite e pericardite costituivano 5.765 delle 701.559 segnalazioni di eventi avversi inviate al Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS). Inoltre, gli attacchi di cuore rappresentano altri 6.637 eventi avversi riportati al VAERS.

Secondo Pfizer, è probabile che i potenziali effetti collaterali dei richiami saranno simili a quelli successivi alla seconda dose del loro vaccino. Quando si fa riferimento al suddetto set di dati CDC, i casi di pericardite e miocardite erano esponenzialmente più evidenti dopo la seconda dose del vaccino rispetto alla prima. La crescente evidenza del rischio di eventi avversi gravi correlati al cuore da tutti i vaccini COVID-19 sembra aver avuto una chiara influenza sul voto del panel 16-3 contro l’autorizzazione dei richiami coloro che hanno meno di 65 anni.

Fonte

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Neovitruvian

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Anche i media mainstream stanno iniziando a fare domande importanti sui vaccini

L’ex membro del Congresso Ron Paul ha evidenziato questa settimana che una manciata di articoli dei media mainstream hanno effettivamente iniziato a mettere in discussione l’efficacia vaccinale e la loro imposizione, in particolare quando si tratta dei controversi richiami.

“Anche i media mainstream stanno iniziando a porre importanti domande sui vaccini”. Un paio di titoli recenti su Bloomberg e BBC sono sorprendenti in termini di critica riflessa nel respingere la “narrativa ufficiale”.

Il primo articolo che il membro del Congresso Paul e il co-conduttore Daniel McAdams mettono in evidenza è di Bloomberg.

Ecco come inizia l’inaspettato articolo di Bloomberg, pubblicato lo scorso fine settimana:

Gli aneddoti ci dicono ciò che i dati non possono dirci: le persone vaccinate sembrano contagiarsi con il coronavirus a un ritmo sorprendentemente alto. Tuttavia non si sa’ precisamente a quale velocita’, né quanto lo trasmettano agli altri.

Sebbene sia evidente che la vaccinazione fornisca ancora una potente protezione contro il virus, c’è una crescente preoccupazione che le persone vaccinate possano essere più vulnerabili a malattie gravi di quanto si pensasse in precedenza.

Lo stesso giorno in cui e’ uscito l’articolo di Bloomberg, e’ uscito anche questo articolo della BBC (finanziata dal governo del Regno Unito)…

“Prendersi il Covid e’ meglio di farsi il vaccino?”

La storia inizia:

Ci si chiede se sia giusto vaccinare i bambini e se sia meglio fare il richiamo o lasciare che gli adulti si contagino con il virus. Entrambi sono diventati questioni controverse.

“Pensare di poter tenere lontano il Covid con dei richiami annuali equivale a non affrontare il problema e rimanere per lungo tempo in un circolo vizioso “, ha detto la prof.ssa Eleanor Riley, immunologa dell’Università di Edimburgo.

Solo un mese fa tali affermazioni avrebbero portato al ban da Facebook o Twitter.

Tuttavia sottolineano quanto sia “sperimentale” l’intero scenario, nonostante i governi in un certo numero di nazioni stiano ora imponendo i vaccini COVID-19, con i richiami proprio dietro l’angolo e già implementati in alcuni luoghi (Israele) su scala massiva.

Presto potremmo vedere i funzionari sanitari spingere un secondo richiamo, un terzo, e così via…

Persino il The Daily Beast, che ha trascorso gran parte della pandemia sputtanando gli “sciettici”, ora ammette che Israele “ultra-vax” sta ora vedendo il numero di infezioni salire alle stelle…

Sembra che alcuni media stiano effettivamente iniziando a riconoscere che la “corsa” ai richiami è troppo prematura e si sa ancora troppo poco.

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Fauci conferma: E'”inevitabile”, tutti avranno bisogno del richiamo contro il COVID

Nel giro di pochi giorni, la narrazione si è spostata dal “se” la terza dose/richiamo sia davvero necessaria, al fatto che verra’ data “solo agli immunocompromessi”, al fatto che verra’ somministrata “solo a chi si è vaccinato in anticipo, poiche’ l’efficacia e’ diminuita”, e oggi, sua onniscienza Anthony Fauci ha dichiarato a “CBS This Morning” che mentre le persone immunocompromesse riceveranno il richiamo subito, è probabile che ad un certo punto in futuro tutti ne avranno bisogno.

“È probabile che ciò accadrà in futuro”, ha detto Fauci, quando gli è stato chiesto se tutti avranno bisogno della terza dose ad un certo punto.

Questa è “scienza” gente!

Fauci ha osservato che questi dati vengono seguiti in tempo reale, “letteralmente su base settimanale e mensile”, con campioni di popolazione per determinare se il livello di protezione sta iniziando ad attenuarsi.

“Quando arriverà a un certo livello, saremo pronti a dare il richiami a quelle persone.

Come promemoria, secondo quanto riferito, la FDA dovrebbe annunciare presto che autorizzerà la terza dose del vaccino COVID-19 per gli americani immunocompromessi.

Fauci ha anche detto durante un’intervista al programma “Today” di NBC News giovedì, che:

“Inevitabilmente, ci sarà un momento in cui dovremo dare il richiamo alla popolazione generale”.

Fauci ha ammesso all’inizio della settimana che la variante Delta presenta il problema aggiuntivo che le persone vaccinate possono anche trasmettere il virus a qualcun altro. Ciò ha portato il CDC a rivedere di recente le sue linee guida sulle maschere. Ma, ha sottolineato:

“I vaccini stanno ancora facendo ciò che originariamente avresti voluto che facessero: tenerti fuori dall’ospedale per impedirti di ammalarti gravemente”.

In realtà, ciò che il CDC “originariamente” pensava dei vaccini, era che impedissero a coloro che erano stati inoculati di infettare gli altri. Solo in seguito abbiamo appreso che anche quella era una montatura.

Forse la scienza più “nuova” è la seguente…

“Nessun vaccino, almeno non all’interno di questa categoria, avrà una protezione indefinita”.

I commenti di Fauci arrivano mentre il dibattito cresce sulle infezioni tra le persone completamente vaccinate e se debba essere data l’approvazione per i richiami. Domenica, Israele, la prima nazione a lanciare la terza dose, ha dichiarato di aver somministrato più di 420.000 richiami a persone di età pari o superiore a 60 anni. Almeno 14 israeliani hanno già preso il Covid-19 dopo essere stati inoculati con un richiamo, il che suggerisce che il richiamo sarà il primo di molti e probabilmente durerà fino alle elezioni di medio termine.

Il che suona tutto molto diverso dal costante “vaccinati e sii libero, senza paura” che è stato ripetuto per la maggior parte della prima metà del 2021 dall’amministrazione Biden e da ogni burocrate della politica sanitaria.

Quindi la nuova domanda è… In che modo negozi/ristoranti/aziende vigileranno su questo? Le persone dovranno vaccinarsi 3 volte per entrare? Forse 4?

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14 israeliani hanno preso il COVID-19 anche dopo la terza dose, alcuni sono stati ricoverati in ospedale

La popolazione di Israele è di recente diventata un cavia per il resto del mondo, dato che è stato il primo paese ad implementare la terza dose su larga scala per gli ultra sessantenni che sono già stati vaccinati. Questo è stato annunciato alla fine di luglio e i primi dati stanno iniziando ad arrivare.

Israele è considerato uno dei paesi con i tassi di vaccinazione più alti del mondo, con 5,3 milioni dei suoi cittadini inoculati con due dosi, e con i giornali che, settimane fa dichiaravano che la nazione aveva raggiunto “l’immunità di gregge” – peccato che il numero di casi, da allora, e’ aumentato esponenzialmente.

E ora sembra che anche il tanto pubblicizzato richiamo per il COVID potrebbe non essere in grado di proteggere: “I dati del Ministero della Sanità interna mostrano che 14 israeliani sono stati infettati da COVID-19 una settimana dopo aver ricevuto il richiamo, riporta il notiziario di Channel 12”, scrive il The Times of Israel.

Già nel fine settimana i media israeliani hanno riportato che i “casi gravi” hanno raggiunto il massimo in quattro mesi, con oltre 324 pazienti ricoverati, molti dei quali in condizioni critiche.

È statao solo poco più di una settimana fa che gli anziani israeliani hanno iniziato a ricevere il richiamo, e quindi i “primi risultati” e le osservazioni hanno iniziato ad arrivare solo ora, e non sembrano buone. Il Times of Israel continua nel suo ultimo rapporto:

La rete afferma che 11 dei contagiati hanno più di 60 anni, due dei quali sono stati ricoverati in ospedale, mentre gli altri tre hanno ricevuto la terza dose perché immunocompromessi.

Se confermate in campioni più grandi, le cifre potrebbero mettere in dubbio l’efficacia del richiamo, che Israele ha iniziato a somministrare prima che i principali organismi sanitari di tutto il mondo lo approvassero.

Channel 12 ha notato che le nuove infezioni confermate sono state rivelate sulla base di test eseguiti una settimana dopo che il gruppo aveva ricevuto il richiamo. Tre di questi vengono descritti come “pazienti più giovani”.

Ciò avviene quando il CDC e la FDA hanno avviato discussioni su come portare avanti l’offerta della terza dose negli Stati Uniti, forse già a settembre, secondo alcuni rapporti.

Il Jerusalem Post ha successivamente pubblicato ulteriori dettagli sui nuovi casi post-richiamo:

Dei 422.326 israeliani che hanno ricevuto finora la loro terza dose di vaccino contro il coronavirus di Pfizer, 14 hanno finora riferito di aver contratto la malattia nei test eseguiti una settimana dopo l’iniezione, secondo quanto riferito da N12 domenica sera.

Dei 14 casi confermati, 11, hanno più di 60 anni e 3 sono pazienti più giovani che sono a maggior rischio a causa di malattie immunosoppressive. Due sono stati finora ricoverati in ospedale.

Quindi ora anche una terza dose potrebbe essere impotente in mezzo all’attuale onda della variante Delta (e senza dubbio altre che seguiranno)?

Indipendentemente da ciò, Anthony Fauci, ha già iniziato a parlare positivamente del richiamo…

“Dobbiamo guardarli sotto una luce diversa”, ha detto Fauci dei booster su “Fareed Zakaria GPS” della CNN domenica, secondo Bloomberg.

Ha iniziato notando che il richiamo sarebbe stato prima reso disponibile per gli immunocompromessi e gli anziani (proprio come in Israele). “Non appena vedranno che il livello di durata della protezione scende, vedrai che raccomanderanno di dare il richiamo a quella fascia di popolazione”, ha aggiunto Fauci.

Nel frattempo USA Today ha scritto che “Alcune persone stanno già prendendo in mano la questione, decidendo di ottenere dosi extra, una seconda o una terza vaccinazione a seconda del vaccino che hanno ricevuto la prima volta. Un medico ha descritto il fenomeno su Twitter come “mania del richiamo’”

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Israele: Il vaccino Pfizer ha una efficacia di appena il 39% contro la variante Delta

Nell’ultimo mese, Israele, il paese più vaccinato al mondo ha visto il numero di test COVID positivi aumentare di oltre 30 volte poiché il numero di infezioni attive nel paese ha superato quota 10.000.

Nel frattempo, il Ministero della Salute israeliano, che in precedenza aveva stimato la vera efficacia del vaccino Pfizer contro la variante delta a 64% (efficace al 90% nel prevenire malattie gravi e morte), ha appena rilasciato nuovi dati i quali indicano che il vaccino Pfizer, sebben sia ancora efficace all’88% nel prevenire malattie gravi, è efficace solo per il 39% contro la variante delta.

Alex Berenson, un ex giornalista del NYT che ha spesso riferito di scoperte scientifiche che non supportano la narrativa ufficiale su maschere e vaccini, ha condiviso i risultati in un tweet e ha ipotizzato che la vera efficacia nell’offrire protezione contro la variante Delta potrebbe essere addirittura inferiore.

Anche Bloomberg ha riconosciuto che i dati israeliani “potrebbero essere distorti a causa dei diversi modi di testare i gruppi di persone vaccinati rispetto a quelli non vaccinati, secondo il rapporto.

“I modelli fortemente distorti nel recente focolaio in Israele, sono limitati a specifici settori della popolazione e località”, significa che l’analisi potrebbe non essere in grado di prendere in considerazione tutti i fattori, ha affermato Ran Balicer, presidente del team di esperti consultivi nazionali di Israele sulla risposta al Covid-19. “Stiamo cercando di integrare questo approccio di ricerca con altri, tenendo conto di ulteriori caratteristiche personali. Ma questo richiede tempo e un numero maggiore di casi”.

BBG ha anche riconosciuto che i dati “probabilmente alimenteranno il dibattito sull’opportunità di somministrare richiami a persone che sono già state vaccinate – qualcosa su cui Pfizer e’ gia al lavoro…”

Ma il dottor Anthony Fauci, la FDA e il CDC hanno detto che non ci sono prove dell’utilita’ di un richiamo. Israele ha già ordinato una serie di dosi di richiamo che prevede di iniziare a distribuire ai pazienti più vulnerabili il 1° agosto.

I numeri israeliani sono molto più bassi di altri studi recenti, incluso uno studio recentemente pubblicato sul New England Journal of Medicine, che ha scoperto che due dosi offrono una protezione dell’88% contro la variante Delta che causa la malattia sintomatica, mentre offrono una protezione del 94% contro la variante alfa .

Ma non importa tutto questo: come ha detto il presidente Biden all’inizio di questa settimana, “se sei vaccinato, sei al sicuro”…….

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Pfizer chiederà l’autorizzazione per una dose di “richiamo” per proteggersi dalla variante Delta

Ore fa, il dottor Anthony Fauci ha difeso con enfasi l’efficacia dei tre vaccini di fabbricazione americana che hanno ricevuto l’autorizzazione di emergenza per l’uso da parte della FDA. I suoi commenti non sono stati spontanei: i rapporti da Israele che affermano che il vaccino Pfizer è molto meno efficace di quanto pubblicizzato hanno scosso la fiducia del pubblico, in un momento in cui il presidente Biden sta per mandare gente a bussare alle porte per cercare di incoraggiare più adulti ( e sempre più bambini) a vaccinarsi.

È solo l’ultimo esempio di come le autorità non si preoccupino tanto della “scienza” quanto di proteggere la narrativa che aiuta Big Pharma a vendere la maggior parte dei vaccini. E mentre la stragrande maggioranza dei paesi sta ancora lottando con tassi di vaccinazione inferiori all’1% poiché semplicemente non possono ottenere le forniture (mentre le dosi inutilizzate si stanno accumulando negli Stati Uniti) – e Bill Gates fa tutto il possibile per mantenere la situazione invariata – Pfizer e Moderna hanno colto la palla al balzo.

Pfizer e il suo partner BioNTech hanno annunciato giovedì sera che chiederanno l’autorizzazione alla FDA per una terza dose di “richiamo” dei loro vaccini COVID che offrirà una maggiore protezione contro la variante Delta (nonostante il fatto che sia Pfizer che il suo rivale Moderna abbiano ripetutamente insistito sul fatto che i suoi vaccini sono ancora efficaci contro tutte le varianti conosciute, inclusa la Delta), riporta Hill.

In una dichiarazione, la società ha fatto riferimento ai dati provenienti da Israele, dove gli scienziati del governo hanno stimato che la reale efficacia del vaccino contro Delta è intorno al 64%, lasciando i pazienti particolarmente vulnerabili a rischio di malattie gravi e morte. La dose di richiamo dovrebbe idealmente essere somministrata entro 6-12 mesi dalla vaccinazione.

“Sulla base della totalità dei dati che hanno fino ad oggi, Pfizer e BioNTech ritengono che una terza dose possa essere utile entro 6-12 mesi dopo la seconda dose per mantenere i più alti livelli di protezione”, hanno affermato le società.

La società ha affermato che sta pianificando di avviare studi clinici per un vaccino riformulato modificato per colpire specificamente la variante Delta. Tuttavia, l’azienda ora ritiene che una dose di richiamo potrebbe essere una strategia più efficace. La notizia ci sembra sorprendentemente aggressiva, considerando che la FDA non ha ancora approvato la prima generazione di vaccini (a tutti sono state concesse autorizzazioni di emergenza e la FDA sta ancora valutando i dati sulla sicurezza, motivo per cui sappiamo che i vaccini mRNA causano “rari” effetti collaterali, compresi infiammazioni cardiache).

Alla fine, il CDC e la FDA decideranno se raccomandare una terza dose. Ma hanno una solida esperienza nella salvaguardia degli interessi delle grandi aziende farmaceutiche che hanno prodotto i vaccini. Quindi, perché dovrebbero cambiare rotta adesso?

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